A Palazzo Grassi “Hypervenezia” è un progetto ideato e realizzato da Mario Peliti in occasione del 1600° anniversario della fondazione della città la cui tradizione fa risalire la nascita al 25 marzo 421 d.C. quando, tre consoli padovani, furono inviati nella laguna con la missione di trovare un luogo sicuro per un porto commerciale.

Mario Peliti, Cannaregio, Parco Pubblico Groggia, 2016, credito fotografico: Venice Urban Photo Project / Mario Peliti

Dopo sei mesi di chiusura per lavori di manutenzione, lo scorso 5 settembre sono state riaperte le porte al pubblico con “Venice Urban Photo Project” allestimento immersivo, rigorosamente in bianco/nero, curato da Matthieu Humery, conservatore presso la Collection Pinault.

Mario Peliti, Cannaregio, Fondamenta dei Mori, 2016, credito fotografico: Venice Urban Photo Project / Mario Peliti 

Al primo piano espositivo di Palazzo Grassi circa quattrocento fotografie che ripercorrono un ideale itinerario per i sestieri di Venezia, un’installazione video di oltre tremila fotografie che scorrono accompagnate da una composizione musicale inedita realizzata per la mostra dal compositore Nicolas Godin, membro del duo “Air”, e una mappa site-specific di Venezia formata da un mosaico di circa novecento immagini geolocalizzate per offrire una panoramica della città.

Mario Peliti, Castello, Via Garibaldi, 2015, credito fotografico: Venice Urban Photo Project / Mario Peliti

Il Curatore, durante la conferenza stampa, ha illustrato come siano: «rare le occasioni in cui la fotografia può ribadire la propria essenza sofisticata e riaffermarsi come fenomeno dalla complessa raffinatezza. Giocando con la realtà e deformandola suo malgrado, ci trascina puntualmente in una riflessione pressoché infinita che pone la realtà di fronte alla sua rappresentazione. Viene spontaneo allora chiedersi se ciò che ammiriamo in una fotografia sia la realtà stessa, sotto forma di traccia nostalgica, o piuttosto il turbamento suscitato dalla padronanza della perfetta somiglianza/illusione. La fotografia è spesso percepita come elemento del reale. L’immagine fotografica è rivelatrice e dimostrativa.

Mario Peliti, Santa Croce, Stazione di servizio, 2021, credito fotografico: Venice Urban Photo Project / Mario Peliti
Mario Peliti, Santa Croce, Stazione di servizio, 2021, credito fotografico: Venice Urban Photo Project / Mario Peliti

Anche se il personaggio del film di Michelangelo Antonioni Blow-Up mostra i limiti di questa percezione ponendo la domanda: «che cosa succede quando la fotografia “sembra” dire la verità?», bisogna riconoscere che è difficile negare l’effetto specchiante che la fotografia esercita sul mondo. Non che sia necessario prendere posizione; tuttavia, la mostra “Hypervenezia”, attraverso l’installazione di una lunga sequenza di immagini e la ricostruzione di una “mappa fotografica”, invita a chiedersi una volta per tutte se la fotografia non sia innanzitutto (o anche) una finzione, anche quando traduce scrupolosamente il reale. Un’ipotesi e al tempo stesso un gesto estetico e poetico.» 

Mario Peliti, Castello, Arsenale, 2021, credito fotografico: Venice Urban Photo Project / Mario Peliti
Mario Peliti, Castello, Arsenale, 2021, credito fotografico: Venice Urban Photo Project / Mario Peliti

Matthieu Humery ha anche spiegato che l’uso del prefisso “hyper” sia da intendere una sorta di accesso a un oltre, uno stato superiore del soggetto stesso, e implica la necessità di allontanarsi dall’immagine documentaria affinché Venezia possa rivelarsi nella sua stessa finzione.

Mario Peliti, Castello, Sant’Elena, Parco delle Rimembranze, 2020, credito fotografico: Venice Urban Photo Project / Mario Peliti
Mario Peliti, Castello, Sant’Elena, Parco delle Rimembranze, 2020, credito fotografico: Venice Urban Photo Project / Mario Peliti

Tale finzione è qui sprovvista di narrazione, personaggi o colpi di scena, e pertiene a un’esperienza impossibile da riprodurre nella realtà. In effetti il visitatore si trova in una costruzione che si avvale della straordinaria quantità di immagini prodotte da Mario Peliti seguendo instancabilmente un precisissimo protocollo.

Mario Peliti, Dorsoduro, Sacca San Biagio, 2020, credito fotografico: Venice Urban Photo Project / Mario Peliti
Mario Peliti, Dorsoduro, Sacca San Biagio, 2020, credito fotografico: Venice Urban Photo Project / Mario Peliti

La finzione non condivide la natura del suo soggetto, che appartiene alla realtà, ma quella della rappresentazione, che trasforma il soggetto in finzione con il risultato in una città come non si è mai vista e come non si vedrà mai.

Hypervenezia, Veduta installazione al primo piano di Palazzo Grassi
Hypervenezia, Veduta installazione al primo piano di Palazzo Grassi

Nonostante la raffigurazione iconica che tutti conosciamo e riconosciamo, questa Venezia appartiene a un mondo parallelo, a un simulacro in cui è impossibile distinguere il falso dal vero, l’artificiale dal reale, l’oggetto dalla sua rappresentazione.

Hypervenezia, particolare dell'installazione al primo piano di Palazzo Grassi
Hypervenezia, particolare dell’installazione al primo piano di Palazzo Grassi

Accompagna l’imperdibile evento espositivo un catalogo trilingue (italiano, inglese, francese) co-edito da Marsilio Editori, Venezia, e Palazzo Grassi – Punta della Dogana.

Dettagli

Didascalie immagini

opere di Mario Peliti
il credito fotografico di ognuna è
Venice Urban Photo Project / Mario Peliti

  1. Cannaregio, Parco Pubblico Groggia, 2016 
  2. Cannaregio, Fondamenta dei Mori, 2016 
  3. Castello, Via Garibaldi, 2015
  4. Santa Croce, Stazione di servizio, 2021
  5. Castello, Arsenale, 2021
  6. Castello, Sant’Elena, Parco delle Rimembranze, 2020
  7. Dorsoduro, Sacca San Biagio, 2020
  8. Veduta installazione al primo piano di Palazzo Grassi
  9. particolare installazione

In copertina

Uno scorcio del primo piano di Palazzo Grassi

Breve biografia di Mario Peliti

Mario Peliti (Roma, 1958), architetto di formazione, è editore e gallerista.
Ha fondato nel 1986 Peliti Associati, inizialmente studio di progettazione grafica, poi casa editrice, e dal 2000 anche agenzia di relazioni pubbliche.
Ha diretto dal 1995 al 2002 la Galleria Minima Peliti Associati, dedicata alla fotografia d’autore, all’interno di Palazzo Borghese a Roma. Nell’arco di sette anni il piccolo spazio espositivo ha proposto quarantatré mostre presentando opere di Sebastião Salgado, Gianni Berengo Gardin, Gabriele Basilico, Mario Giacomelli, Mary Ellen Mark, Bert Stern, solo per citare i nomi più noti. Ha ideato lo European Publishers Award for Photography (1994-2015), concorso di sei case editrici di Italia, Francia, Germania,
Gran Bretagna, Olanda e Spagna, finalizzato alla promozione internazionale di autori emergenti.
Nel 2013 insieme a Paola Stacchini Cavazza ha aperto la Galleria del Cembalo, dedicata nuovamente alla fotografia e al suo rapporto con altre forme di espressione artistica, sempre all’interno di Palazzo Borghese.
Vive e lavora tra Roma e Venezia.

 

Orario di apertura Palazzo Grassi
tutti i giorni, tranne il martedì, dalle ore 10 alle ore 19.
(ultimo ingresso alle ore 18).
Maggiori informazioni sugli orari, le prenotazioni, tariffe, le attività e le modalità di accesso e sul calendario degli eventi sono disponibili al sito ufficiale

Sito web: https://www.palazzograssi.it/it/

Dove e quando

Evento: Hypervenezia

Indirizzo: Palazzo Grassi - Campo San Samuele, 3231 - Venezia
[Guarda su Google Maps]

Date: dal 05 Settembre, 2021 al 09 Gennaio, 2022