Al museo “Amedeo Lia’ di La Spezia, prosegue fino a domenica 27 ottobre, una mostra su quel fenomeno che fu il gran viaggio di formazione e istruzione in voga tra fine Diciottesimo e meta Diciannovesimo secolo. Infatti, il Grand Tour, prevedeva il raggiungimento dei luoghi carichi di memoria, dove trovare confronto con il passato insieme a ristoro per anima e corpo. Ambitissima l’Italia, Paese della memoria e gran giardino d’Europa, meta obbligata per quei colti pellegrinaggi la cui durata poteva anche essere annosa. La mostra, sulle orme dei percorsi alla scoperta del Bel Paese tra Venezia, Firenze, Roma, Napoli e, in periodo successivo, anche il Golfo di La Spezia, diviene occasione per valorizzare la collezione Lia posta in dialogo con le straordinarie opere in prestito.

Una cinquantina di opere coinvolgono tutto lo spazio espositivo prendendo avvio proprio dal nucleo collegato direttamente, o di riflesso, al Grand Tour conservate al Museo. La sezione dei dipinti settecenteschi si compone di importanti episodi figurativi che illustrano massimamente due delle soste irrinunciabili per i viaggiatori, modelle infaticabili offerte allo sguardo stupefatto del visitatore erudito. Cartoline di gran lusso, ricordi effettivi dei viaggi compiuti, e le tele ritraggono veritieri scorci di paesaggio evidenziando l’archeologia a Roma, l’acqua e la luce a Venezia, quanto improbabili panorami dove vengono concentrati monumenti fra loro distanti, ma riuniti per la delizia del committente: paesaggi e capricci.

I monumenti osservati divenivano, per via della loro figurazione, testimoni muti, ma eloquenti, delle esperienze trascorse.
Accanto a questa sezione principale, un percorso che illustra la scoperta e l’interesse turistico del Golfo di La Spezia e della Riviera con il suo immediato entroterra. Proprio l’acquerello di Turner e Girtin compreso nelle collezioni del Museo, ritraente un tratto di riviera spezzina trait d’union con un ulteriore nucleo di altre Collezioni civiche. In particolare, la raccolta di dipinti di Agostino Fossati, esposta nella Palazzina delle Arti, illustra il territorio e la Città.

Una terza sezione riguarda gli aspetti materiali del viaggio, a iniziare dal corredo del viaggiatore come i cofanetti portaoggetti, identificabili quali parte dei nécessaires de voyage che ogni turista portava con sé e conservati presso il Museo del Sigillo. Queste pregiate scatole in legno erano destinate a contenere i corredi più diversi: oltre a matrice e accessori necessari alla preparazione della ceralacca, integravano al loro interno set da disegno e da scrittura, da cucito, da toeletta sempre conservati in vani appositamente e accuratamente ricavati.

La lezione dell’antico investì ogni ambito del quotidiano: dall’architettura all’arredo e alle arti applicate, vennero rielaborati i motivi ornamentali classici, influenzando fortemente anche la produzione dei sigilli dove è riscontrabile la predilezione per ciondoli e anelli sigillari, che per forma e materiali richiamano l’arte classica; manufatti realizzati intagliando pietre dure quali corniola, calcedonio, sardonica, cristallo di rocca, oltre che reimpiegando le gemme antiche di scavo che attraverso la diffusa pratica della rilavorazione, venivano trasformate in matrici sigillari e incastonate preferibilmente in anelli e ciondoli.

Ulteriore nota conseguente alla riscoperta dell’antico è l’evoluzione dell’approccio scientifico alle scoperte archeologiche, che portò alla formazione di un enorme patrimonio documentario. Infatti, dalla metà dell’Ottocento, a Pompei divenne sistematica la presenza, a fianco degli archeologi, di disegnatori al servizio della Direzione degli Scavi a cui era affidata la documentazione degli apparati decorativi riscoperti.

Il sito era poi meta costante di architetti e artisti in formazione, nonché di numerosi pittori di vedute; tra questi Vincenzo Loria (1849 – 1939) che realizzò il cospicuo nucleo di acquerelli a tema pompeiano, di proprietà dei Musei Civici di La Spezia. Loria fu anche autore di una serie di tavole commissionategli dall’esperto di archeologia pompeiana Antoni Niccolini, per illustrare la monumentale opera Le case e i monumenti di Pompei, edita a Napoli nel 1887 e poi diffusa nelle principali biblioteche, nei musei, nelle facoltà universitarie e nelle case reali dell’epoca. Inoltre, su incarico del Ministro della Pubblica Istruzione Antonio Scialoja, Loria produsse illustrazioni didattiche sull’arte pompeiana da distribuire presso licei e facoltà universitarie italiane.

Dettagli

Didascalie immagini

(courtesy Ufficio stampa museo “Amedeo Lia’)

foto 1
locandina evento

foto 2
un particolare di Gaspar Van Wittel, detto Gaspare Vanvitelli
Veduta di Roma con piazza del Quirinale, olio su tela

foto da 3 a 6
alcuni scatti all’interno del percorso espostivo

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Museo Civico “Amedeo Lia” - via del Prione, 234 - La Spezia
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Fino al: 27 Ottobre, 2024