(di Daniela Brunetti)

Negli spazi espositivi del Museo di Santa Giulia di Brescia è allestita “La Cina non è vicina. Badiucao – opere di un artista dissidente” curata da Elettra Stamboulis. Per la prima volta in Italia un nuovo progetto espositivo che rappresenta l’evento di punta del Festival della Pace, organizzato dal Comune e dalla Provincia di Brescia, giunto alla quarta edizione, vanta il Patrocinio del Parlamento Europeo e di Amnesty International.
Si tratta della prima personale dedicata a Badiucao (Shangai, 1986), artista-attivista cinese noto per la sua arte di protesta, attualmente operante in esilio in Australia, con un percorso espositivo che ne ripercorre l’attività artistica, dagli esordi alle opere più recenti che sono nate in risposta alla crisi sanitaria innescata dalla pandemia di Covid-19.

Sono molteplici le tematiche affrontate dalla mostra e la curatrice, commenta: “Il lavoro di mappatura degli artisti dissidenti, attivisti politici e visualmente militanti, continua con questo progetto espositivo: al centro la poetica dell’artista cinese che collabora con i movimenti del tè al latte. Il Milk tea Alliance è formato da Net Citizen che operano ad Hong Kong, Taiwan, Thailandia e Birmania. Sono tra gli artefici e promotori delle più importanti manifestazioni per la democrazia e i diritti umani in Estremo Oriente, e Badiucao è il loro artista”.

Dalle opere pittoriche e multimateriali che testimoniano le violazioni dei diritti umani, alla censura inflitta ai cittadini cinesi sul tema Covid-19, dalla repressione del dissenso in Myanmar durante il colpo di stato militare del 2021 al tema dell’assimilazione culturale forzata degli Uiguri, fino al dettagliato racconto in chiave artistica delle proteste degli ultimi anni che hanno visto la popolazione di Hong Kong battersi per contrastare la linea politica governativa a Hong Kong.

Francesca Bazoli, Presidente della Fondazione Brescia Musei, sottolinea: “È un grande giorno oggi per i diritti umani e l’arte contemporanea. La Fondazione Brescia Musei prosegue oggi il percorso varato due anni fa per testimoniare l’attenzione ai temi dei diritti umani rappresentati nella loro urgenza, grazie al lavoro di giovani artisti ancora poco noti alla comunità internazionale e che fanno della propria arte un gesto di condivisione e denuncia”.

Roberto Cammarata, Presidente del Consiglio del Comune di Brescia, aggiunge: “Il premio Nobel per la pace di quest’anno è stato assegnato alla giornalista filippina Maria Ressa e al reporter russo Dmitry Muratov “per i loro sforzi per salvaguardare la libertà di espressione, che è una condizione preliminare per la democrazia e una pace duratura”. È la conferma più alta delle motivazioni che hanno spinto due anni fa il Comune di Brescia e la Fondazione Brescia Musei a condividere l’opportunità di avviare, nel contesto del Festival della Pace, un percorso volto a indagare il rapporto tra arte contemporanea e potere, tra creatività artistica, libertà di espressione e pace.

Un’opportunità straordinaria di riflessione e confronto, attraverso gli spunti offerti dal linguaggio artistico, su tematiche fondamentali come la tutela dei diritti umani, le nuove forme di dissidenza e di rivolta nonviolenta ai regimi illiberali e il rapporto tra verità e politica nel mondo della cosiddetta post-verità. È responsabilità di ogni istituzione democratica dare voce, spazio e riconoscimento a chi con coraggio utilizza gli strumenti a propria disposizione per denunciare la violazione di diritti fondamentali facendosi megafono di libertà, anche a costo di perdere la propria. Una responsabilità alla quale le nostre istituzioni hanno deciso di non sottrarsi”.

Badiucao si è affermato sul palcoscenico internazionale grazie ai social media, coi quali diffonde la propria arte in tutto il mondo – il suo account twitter @badiucao è seguito da più ottantamila persone – e sfida costantemente il governo e la censura cinesi. La sua vocazione artistico-politica nasce nel 2007, quando, studente di Legge all’Università di Shanghai vede il documentario The Gate of Heavenly Peace, un girato clandestino diretto da Carma Hinton e Richard Gordon sulle proteste di Piazza Tienanmen. L’artista sviluppa una ferma decisione di esprimersi in prima linea contro ogni forma di controllo ideologico e morale esercitato dal potere politico, a favore della trasmissione di una memoria storica non plagiata.

Il suo impegno politico si realizza, infatti, nella creazione di campagne partecipative, affissioni in luoghi pubblici, illustrazioni e attività online, spesso costruite con un linguaggio visivo che evoca ironicamente lo spirito pop della propaganda comunista, ricalcandone lo stile grafico, i colori e i toni.
Grazie al suo blog, ai social media e a campagne di comunicazione organizzate, Badiucao dall’Australia ha portato avanti la propria attività di resistenza, diventando l’unico canale non filtrato dal controllo governativo capace di trasmettere i racconti dei cittadini di Wuhan durante il lockdown del 2020.
Nel 2020 gli è stato conferito dalla Human Rights Foundation il Premio Václav Havel Prize for Creative Dissent, destinato ad artisti che creativamente denunciano gli inganni delle dittature.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Skira, che dal principio di questo format arte e diritti accompagna la Fondazione Brescia Musei. Inoltre è stato predisposto un ricco programma di attività di approfondimento per il pubblico adulto, per le famiglie e le scuole, a cura della Fondazione stessa in collaborazione con il Comune di Brescia.

Dettagli

Didascalie immagini

  1.  HK Cartoon, National Security Threat 3, 2019 Stampa digitale, 47 x 100 cm
    © Badiucao
  2. Medical Prints, 2020 Stampa plastificata, 30 x 21 cm
    © Badiucao
  3. No I Can’t, No I Don’t Understand, Covid Portraits for Dr. Li, 2020, Stampa digitale su carta di riso, 150 x 150 cm
    © Badiucao
  4. Myanmar Strikes Back, 2021 Stampa digitale, 100 x 80 cm
    © Badiucao
  5. Ideas Are Bulletproof, 2021 Stampa digitale, 80 x 100 cm
    © Badiucao
  6. veduta di una sala espositiva
  7. veduta di una sala espositiva
  8. veduta di una sala espositiva

per le foto 6,7 e 8 La Cina (non) è vicina. Badiucao – opere di un artista dissidente, Museo di Santa Giulia Brescia
Photo credits: Fondazione Brescia Musei

In copertina

This Is Why They Buy Our Baby Formula, 2018, Latte in polvere, fogli di plastica, 200 x 800 cm
© Badiucao
[particolare]

 

 

 

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Museo di Santa Giulia - via Musei, 81 - Brescia
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Fino al: 13 Febbraio, 2022