Un luccichio perpetuo, la capacità di abbagliare, il potere illusorio di sfidare il mondo reale con qualcosa di surreale. Sculture gigantesche che tolgono il fiato, brillano e incantano.
Quarant’anni di lavoro di uno straordinario artista che porta in scena la sua ossessione per quello che finisce, per i palloncini che si possono sgonfiare, per la figura umana che invecchia e muore, per l’arte deperibile anche se apparentemente eterna: Jeff Koons. Shine di Palazzo Strozzi.

A Firenze lo spettacolo di uno sconfinato risplendere che l’arte di Koons non smette mai di raccontare. Nelle stanze rinascimentali di Palazzo Strozzi è arrivata quella ventata di pop da uno degli artisti più conosciuti e controversi dei nostri giorni, che ha raccontato, dalla metà degli anni Settanta, le contraddizioni della società a cavallo di due millenni.
Un susseguirsi di opere seducenti che partono dal cortile di Palazzo Strozzi con Balloon Monkey (2006-2013): scultura monumentale di colore blu che riproduce uno dei suoi famosi animali realizzati con palloncini e che apre la strada verso le stanze interne in un avvicendarsi di magie colorate.

La mostra è un percorso elegante nella produzione degli ultimi quarant’anni con le costanti tematiche tanto care a Koons quali la sperimentazione ludica per nuovi approcci al ready made di matrice duchampiana, la demistificazione delle immagini, l’unione tra la dimensione spirituale e quella sensoriale.
Trentatre opere, provenienti da musei internazionali e collezioni private: dalle prime sperimentazioni come Inflatables Flowers (1978) ai ready made Deep Fryer (1979) e One Ball Total Equilibrium Tank (1985), dalle celebri sculture in metallo lucido di oggetti di lusso, come il Baccarat Crystal Set (1986) alla serie Statuary con Rabbit e Italian Woman (1986), all’iconica Celebration con Ballon Dog (1994-2000), Sacred Heart (1994-2007), Tulips (1995-1998) fino alla reinterpretazione di personaggi della cultura pop come Hulk (Tubas) (2004-2018) e ai riferimenti colti dell’arte proposti dalla serie Gazing Ball con Apollo Lykeios (2013) e Rubens Tiger Hunt (2015).

“Jeff Koons insiste spesso sulla dimensione umana del suo ruolo di artista.” – afferma Joachim Pissarro, curatore della mostra – “In effetti, è corretto dire che il lavoro di Koons colpisce e influenza l’umanità, noi tutti, nella diversità di ciascuno. C’è qualcosa di immediatamente coinvolgente nel lavoro di Jeff Koons, qualcosa che parla al nostro cuore in profondità. Tuttavia, la sua opera è tutt’altro che facile. Il suo impatto è diretto e potente, ma i livelli di significato, le complessità e la ricchezza del suo lavoro sono inesauribili. La possibilità di vedere oggi la sua opera a Firenze è estremamente importante: entra profondamente in risonanza con la tradizione del Rinascimento e ci procura un’intensa gioia e un appagamento estetico. Questo è il mistero di Jeff Koons“.

Autore di opere entrate nell’immaginario collettivo grazie alla capacità di mescolare quella che viene definita “cultura alta” a quella popolare e di unire la storia dell’arte al mondo del consumismo, Koons trova nell’idea di lucentezza il principio chiave delle sue sculture e installazioni che vogliono mettere in discussione il nostro rapporto con la realtà ma anche il concetto stesso di opera d’arte. E che spesso ci riescono.
Jeff Koons che ha iniziato a lavorare con materiali riflettenti per poi passare al concetto di trascendenza descrive l’immaterialità, il potere della luce. Quell’acciaio inossidabile – materiale povero ma duraturo – reso riflettente al massimo sembra seguire i passi dell’uomo che si trasforma e rinasce. Rifiutandosi di creare arte elitaria, Koons utilizza immagini rassicuranti e familiari per cancellare il giudizio negativo sul gusto popolare: una sorta di democratizzazione che passa anche attraverso i materiali.
E ancora, la rimozione del senso di colpa, che è come un mantra per l’artista: rimuovere l’imbarazzo della media borghesia per i propri gusti estetici.

Molto di più di una semplice idea di decorazione, la lucentezza diventa per Koons elemento intrinseco della sua arte. Dotate di una proprietà irradiante, le sue opere sembrano potenziare la nostra percezione del tempo e dello spazio, della superficie e della profondità, della materialità e dell’immateriale, lasciando tutti un po’ stregati.

Arturo Galansino, uno dei curatori della mostra assieme a Joachim Pissarro parla così di questa mostra: “Spesso per Jeff Koons, artista dei record, si sprecano i superlativi: il più grande, il più importante, il più influente, il più famoso, il più sovversivo, il più controverso, il più caro, il più ricco, il più criticato… confidiamo che la mostra di Palazzo Strozzi, con la sua indagine sopra e sotto la pelle delle sue opere, potrà portare a inserire nuovi aggettivi in questa lista, ricordando che Koons ha lavorato per rendere l’arte più inclusiva, più aperta, più democratica, più spirituale.”
Le oltre cinquantamila presenze in trenta giorni (di cui oltre il 60% provenienti da fuori Firenze) gli avranno dato ragione e la dicono lunga su quanto quest’artista sappia parlare con le sue figure oggetto, tra leggerezza e maestosità.

La mostra, promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi, resterà aperta fino al 30 gennaio 2022.
Catalogo edito da Marsilio.

Dettagli

Didascalie immagini Jeff Koons

  1. Balloon Monkey (Blue), 2006-2013
    acciaio inossidabile lucidato a specchio con verniciatura trasparente; cm 381 x 596,9 x 320
    Courtesy Collezione privata. © Jeff Koons
    Serie Balloon Monkey – Cortile
    Photo: Ela Bialkowska Okno Studio
  2. Sacred Heart (Magenta/Gold), 1994-2007
    acciaio inossidabile lucidato a specchio con verniciatura trasparente; cm 356,9 x 218,4 x 121
    Jereann and Holland Chaney. © Jeff Koons
    Serie Celebration – Sala 1
    Photo Ela Bialkowska Okno Studio
  3. In primo piano: Seated Ballerina, 2010-2015
    acciaio inossidabile lucidato a specchio con verniciatura trasparente; cm 210,8 x 113,5 x 199,7
    Edizione di 3 più 1 PA
    Collezione privata. © Jeff Koons
    Serie Antiquity – Sala 1
    Photo Ela Bialkowska Okno Studio
  4. Rabbit, 1986
    acciaio inossidabile; cm 104,1 x 48,3 x 30,5
    Edizione 1 di un’edizione di 3 più 1 PA
    Chicago, Museum of Contemporary Art
    Museum of Contemporary Art Chicago, partial gift of Stefan T. Edlis and H. Gael Neeson, 2000.21. © Jeff Koons
    Serie Statuary – Sala 2
    Photo Ela Bialkowska Okno Studio
    (particolare)
  5. In primo piano: Balloon Dog (Red), 1994-2000
    acciaio inossidabile lucidato a specchio con verniciatura trasparente; cm 307,3 x 363,2 x 114,3
    Edizione 1 di 5 versioni uniche
    Collezione privata.© Jeff Koons
    Courtesy the Royal Academy of Arts, London
    Serie Celebration – Sala 3
    Photo Ela Bialkowska Okno Studio
  6. Bluebird Planter, 2010-2016
    acciaio inossidabile lucidato a specchio con verniciatura trasparente e piante in fiore; cm 209,6 x 281,3 x 101,6
    Edizione 2 di un’edizione di 3 più 1 PA
    Courtesy Collezione privata. © Jeff Koons
    Serie Antiquity – Sala 7
    Photo Ela Bialkowska Okno Studio
  7. A sinistra: Balloon Venus Lespugue (Red) 2013-2019
    acciaio inossidabile lucidato a specchio con verniciatura trasparente; cm 266,9 x 124,1 x 104,7
    1 di 5 versioni uniche
    Collezione privata, Courtesy di David Zwirner. © Jeff Koons
    Serie Antiquity – Sala 8
    Photo Ela Bialkowska Okno Studio

 

In copertina

Balloon Monkey (Blue), 2006-2013
acciaio inossidabile lucidato a specchio con verniciatura trasparente; cm 381 x 596,9 x 320
Courtesy Collezione privata. © Jeff Koons
Serie Balloon Monkey – Cortile
Photo: Ela Bialkowska Okno Studio
(particolare)

 

Dove e quando

Evento: Jeff Koons. Shine

Indirizzo: Palazzo Strozzi - Piazza degli Strozzi - Firenze
[Guarda su Google Maps]

Fino al: 30 Gennaio, 2022