Nel via vai di ogni giorno, salendo e scendendo da una metro che ci porta a lavorare per poi riportarci a casa, alziamo ogni tanto lo sguardo.
Potrebbe capitare, come succede in questi giorni a Roma, di imbatterci in una serie di scatti – ritratti e paesaggi – in grado di farci fermare o almeno rallentare.

Sul ponte pedonale della stazione metro Garbatella, nel cuore di uno dei quartieri che ancora oggi rappresenta la vera romanità, fino al 18 ottobre oltre trecento scatti di giovani artisti fanno capolino e catturano l’attenzione.
Hanno risposto in circa sessanta alla call di Officine Fotografiche Roma per prendere parte a una mostra collettiva dal titolo “Un ponte per la fotografia”: Officine è un’associazione no profit, nata per divulgare e sostenere la cultura dell’immagine, da sempre luogo d’incontro e di scambio tra professionisti e appassionati, ma è anche un centro di formazione per fotografi a tutti i livelli.

Un ponte per la fotografía può essere così l’occasione per incontrare anche la dimensione del viaggio, tanto fisico quanto spirituale. L’immersione totale in un mondo nuovo che non ci appartiene ma che riusciamo ad accogliere – se predisposti alla sensibilità – come quello che sta alla base del lavoro di Elisa Nucciarelli, una giovane artista che per la prima volta espone alcune delle sue foto.

Avvicinatasi da poco al mondo della fotografia ha dato spazio a questa sua grande passione e ha presentato alcuni dei suoi scatti venuti fuori da un recente viaggio.

Le sue foto, selezionate ed esposte, nascono sulle Ande in Perù, terra dove sembra quasi impossibile non entrare in contatto con la Pachamama. Mama e Pachamama è infatti il nome che la giovane artista ha scelto per raccontare il viaggio attraverso il suo obiettivo.

Non sono solo volti e paesaggi quelli ritratti ma anche Vite. Non è solo la bellezza dello scatto a colpire ma anche la profonda empatia che si percepisce, quasi come pelle d’oca.

In un luogo tanto magico quanto crudo, questi scatti ci raccontano di un popolo che ha fede, che crede e che prega, che ogni giorno é grato e rende omaggio alla Grande Madre Terra.
Le fotografie esposte da Elisa Nucciarelli sono anch’esse omaggio e gratitudine alla dimensione stessa del viaggio, all’importanza della costante crescita personale attraverso le proprie passioni, alla ricchezza che si nasconde nelle terre mai viste e che diventano un po’ nostre attraverso gli occhi di chi, come lei, ha la capacità di fermarsi a raccogliere le immagini. La spiritualità e la sempre sacra femminilità, si nascondono dietro il click dello scatto, nella visione mistica e profonda di una donna e di una madre, nella passione di chi crede che la fotografia possa essere, anch’essa, la giusta via verso la salvezza.

Dalle montagne, ai boschi e ai campi, che con i loro molteplici “doni” permettono al profondo popolo peruviano di vivere, arrivano i mille colori di paesaggi che sembrano quasi finti. L’agricoltura e l’allevamento, la tessitura e l’estrazione di sale e minerali, che rendono il paesaggio multicolore, ci mettono ancora più in contatto con la Terra.

“Madre Spazio Tempo” o “Madre Universo”: le cime dei monti sono i suoi seni, i fiumi il suo latte di vita e i campi sono il suo fertile grembo.”

Il progetto di questa giovane fotografa vuole raccontare così la Donna Eterna, la Mama: secondo la cultura andina infatti, tanto la Natura quanto la Donna, sono sacre e degne di rispetto perché capaci di dare vita, di mettere al mondo, perché fertili e feconde, perché Miracoli e Forze della Natura.

Elisa sceglie di descrivere il suo lavoro con una frase di Hernán Huarache Mamani, sciamano e scrittore peruviano di etnia quechua, in grado di spiegare tutto questo senza bisogno di aggiungere altro: “La Pachamama è la madre di tutte le creature viventi, è nostra madre, noi siamo suoi figli; dobbiamo amarla, volerle bene, rispettarla. Perciò dobbiamo conoscerla”.

Questi colori, questi paesaggi e queste scene di vita quotidiana ci portano per qualche istante in un posto che magari non abbiamo mai visto, ma che grazie a queste foto e a quelle di tutti gli appassionati di fotografia che si sono messi in gioco, ci sembra più vicino e più nostro.
Ringraziamo allora Elisa e tutti gli artisti che hanno esposto i propri lavori regalando (anche solo per pochi giorni) un po’ della loro arte a chi semplicemente – andando a prendere la metro – ha rallentato e posato lo sguardo su posti mai visti, persone mai incontrate e vite mai conosciute.
Così, ci piace pensare che proprio per questo la Fotografia, come le Bellezza, salverà il Mondo, o almeno lo renderà più bello.

Didascalie immagini

  1. Ponte pedonale della stazione metro Garbatella dove sono esposte le oltre trecento foto di Un ponte per la fotografia
  2. Momento inaugurale della mostra
  3. Foto di Elisa Nucciarelli – Progetto Mama e Pachamama presentato per Un ponte per la fotografia
  4. Foto di Elisa Nucciarelli – Progetto Mama e Pachamama presentato per Un ponte per la fotografia
  5. Foto di Elisa Nucciarelli – Progetto Mama e Pachamama presentato per Un ponte per la fotografia
  6. Foto di Elisa Nucciarelli – Progetto Mama e Pachamama presentato per Un ponte per la fotografia
  7. Foto di Elisa Nucciarelli – Progetto Mama e Pachamama presentato per Un ponte per la fotografia
  8. Foto di Elisa Nucciarelli – Progetto Mama e Pachamama presentato per Un ponte per la fotografia
  9. Foto di Elisa Nucciarelli – Progetto Mama e Pachamama presentato per Un ponte per la fotografia
  10. Foto di Elisa Nucciarelli – Progetto Mama e Pachamama presentato per Un ponte per la fotografia
  11. Foto di Elisa Nucciarelli – Progetto Mama e Pachamama presentato per Un ponte per la fotografia

IN COPERTINA
Foto di Elisa Nucciarelli – Progetto Mama e Pachamama presentato per Un ponte per la fotografia
[particolare]

 

Dove e quando

Evento: Un ponte per la fotografía
  • Fino al: – 18 October, 2019