La Fondazione MAST di Bologna, fino al 24 settembre 2017, presenta “La forza delle immagini” una nuova mostra tratta dalla propria collezione di fotografia industriale, curata da Urs Stahel. Sessantasette autori dagli anni venti a oggi mostrano con oltre cento opere, il dirompente potere espressivo del linguaggio fotografico nei suoi molteplici significati.

Il percorso espositivo guida lo spettatore attraverso un centinaio di foto, che coprono un periodo che va dagli anni Venti del Novecento per arrivare a oggi.
Le opere di Berenice Abbott, Richard Avedon, Margaret Bourke-White, Thomas Demand, Simone Demandt, Jim Goldberg, Hiroko Komatsu, Germaine Krull, Catherine Leutenegger, Edgar Martins, Rémy Markowitsch, Richards Misrach, Jules Spinatsch, Edward Steichen, Thomas Struth, Shomei Tomatsu, Marion Post Wolcott e di molti altri, sviluppano una nuova forma di narrazione del mondo dell’industria pesante, meccanica, tecnologica e digitale.

Il materiale selezionato dagli archivi, con i cosiddetti “giganti silenziosi”, mostra il potere delle immagini che non si limitano a descrivere, ma coinvolgono emotivamente l’osservatore, avvolgendolo in atmosfere misteriose che trasmettono stupore, energia, melanconia, ma anche tristezza.

Le foto interagiscono tra loro “in una danza di visioni”, popolata da macchine enigmatiche e surreali che sbuffano; da ciminiere che svettano nel cielo; da una desolata pianura ricoperta di rifiuti; dalla torre di raffreddamento di una centrale atomica, dalle misteriose apparecchiature che funzionano ininterrottamente anche di notte; e da esseri umani come operai, lavoratori e manager, l’umanità che produce.

Lo sguardo di ogni fotografo suggerisce l’incredibile poesia di certi oggetti e ambienti dai contrasti stridenti. Ecco che l’arte di raccontare attraverso le immagini, oltre a mettere in luce le contraddizioni dell’industria e del lavoro, permette di fermarci a pensare, senza la frenesia della produzione e del consumo.

In realtà il mondo dell’industria e del lavoro raccontato dalle immagini della Collezione MAST, è in grado di restituire una vasta gamma di sfumature, atmosfere e linee temporali, ad altrettanti sentieri da intraprendere approfittando di stimoli, similitudini e contraddizioni.

Al visitatore non resta che approcciare il percorso espositivo senza preconcetti, lasciandosi guidare dalle proprie sensazioni e dandosi la possibilità di fare nuove scoperte.