Alle Scuderie del Quirinale prosegue fino al 9 gennaio la grande rassegna d’arte dedicata alla prima cantica della Divina Commedia e, con oltre duecento opere, in prestito da oltre ottanta tra grandi musei, raccolte pubbliche e prestigiose collezioni private, indaga l’universo infernale, i suoi paesaggi e i suoi abitanti, raccontandone la fortuna iconografica nel corso dei secoli, così da offrire una nuova interpretazione all’immaginario visuale del Sommo Poeta.

Sandro Botticelli, La Divina Commedia: la voragine infernale, 1481-1488

L’Inferno viene esplorato come luogo di penitenza eterna e metafora della sofferenza e dell’alienazione umana, affrontando temi come il male, la morte, il Giudizio. L’inferno in terra della guerra, prigionie, follie, alienazioni e stermini, ma anche quale percorso trascendente che può portare a una rinascita.
La sinistra bellezza delle opere medievali, con la loro illustrazione strutturata e orrifica, le meravigliose visioni del Rinascimento, il tormento delle tele romantiche e le interpretazioni psicoanalitiche del Ventesimo secolo in un viaggio visivo sorprendente per gli accostamenti inediti e le singolari riscoperte.

 Pieter Huys, Inferno, 1570

Come rileva il Direttore delle Scuderie del Quirinale, Matteo Lafranconi, la prescrizione etica di Virgilio dopo l’incontro con Lucifero al momento di imboccare l’angusta via d’uscita dall’inferno (‘conviensi dipartir da tanto male’) riflette l’assunto fondativo della Commedia, esplicitato dallo stesso Dante nella celebre Epistola a Cangrande della Scala: ‘Removere viventes in hac vita de statu miserie et perducere ad statum felicitatis’, ovvero ‘Strappare le anime dei viventi dalla condizione di incompiutezza e accompagnarle allo stato di grazia’. Impulso morale e insieme ardente messaggio di rinnovamento, invettiva ed esortazione, azione di redenzione individuale e sociale, morale e politica.

William Adolphe Bouguereau, Dante e Virgilio, 1850

L’epilogo, infatti, è una riflessione sul Paradiso, luogo della poesia e della rinascita spirituale ed estetica. La visione apocalittica propria della costruzione dantesca, offre la possibilità di verificare la persistente presenza nella nostra coscienza collettiva dei concetti di peccato e castigo, di dannazione ed espiazione, ma anche di redenzione e salvezza. Cantore ineguagliato del percorso dell’anima verso la salvezza, Dante chiude la mostra con la forza icastica della sua poesia: “A riveder le stelle” e la mostra, ideata da Jean Clair e da lui curata con Laura Boss, diviene proprio mappa mentale e simbolica.

Auguste Rodin, La porta dell’Inferno (1880-1917)

All’arrivo, il visitatore è accolto dal modello di fusione in gesso della Porta dell’Inferno di Auguste Rodin, in un moderno epigono dell’Alighieri, immergendolo in un viaggio di grande suggestione in cui opere antiche, moderne e contemporanee restituiscono i molti inferni della nostra esistenza terrena.

Jan Brueghel, Le tentazioni di Sant’Antonio Abate, 1601-1625

Dall’immaginario del Medioevo cristiano, ben rappresentato nella prima parte, si passa agli inferni in terra dei totalitarismi del Novecento, dei campi di sterminio, delle guerre religiose, delle persecuzioni, dei genocidi, così come agli inferni mentali della follia, dei manicomi e dei sanatori: niente è dimenticato in questo terribile excursus che evidenzia come il genio dantesco ci aiuti a rappresentare, e a riconoscere pienamente, ciò che è parte integrante della nostra vita.

Jan Brueghel, Le tentazioni di Sant’Antonio Abate, 1601-1625

I due curatori hanno tenuto a sottolineare quanto il tema si sia sempre imposto quale evidenza “non solo perché rispetto alle altre cantiche è senza dubbio la straordinaria iconografia infernale ad aver maggiormente ispirato gli artisti, con un duraturo impatto sulla cultura visiva europea; ma anche per la sua attualità, in un mondo in cui la distruzione della natura, la crisi sociale e culturale ci inducono a riflettere sul destino dell’umanità e sulle cose ultime.

Gustave Doré, Virgilio e Dante nel IX girone dell’Inferno, 1861

Che sia espressa nei cupi avvertimenti di sofferenza eterna nelle miniature medievali, nell’incontro con un universo satanico fatto di tragedie terrene nell’arte rinascimentale e barocca, nei tormenti dell’anima raffigurati nelle tele romantiche e simboliste, o nelle moderne interpretazioni psichiatriche del mistero del Male, la credenza in un possibile traguardo di dannazione si è dimostrata straordinariamente persistente, esercitando di volta in volta terrore, pietà, fascino morboso o curiosità ‘scientifica’”.

Beato Angelico, Giudizio Finale, 1425

Tra le opere più significative, il Giudizio Finale di Beato Angelico, Le tentazioni di Sant’Antonio Abate di Jan Brueghel, Lucifero di Franz Von Stuck,  Sternenfall di Anselm Kiefer, il celebre Demonio di Valladolid in legno policromo, la maestosa tela di quattro metri di Gustave Doré Virgilio e Dante nel IX girone dell’Inferno fino al Teatrino napoletano Inferno” con pupi catanesi e palermitani, proveniente dal Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino di Palermo.

Franz Von Stuck, Lucifero, 1890-1891

Accompagna l’evento espositivo il catalogo edito da Electa la cui peculiarità è la presenza di una selezionata antologia di brevi estratti d’autore, fra cui Charles Baudelaire, Italo Calvino, Fëdor Dostoevskij, Giacomo Leopardi e tanti altri autori che hanno affrontato il tema dell’Inferno da una prospettiva letteraria.

Seguace anversese di Hieronymus Bosch, Le tentazioni di sant’Antonio, 1545

Alla mostra è associato un ciclo di incontri dal titolo “Infernauti”, la serie di appuntamenti organizzati anche in collaborazione con prestigiosi istituti internazionali, volti ad approfondire alcuni aspetti peculiari della rassegna che, nel corso dei secoli, hanno contribuito a definire la portata dell’opera dantesca ancora così attuale e determinante per la cultura contemporanea.


Dettagli

Didascalie immagini

  1. Sandro Botticelli
    La Divina Commedia: la voragine infernale, 1481-1488
    Punta d’argento e inchiostro su pergamena
    Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana,
    Inv. Reginense Lat. 1896, pt. A, f. 101r
    © Biblioteca Apostolica Vaticana, Città del Vaticano
  2. Pieter Huys
    Inferno, 1570
    olio su tavola
    Madrid, Museo Nacional del Prado,
    Inv. P002095
    © Photographic Archive. Museo Nacional del Prado. Madrid
  3. ) William Adolphe Bouguereau
    Dante e Virgilio, 1850
    olio su tela
    Parigi, Musée d’Orsay, acuis par dation en 2010, Inv. 153692
    © 2021.RMN-Grand Palais
  4. Sant’ Agostino
    La città di Dio, dopo il 1473
    manoscritto
    Parigi, Bibliothèque Sainte Genevieve,
    Inv.: Ms. 246, fol. 389
    © Bibliothèque Sainte-Geneviève, Paris, cliché IRH
  5. Auguste Rodin
    La porta dell’Inferno (1880-1917)
    Calco in gesso in due parti del 1989
    Parigi, Musée Rodin,
    Inv. E33
    © 2021 Musée Rodin / ADAG
  6. Jan Brueghel
    Le tentazioni di Sant’Antonio Abate, 1601-1625
    olio su tavola
    Valladolid, Museo Nacional de Escultura,
    Inv. CE 0879
    © Museo Nacional de Escultura. Valladolid / Photo: Javier Munoz y Paz Pasto
  7. Boris Taslitzky
    Le petit camp à Buchenwald, 1945
    olio su tela
    Parigi, Centre Pompidou, Musée national d’art moderne – Centre de création industrielle
    Inv. AM 2743 P
    © 2021. RMN -Grand Palais
    © Boris Taslitzky, by SIAE 2021
  8. Gustave Doré
    Virgilio e Dante nel IX girone dell’Inferno, 1861
    Olio su tela
    Bourg-en-Bresse, Centre des Monuments Nationaux – Musée du Monastère Royal de Brou
  9. Beato Angelico
    Giudizio Finale, 1425
    tempera su tavola
    Firenze, Museo di San Marco
    Su gentile concessione della Direzione regionale Musei della Toscana del Ministero della Cultura
  10. Franz Von Stuck
    Lucifero, 1890-1891
    Olio su tela
    Sofia, National Gallery
    © The National Gallery, Sofia
  11. Seguace anversese di
    Hieronymus Bosch
    Le tentazioni di sant’Antonio, 1545
    Olio su tavola
    Venezia, MUVE Fondazione Musei Civici, Museo Correr,
    Inv. Cl. I n. 160
    © Archivio Fotografico – MUVE
    Fondazione Musei Civici di Venezia

In copertina

un particolare di:
Sant’ Agostino
La città di Dio, dopo il 1473
manoscritto
Parigi, Bibliothèque Sainte Genevieve,
Inv.: Ms. 246, fol. 389
© Bibliothèque Sainte-Geneviève, Paris, cliché IRH

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Scuderie del Quirinale - Via XXIV Maggio, 16 - ROMA
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Fino al: 09 Gennaio, 2022