È un viaggio tra le fonti dell’immaginario di Vasilij Kandinskij quello che il MUDEC – Museo delle Culture di Milano, propone fino al 9 luglio con la mostra Kandinskji, il cavaliere errante. In viaggio verso l’astrazione.
49 opere dell’artista, alcune delle quali giunte per la prima volta in Italia, raccontano il viaggio intrapreso dal maestro russo nella genesi del suo linguaggio artistico, verso la svolta dell’astrazione.
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Dipinti, acquerelli, disegni, stampe dell’artista si mescolano a icone antiche, tessuti, oggetti e opere d’arte della cultura popolare della sua terra, rispondendo alla vocazione del MUDEC incentrata sull’indagine del rapporto tra arte ed etnografia. Tali accostamenti mostrano come le fonti dell’immaginario di Kandinskij siano profondamente radicate nella tradizione russa, nelle sue immagini arcaiche e nei suoi oggetti e soggetti popolari.
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Di grande rilievo è il tema del viaggio inteso come esperienza cognitiva. Si tratta innanzitutto di un viaggio reale in quanto assistiamo al racconto della spedizione compiuta dall’artista in gioventù (1899), quando l’allora studente di legge parte per il Governatorato di Vologda -regione a 500 chilometri a nord di Mosca- in qualità di etnografo e giurista incaricato dalla Società imperiale di Scienze naturali, Etnografia e Antropologia.
Nel Vologda egli soggiorna per più di un mese, ufficialmente per studiare le tradizioni e il diritto penale delle popolazioni rurali, ma quel viaggio immerso nella natura selvaggia diviene presto un’esperienza incancellabile che genera il secondo viaggio, quello creativo di Kandinskji che incontra una rivelazione: «Non dimenticherò mai le grandi case di legno dai tetti scolpiti. In queste case meravigliose provai impressioni rare che mai più si rinnovarono. Mi insegnarono a commuovermi, a vivere in pittura. Ricordo ancora che entrando per la prima volta nelle sale di un’isba restai inchiodato di stupore davanti alle pitture sorprendenti che da ogni lato mi circondavano […] Quando infine penetrai nella camera mi trovai circondato da ogni parte dalla Pittura: come se io stesso fossi penetrato nella Pittura».
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Le immagini di stampo arcaico, i colori sgargianti dei decori stilizzati delle vesti degli abitanti Komi-Zirjani da lui descritti come «vive immagini dipinte che si muovevano su due gambe», segnano l’inizio di una riflessione artistica che lo porterà, da pittore inserito nell’alveo della tradizione figurativa di cui in mostra è esposto Il porto di Odessa primo dipinto a olio dell’artista, a distaccarsi totalmente dal reale privilegiando le forme astratte che avrebbero rivoluzionato l’arte novecentesca.
Ma tale processo è lungo e meditato, tanto che il periodo di elaborazione dell’immaginario visivo e della grammatica dell’artista si protrarrà sino al 1921, anno in cui lascerà la Russia per la Germania, non tornando più in patria.
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Rilevante poi l’altro fil rouge della mostra, il tema del cavaliere errante profondamente radicato nell’immaginario infantile dell’artista e figura cara alla religione tradizionale russa, dove è incarnato dal San Giorgio a cavallo patrono di Mosca. Sin da bambino Kandinskij ricorda di avere ritratto con l’acquerello il suo cavallino di stagno, e nel linguaggio espressivo dell’infanzia egli trova un altro mezzo per raggiungere uno sguardo autonomo e libero.
I mondi incantati delle fiabe e delle leggende russe gli forniscono un importante serbatoio di figure che egli accumula in grande quantità nella propria mente prima, e nelle proprie visioni pittoriche poi.
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Dopo un lungo percorso Kandinskij approda quindi all’astrazione: «In effetti, la fonte della mia pittura astratta è da ricercare nei pittori d’icone russi dal X al XIV secolo e nell’arte popolare russa che ho avuto sott’occhio per la prima volta durante il mio viaggio nel Nord della Russia». Anche le icone come la pittura astratta dovevano rompere i confini, e dipingere l’invisibile.
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Descrivendo la genesi di questa rivoluzione interna alla sua arte, è lo stesso Kandinskij a raccontarci come un’altra folgorazione lo colse quando a Monaco, entrando nel suo studio al crepuscolo: «vidi un quadro dalla bellezza indescrivibile, imbevuto di un ardore interno. Mi avvicinai a questo quadro misterioso, su cui non vedevo altro che forme e colori e il cui contenuto mi era incomprensibile: trovai subito la chiave del mistero: era un mio quadro, appoggiato alla parete di lato. […] Seppi allora in modo preciso che l’oggetto nuoce ai miei quadri».
Con un’intensa riflessione l’artista arriva a comprendere che, in un mondo dominato dal materialismo, era necessario tornare a esplorare nuovamente l’interiorità. E per penetrare nel mondo dello spirito egli si affida al colore e alla forma slegata dal reale, alla ricerca di quella «vibrazione interiore» che può generare.
Tra i suoi modelli vi è la musica, «la più astratta delle arti».
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Una sorpresa offerta dalla mostra è senz’altro la possibilità di trovarsi davanti al primo dipinto astratto di Kandinskij, il Quadro con cerchio del 1911 conservato nel museo di Tbilisi. L’opera rimase nascosta fino al 1989 quando fu esposta a Mosca dopo vari anni di oblio, giacché non aveva convinto il suo autore che preferì celarla agli occhi del pubblico.

Dettagli

Orari;
lunedì 14.30-19.30
martedì/mercoledì/venerdì/domenica 09.30-19.30
giovedì e sabato 9.30-22.30
la biglietteria chiude un'ora prima


Catalogo: 24 Ore Cultura

Vasilij Kandinskij Il cavaliere (San Giorgio), 1914-15 Olio su cartoncino, cm 61 x 91, Mosca, Galleria Tret’jakov (© State Tretyakov Gallery, Moscow, Russia) Vasilij Kandinskij Il cavaliere (San Giorgio), 1914-15 Olio su cartoncino, cm 61 x 91, Mosca, Galleria Tret’jakov (© State Tretyakov Gallery, Moscow, Russia) Vasilij Kandinskij Porto di Odessa, 1898 Olio su tela, cm 65 x 46 Mosca, Galleria Tret’jakov (© State Tretyakov Gallery, Moscow, Russia) Vasilij Kandinskij Destino (Cupole), 1909 Olio su tela, cm 83 x 116 (© Astrakhan State Picture Gallery after P. M. Dogadin, Astrakhan, Russia) Vasilij Kandinskij Composizione 217 (Ovale grigio), 1917 Olio su tela, cm 98 x 133 Ekaterinburg, Museo di Belle Arti (© Ekaterinburg Museum of Fine Arts, Ekaterinburg, Russia) Vasilij Kandinskij Mosca. Piazza Rossa, 1916 Olio su cartoncino, cm 51,5 x 49,5 Mosca, Galleria Tret’jakov (© State Tretyakov Gallery, Moscow, Russia) Vasilij Kandinskij Improvvisazione 34 (Oriente II), 1913 Olio su tela, cm 120 x 140 Kazan’, Museo di Belle Arti (© State Museum of Fine Arts of the Republic of Tatarstan, Kazan, Russia) Vasilij Kandinskij Non-obiettivo (Le naïves), 1910 Olio su tela, cm 50 × 66 Krasnodar, Museo Regionale d’Arte (© Krasnodar Regional Arts Museum after F. A. Kovalenko, Krasnodar, Russia)

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Fino al: 20170709