“L’amore materno alle origini della pittura moderna, da Previati a Boccioni”, curata da Francesca Rossi e Aurora Scotti, in corso a Verona alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, pone al centro della sua riflessione il motivo iconografico e il periodo storico. Si tratta della prima mostra che la città dedica agli esordi del Divisionismo italiano, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza di uno dei periodi più creativi della storia dell’arte del nostro Paese e, allo stesso tempo, restituire un contesto e un fondamento critico di riferimento alle opere della Galleria Achille Forti legate a tale ambito figurativo, a partire da S’avanza di Angelo Morbelli, capolavoro esposto nel percorso dedicato alla collezione civica. 

L’ottimo risultato di sinergie e proficua collaborazione tra i musei veronesi e i Musei Civici di Milano, il Mart di Rovereto e il Banco BPM. Istituzioni che hanno collaborato attivamente all’elaborazione dei contenuti del progetto scientifico partecipando anche all’ideazione di un piccolo circuito virtuale sul tema dell’amore materno itinerante tra le sedi di Verona, Rovereto e Milano, che il visitatore troverà segnalato nel catalogo e nei fogli di sala dedicati a Le due madri di Segantini, della Galleria d’Arte Moderna di Milano, e all’Autoritratto con la madre di Giorgio de Chirico, del Mart di Rovereto. Tali opere sono da considerare a pieno titolo parte dell’esposizione.

Il percorso espositivo è costruito attorno alla Maternità di Gaetano Previati, esposta nel maggio del 1891, alla prima edizione dell’Esposizione Triennale di Belle Arti nel palazzo di Brera a Milano, questa grande tela – oltre quattro metri di lunghezza e quasi due di altezza – segnò la prima apparizione del Simbolismo in una esposizione ufficiale italiana.

La composizione del dipinto è semplice e fortemente unitaria: una madre è china sul suo bambino, frutto del suo grembo, e lo allatta amorevolmente.

La vita da lei trasfusa nella creatura è simboleggiata dall’albero, probabilmente un melarancio, che le sta alle spalle e sembra proteggerla come una sorta di originale ombrello: gli angeli si raccolgono intorno a lei, i gigli, simbolo della vita e dell’annunciazione a Maria e gli anemoni si piegano mossi da un vento misterioso.

Realizzata secondo i principi della divisione del colore, la tela si distinse tra gli altri lavori dell’esposizione perché in quest’opera l’artista aveva tentato di evocare l’idea dell’amore materno non attraverso una raffigurazione oggettiva, ma attraverso un’arte d’immaginazione e di sentimento.

Il divisionismo offriva in questo senso la tecnica ideale per rompere con gli schemi e le convenzioni di un realismo che il pittore ferrarese da tempo sentiva come un limite, ma non costituiva la novità più importante della sua proposta pittorica, tanto che l’artista, scrivendo al fratello Giuseppe nei giorni precedenti l’apertura dell’esposizione, si diceva preoccupato che l’adozione della nuova tecnica oscurasse la sua ricerca di una pittura che superasse i limiti di una raffigurazione semplicemente oggettiva della realtà. La monumentale tela divenne un vero e proprio caso critico e fu al centro di polemiche e discussioni, dividendo il pubblico tra accesi sostenitori, come Vittore Grubicy, che fecero dell’artista un paladino della «pittura di idea», e implacabili detrattori, scandalizzati da quello che ritenevano il lavoro di un giovane incapace di disegnare.

Aurora Scotti, sottolinea: “La nuova tecnica divisionista elaborata da Previati nel monumentale dipinto, puntava sulla separazione delle pennellate, ma anziché tendere alla piena tersità luminosa mirava ad agire sulla sensibilità dello spettatore, coinvolgendolo nella emozione psicologica dell’evento. A questo il maestro ferrarese si era preparato con un intenso esercizio su temi che sviluppavano la ‘pittura di affetti’ della Scapigliatura, al fine di evocare, attraverso il ductus stesso della pennellata, uno stato d’animo. Un cardine quindi della pittura di emozione e di sentimento, con un ampio spettro di riferimenti nella tradizione pittorica medioevale e moderna”.

Francesca Rossi, aggiunge: “L’esposizione è arricchita da un contributo multimediale dedicato alle fasi di gestazione della Maternità di Previati. Questa preziosa documentazione deriva dalla campagna di analisi scientifiche condotta con gli strumenti più avanzati delle nuove tecnologie presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze allo scopo di monitorare lo stato di conservazione dell’opera e di comprendere la singolarissima tecnica pittorica impiegata dall’artista”.

In mostra celebri capolavori di Gaetano Previati, Medardo Rosso, Giovanni Segantini, Angelo Morbelli, Giuseppe Pellizza da Volpedo e Umberto Boccioni per consentire al visitatore di cogliere l’intensa stagione culturale che ha segnato il transito rivoluzionario della pittura italiana ottocentesca nella direzione europea dell’arte moderna d’avanguardia. Da qui, la rigorosa selezione filologica di una quindicina di opere per evidenziare il confronto tra esiti e ricerche diverse contemporanee al maestro ferrarese, ma anche le ricadute e gli stimoli forniti da queste sperimentazioni alle avanguardie del primo Novecento. Umberto Boccioni, in particolare, cercò un confronto diretto con Previati.

Didascalie immagini

  1. Angelo Morbelli, Alba felice, 1892-1893, olio su tela, 50 x 103 cm, Collezione privata
  2. Giuseppe Pellizza da Volpedo, Sacra Famiglia, 1892, olio su tela, 166,7 x 106,5 cm, Tortona, “Il Divisionismo” Pinacoteca Fondazione C. R.
  3. “Illustrazione italiana”, Frontespizio della rivista con riproduzione di Amor Materno di Medardo Rosso, 2° semestre 1886, Verona, Biblioteca Civica
  4. Giovanni Segantini, L’amore alla fonte della vita, 1896, olio su tela, 70 x 98 cm, Milano, Galleria d’Arte Moderna
  5. Giovanni Segantini, Angelo della vita, matita Contè, matita colorata, pastello, colore oro su carta bianca, 590 x 430 mm, St. Moritz, Fondazione Giovanni Segantini
  6. Gaetano Previati, Maternità, 1890-1891, olio su tela, 175,5 x 412 cm, Collezione Banco BPM
  7. Gaetano Previati, Maternità, 1890-1891 (particolare centrale)
  8. Gaetano Previati, Amanti, 1885 ca., olio su tela, 27 x 47 cm, Torino, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea
  9. Umberto Boccioni, Nudo di spalle (Controluce), 1909, olio su tela, 61 x 55,5 cm, Rovereto, Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Collezione L. F.

In copertina un particolare di:
Gaetano Previati, Maternità, 1890-1891

Dove e quando

Evento: Palazzo della Ragione, Galleria d’Arte Moderna Achille Forti – Cortile Mercato Vecchio, 6 – Verona
  • Fino al: – 10 March, 2019