“La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande”.
(Hans Georg Gadamer, 1999)

A Palazzo Baldeschi al Corso prosegue, fino al 14 novembre, #Incursioni con una ragionata selezione di venti opere provenienti dalla Galleria Nazionale dell’Umbria in dialogo con quelle delle raccolte d’arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia a conferma di quanto, il sodalizio fra istituzioni, rafforzi il ruolo dei musei nella vita culturale valorizzando un’idea condivisa di fruizione del patrimonio artistico da offrire a una platea più ampia.

In epoca di profonda crisi economica, una mostra “a chilometri zero”, diviene sostenibile e può far passare un positivo messaggio di vitalità e dinamismo che si connoti per i forti contenuti scientifici così da trasformare gli spazi con nuove visioni per nuove interpretazioni o approfondimenti sulle opere di volta in volta messe in dialogo o a confronto.
Ai dialoghi e ai confronti della fase progettuale si sono aggiunti quelli che la mostra stimola tra i visitatori in quanto, il rigore scientifico nell’interpretazione degli elementi costitutivi di una o più collezioni, valorizza le relazioni delle opere sia sul piano storico che contemporaneo.

Il tema in sé presenta d’altronde un’indubbia suggestione e suggerisce l’idea di un viaggio, appunto, di un’incursione. La parola “incursione” di norma del linguaggio militare, come spiegano gli organizzatori, qui assume il ruolo di un’ambasceria del genere di quelle che tra il Sedicesimo e il Diciottesimo secolo tessevano tra le corti d’Europa la fitta rete di relazioni a partire dalle quali prosperarono gli scambi, i commerci e anche le arti e la cultura.

Così, il filo conduttore di #Incursioni curata da Carla Scagliosi, punta sulla direzione già avviata dagli studi dedicati alla pittura del Diciassettesimo e Diciottesimo secolo in Umbria e da alcune recenti esposizioni e su alcuni aspetti e protagonisti della pittura del Seicento, con alcuni sconfinamenti nel Settecento e nel Barocco romano.

Seguendo il percorso che si snoda nelle sale di Palazzo Baldeschi e le scelte museografiche della collezione permanente della Fondazione, le prime due ‘incursioni’ hanno mutato l’aspetto della Sala dei paesaggi. Le due opere di Giacinto Boccanera dedicate a episodi dell’Antico Testamento sono messe in relazione con altrettanti dipinti dedicati a episodi delle vite dei santi, mentre i paesaggi di Pietro Montanini, di proprietà della Fondazione, dialogano con due dipinti di soggetto sacro della Galleria in cui è comunque il paesaggio a essere il vero protagonista.

Nella Sala delle pale d’altare, i dipinti di Giovanni Baglione e Valentin de Boulogne permettono di confrontare le opere della giovinezza e della maturità dell’artista romano con la personale declinazione del caravaggismo e del naturalismo del pittore francese. Nello stesso spazio, si possono poi apprezzare i lavori del perugino Giovanni Antonio Scaramuccia: alla luminosa Madonna del Rosario tra angeli e santi della Galleria è affiancato lo studio preparatorio per la Madonna con il Bambino della grande pala per il Duomo di Perugia, allo scopo di cogliere l’evoluzione nello stile dell’artista.

Proseguendo, nella sala dedicata a Gian Domenico Cerrini, detto il Cavalier Perugino, è esposta la Sacra Famiglia con i santi Giovannino e Anna della Galleria, così da intrecciare un dialogo con gli altri dipinti dello stesso autore di proprietà dalla Fondazione.
La grande stagione del Barocco romano è rappresentata da Mola, Bernini, Schor, Pietro da Cortona e, i ritratti della collezione Martinelli e le opere di Pietro da Cortona, sono accostati all’Omero di Pier Francesco Mola di proprietà della Fondazione.

Inoltre, i rapporti che intercorrono tra le componenti romana ed emiliana della pittura del Seicento, formano un’altra ‘incursione’ nella quale il Bacco fanciullo, attribuito a Elisabetta Sirani, dialoga con altri putti di ascendenza classicista ed emiliana, quelli di Luigi Scaramuccia, per il quale furono molto importanti i rapporti intrattenuti con il Guercino, del quale la Fondazione possiede un giovanile San Francesco in meditazione.

Infine, una selezione di disegni offre una ulteriore e diversificata visione sugli artisti protagonisti e sui temi individuati nel percorso espositivo.
Accompagna l’evento espositivo un catalogo Fabrizio Fabbri Editore

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Valentin de Boulogne
    (Coulommiers-en-Brie, 1591-Roma, 1632),
    Cristo e la samaritana, 1622 circa,
    Olio su tela, cm 134 x 98,
    Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia
  2. Giovanni Baglione (Roma, 1569-1643),
    San Martino dona il mantello al povero, 1632-1639,
    Olio su tela, cm. 289 x 208,
    Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia
    (acquisto 1999)
  3. Pietro Berrettini, detto Pietro da Cortona
    (Cortona, 1597-Roma, 1669),
    Madonna col Bambino e Santa Martina, 1645-1648,
    Olio su tavola, cm 51,8 x 52,7,
    Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia
  4. Gian Lorenzo Bernini (Napoli, 1598-Roma, 1680),
    Ritratto di gentiluomo (Johann Paul Schor?),
    1655-1660 circa, Olio su tela, cm 54,5 x 45,
    Comune di Perugia, Collezione Martinelli inv. 252,
    in deposito presso la Galleria Nazionale dell’Umbria
  5. Gian Domenico Cerrini, detto il Cavalier Perugino,
    (Perugia, 1609-Roma, 1681),
    Sacra Famiglia con i santi Giovannino e Anna,
    1661/2-1665 circa, Olio su tela, cm 139 x 173,
    Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia
  6. Pier Francesco Mola,
    (Coldrerio, 1612-Roma, 1666),
    Omero, 1661-1666, Olio su tela, cm. 70 x 58,5,
    Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia
  7. Pietro Montanini, detto Pietruccio Perugino,
    (Perugia, 1626-1689),
    Paesaggio con alberi e figure, 1658-1689
    Olio su tela, cm. 55,8 x 96,7,
    Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia
    (acquisto 2004)
  8. Mattia Preti, detto il Cavalier Calabrese
    (Taverna, 1613-La Valletta, 1699),
    Studio per san Giovanni evangelista, 1650-1651,
    matita rossa, tocchi di biacca su carta grigia,
    cm 58 x 45,
    Comune di Perugia, Collezione Martinelli inv. 134,
    in deposito presso la Galleria Nazionale dell’Umbria

In copertina un particolare di:

Gian Domenico Cerrini, detto il Cavalier Perugino
Apollo e la Sibilla Cumana, 1640-1649,
Olio su tela, cm. 101,6 x 134,6
Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia
(acquisto 2005)

Orari

  • dal martedì al venerdì 15.30 – 19.30
  • sabato e domenica
    10.30-13.30 e 15.30-19.30

Dove e quando

Evento: #Incursioni

Indirizzo: Palazzo Baldeschi al Corso - corso Pietro Vannucci, 66 - Perugia
[Guarda su Google Maps]

Fino al: 14 Novembre, 2021