Nella pittura l’elemento essenziale è il colore. Il colore è un fenomeno della luce. Per i colori la natura si serve della luce. Per captare la luce il pittore si serve dei colori
(Raoul Dufy)

Scriveva Raoul Dufy (1877-1953) a proposito di Luxe, Calme et Volupté  di Matisse: “Davanti a quel quadro […], ho compreso tutte le nuove ragioni per dipingere e il realismo impressionista ha perduto per me il suo fascino alla vista del miracolo dell’immaginazione introdotta nel disegno e nel colore. Ho compreso all’istante la nuova meccanica pittorica”. Lo ricorda Sophie Krebs, curatrice della mostra Raoul Dufy. Il pittore della gioia in corso a Roma dal 14 ottobre 2022 al 26 febbraio 2023 nelle sale di Palazzo Cipolla, dove oltre centocinquanta opere di Dufy sfilano davanti agli occhi dei visitatori.

Una panoramica completa dell’opera di un artista che, dopo gli esordi sulla scia del Postimpressionismo, ispirati alla lezione di Cézanne – che Picasso definirà “il padre di tutti noi“- rimase folgorato dall’incontro con la pittura di Matisse. Nel 1903 Dufy esponeva per la prima volta al Salon des Indépendants, che vide la sua costante partecipazione per oltre trenta anni, così come fu presente al Salon d’Automne a partire dal 1906 fino agli anni Quaranta.

Ben presto Dufy ampliò la sua attività nel campo delle arti decorative, affermandosi con successo in una produzione assai vasta, dalla xilografia alla pittura e alla grafica, dalle ceramiche ai tessuti, dalle illustrazioni alle scenografie, in un’attività intensa e multiforme che ebbe come filo conduttore una tavolozza dai colori squillanti e un tratto rapido e vibrante. Articolata in tredici sezioni tematiche, la mostra romana segue l’intero percorso artistico di Dufy, toccando tutti i generi che gli furono cari e dedicando due specifiche sezioni a Incisioni e libri e Moda e decorazione.

Nella molteplicità dei soggetti affrontati spiccano i nudi, che vanno da un omaggio a Cézanne, con la Grande bagnante del 1914, all’evocazione delle figure femminili di Matisse, che appaiono il punto di riferimento per la serie di Nudi dipinti alla fine degli anni Venti; qui dominano gli sfondi azzurri, un colore che Dufy amava moltissimo – “l’unico colore che, in tutte le gradazioni, conserva la propria individualità” lo definiva – tanto da averlo usato per dipingere le pareti del suo studio parigino ai piedi della collina di Montmartre. Alla fine degli anni Trenta, il nudo sarà la chiave di accesso per confrontarsi col mondo dei maestri del passato: dalla Venere di Urbino di Tiziano (ammirata al Prado di Madrid), alla Nascita di Venere di Botticelli, che dopo la visita agli Uffizi di Firenze lo ossessionerà fino a realizzarne una decina di versioni, rielaborandole con il suo personalissimo gusto del colore e con il tratto libero e fantasioso che caratterizza i suoi disegni.

La versatilità di Dufy segna anche il suo rapporto con la pittura di paesaggio, dove il tema dominante è quello delle marine, soggetto che l’artista affronta lungo tutta la sua vita creativa, con una doppia valenza: come spettacolo naturale, nelle vedute di paesaggio dai vasti orizzonti e dalle luci sfolgoranti, e come sfondo sul quale si muove l’animazione delle villeggiature balneari, piena di movimento e di colori. Dalla Normandia alla Costa Azzurra regate, porti, spiagge, il passeggio sul lungomare, rappresentano i soggetti più amati e testimoniano, nello scorrere del tempo, le influenze da parte dei maestri contemporanei e l’affermarsi nella pittura di Dufy di una propria sigla caratteristica. L’artista elabora uno stile personale in cui esprime pienamente la sua teoria della “luce-colore”, definendo spazi in cui i soggetti si muovono liberamente, senza vincoli di prospettiva o di proporzioni.

Al tema dell’atelier, Dufy ha dedicato numerose opere nelle quali compaiono i luoghi in cui viveva e dipingeva: da Le Havre a Parigi, e poi a Nizza e infine a Perpignan, gli ambienti in cui si affollano gli strumenti del suo lavoro – cavalletti, tele appena iniziate, disegni, pennelli – tornano ripetutamente nei dipinti, culminando con le vedute eseguite durante gli anni Quaranta nello studio di Perpignan. Qui, lo sguardo si allarga fino al mondo esterno, visibile attraverso la finestra, e la vita che scorre in strada penetra nello spazio ovattato e silenzioso dello studio, dove l’enigmatica presenza di un torso classico assiste al gioco di rimandi e scambi che sembra debba proseguire all’infinito, en abîme.

Il percorso della mostra romana si conclude con la replica in formato 1:10 de La Fée Electricité (La Fata Elettricità, 1937 – 1938, Musée d’Art Moderne de Paris), un’opera pittorica monumentale, tra le più grandi al mondo – di una lunghezza complessiva di oltre sessanta metri per un’altezza di sei – composta da duecentocinquanta pannelli, realizzata su commissione della “Compagnie Parisienne de Distribution d’Électricité” per il Padiglione dell’Elettricità all’Esposizione Internazionale del 1937 a Parigi. Per l’elaborazione del complesso soggetto, che evoca lo studio e l’invenzione dell’elettricità dall’antichità ai giorni nostri, Dufy consulta vari esperti e scienziati, predispone un bozzetto in scala 1:10 dell’intera opera e realizza numerosi disegni, acquerelli e lucidi. Il tema si sviluppa in una serie di piccoli episodi narrativi, accostati e giustapposti senza soluzione di continuità, che vengono collegati da grandi campiture di colore formando una sorta di fregio, nel quale la narrazione prevale sui valori prospettici e l’orizzonte si annulla in una visione corale.

Scrive Sophie Krebs nel saggio Raoul Dufy, pittore moderno-classico che apre il catalogo della mostra: “Della modernità, Dufy ha conservato l’idea, derivata da Cézanne, di associare disegno, colore e composizione. Da vero “cacciatore di immagini” ha conservato il gusto per l’osservazione delle scene del suo tempo: corse ippiche, regate, scene di mare, le tante immagini di istanti di svago che gli sono associate. Avrebbe potuto essere il nuovo Constantin Guys. Rifiuta la prospettiva classica e preferisce la giustapposizione di colori e la sproporzione tra i soggetti. L’anatomia è approssimativa, i corpi abbozzati. Cosa c’è di classico, allora? Il lavoro manuale, il mestiere, e indubbiamente un immaginario che lo predispone a tutte le sperimentazioni decorative. Ed è in effetti quando si dedica alla decorazione murale che il suo universo, composto di molteplici prestiti, prende davvero forma. La Fata Elettricità è in questo senso un modello del genere, un’opera in cui modernità e classicismo si mescolano e si fanno eco.”

Dettagli

Didascalie immagini

  1. La sezione Sulle orme di Cézanne apre il percorso mostra Raoul Dufy. Il pittore della gioia in corso dal 14 ottobre 2022 al 26 febbraio 2023 nelle sale di Palazzo Cipolla a Roma
  2. Dufy fornì per molti anni alla Maison Poiret e ad alcuni laboratori tessili disegni per tessuti di abbigliamento e arredamento con motivi di fiori, fantasie esotiche, marine e temi mitologici
  3. Nei Nudi appare il riferimento alla pittura di Matisse, che per Dufy ebbe il valore di una rivelazione
  4. Il mare è una presenza costante nella pittura di Dufy, che lo rappresenta nelle sue molteplici valenze, spesso come sfondo delle villeggiature mondane in Normandia e Costa Azzurra
  5. Il proprio atelier è un soggetto che Dufy affronta ripetutamente, fissando sulla tela i vari ambienti che, nel corso degli anni, fanno da sfondo alla sua creatività
  6. La Fée Electricité (La Fata Elettricità, 1937 – 1938, Musée d’Art Moderne de Paris) è un enorme pannello che Dufy realizzò per il Padiglione dell’Elettricità all’Esposizione Internazionale del 1937 a Parigi, di cui a Roma è esposta una versione ridotta in scala 1:10
  7. Un particolare della Fée Electricité

in prima pagina:

Una sala della mostra monografica dedicata a Raoul Dufy nelle sale di Palazzo Cipolla a Roma

courtesy Uffici stampa Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale / Arthemisia

Orario

dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 20:00
(Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura)
Lunedì chiuso

Aperture straordinarie:
Giovedì 8 dicembre dalle 10:00 alle 20:00
Sabato 24 dicembre dalle 10:00 alle 15:00
Lunedì 26 dicembre dalle 10:00 alle 20:00
Sabato 31 dicembre dalle 10:00 alle 15:00
Domenica 1 gennaio dalle 15:00 alle 20:00
Venerdì 6 gennaio dalle 10:00 alle 20:00

Sito web: https://www.fondazioneterzopilastrointernazionale.it/project/a-palazzo-cipolla-dufy-il-pittore-della-gioia/

Dove e quando

Evento: Raoul Dufy. Il pittore della gioia

Indirizzo: Palazzo Cipolla, Via del Corso, 320 - Roma
[Guarda su Google Maps]

Fino al: 26 Febbraio, 2023