“È cosa nota à quanti vivono nella nobilissima Città di Genova, e suo Dominio,
com’io non solo fui chiamato
da quei Serenissimi, & Eccellentissimi Padri, che la governano,
mentre la peste fiera
più che mai distruggeva con esterminio deplorabile
molta parte della Liguria …
onde arrivato in Genova mi fù fatta istanza da’ medesimi Serenissimi, acciò impiegassi
la vita, e l’opra mia, e de’ miei fratelli
per sovenimento di tanta moltitudine d’huomini, e di donne,
che miseramente perivano abbandonati
quasi d’ogni humano soccorso”.

(Padre Maurizio da Tolone OFMCap,
Trattato politico da pratticarsi ne’ tempi di peste, Genova, Pietro Giovanni Calenzani, 1666, p. 3.)

Prosegue fino al prossimo due luglio la mostra “La grande peste. Genova 1656 – 1657” al Museo dei Beni Culturali Cappuccini che racconta, attraverso l’esposizione di dipinti, documenti, antichi strumenti da farmacia e da ospedale, manoscritti e preziose edizioni a stampa, la terribile epidemia che mise in ginocchio la città.Immagine guida mostra peste
Preservato dalla precedente peste (quella del 1630, notoriamente conosciuta con i Promessi Sposi di Alessandro Manzoni), il capoluogo ligure fu invece decimato, e quasi distrutto, da quella micidiale del 1656-57.
Il suggestivo allestimento espositivo propone testimonianze e memorie scritte del periodo, le politiche attivate dalla Repubblica di Genova per contenere il contagio, le tragiche rappresentazioni iconografiche con le quali gli artisti dell’epoca raffigurarono scenari di morte e sofferenza. E ancora i rimedi farmacologici, igienici e di profilassi allora adottati.
In quegli interminabili mesi, pagine commoventi, eroiche e di solidarietà cristiana furono scritte insieme dalle autorità civili e dalle anime consacrate e, particolare attenzione è stata rivolta alla ricostruzione, sia documentaria che raffigurativa, di ciò che i Cappuccini fecero in tempo di peste. I loro rimedi per purificare gli ambienti insani, i cosiddetti profumi, furono veri e propri sistemi di disinfestazione,  i loro “rimedi dell’anima”, la consolazione e l’ascolto degli appestati nei diversi lazzareti della Città, furono in molti casi le uniche cure per le sofferenze.
Allestimento mostra peste
Fra il ricco panorama di eventi collaterali alla mostra, questa sera, alle ore 17.00, presso l’auditorium del Museo, è in programma “Le romanze del cuore: Le note della sofferenza e della speranza”, concerto della Soprano Antonella Fontana, con al pianoforte il Maestro Dennis Ippolito. Saranno eseguiti brani dal repertorio lirico vocale e strumentale (Mascagni, Verdi, Satie, Massenet, Ravel, Mozart).

Dettagli

Orari:
dal martedi alla domenica 15,00 / 18,30
giovedi orario esteso 10,00 / 13,00 - 14,00 / 18,30

'La grande peste. Genova 1656-1657' (courtesy Museo dei Beni Culturali Cappuccini ) 'La grande peste. Genova 1656-1657' (courtesy Museo dei Beni Culturali Cappuccini )

Dove e quando

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Fino al: 20170702