A Firenze, fino a mercoledì 17 dicembre, si può assistere alle videoproiezioni monumentali dedicate alla ciclicità del tempo e al rapporto tra uomo e natura, una mostra curata da Valentina Gensini e prodotta da MAD Murate Art District – Fondazione MUS.E e Zhong Art International. Primo capitolo de Il Tempo fluido – progetto triennale ideato e diretto dalla stessa Gensini con Xiuzhong Zhang – dedicato a esplorare figure di massimo rilievo della videoarte cinese contemporanea.
L’esposizione di Che Jianquan abita gli ambienti monumentali di Palazzo Vecchio palesando quel particolare linguaggio che unisce pittura, video, scrittura e installazioni interattive, intrecciando la filosofia tradizionale orientale con le sfide contemporanee, così da dare vita a un vocabolario contemplativo capace di riflettere su energia naturale e crisi globali.

Vengono presentate, in sequenza, quattro opere multicanale, per un’ora circa di visione: i video selezionati collegano osservazione, meditazione e paesaggio, restituendo una narrazione visiva che esplora la tensione tra modernità e tradizione, tra sacralità e quotidiano, per uno sguardo acuto sulla società cinese contemporanea, rivelando aspetti trascurati e stimolando riflessioni su questioni di rilevanza sociale. Contraddistinta dalla fusione di elementi tradizionali e innovazione tecnologica, l’installazione diventa strumento per riattivare memorie ed evocare strutture latenti che modellano i rapporti tra individuo, comunità, territorio naturale e testimonianze archeologiche.

Le opere in mostra seguono il ritmo fluido dell’ascolto, della permanenza, dell’osservazione prolungata aprendo spazi di interpretazione e la Curatrice, sottolinea: “Che Jianquan ha una rara e raffinata capacità di osservare la permanenza di memoria e futuro, con un uso molto poetico e coraggioso del video e della sua portata temporale il tempo fluido dell’artista è lento, dilatato e visionario, capace di incantare l’osservatore fino a rapirlo in una ipnosi seduttiva. Secondo lo spirito MAD, questa mostra presenta un programma di visite speciali in cinese: la volontà di Fondazione MUS.E è infatti quella di accogliere a Palazzo Vecchio l’importante comunità sinica residente in Toscana, che potrà orgogliosamente riconoscersi nel grande e raffinato artista, protagonista della cultura cinese a livello internazionale”.

Gianni Zhang, presidente di Zhong Art International, spiega: “La mostra seleziona quattro installazioni video tratte da oltre vent’anni di produzione artistica di Che Jianquan: Pavilion (2003–2022), Meditation of Uncertainty (2021), Water Scroll (2024), e Smoke (2022–2023). Queste quattro opere sono state realizzate in luoghi e momenti completamente differenti. La narrazione si sviluppa a partire da questi luoghi specifici. Attraverso un metodo di indagine sul campo, le opere attraversano i confini dello spazio e del tempo, mettendo in rilievo il legame e il confronto tra tradizione e contemporaneità, l’intreccio e il dialogo tra il presente e il passato. Assumendo il paesaggio naturale e sociale come soggetto, esse intrecciano sguardo, meditazione e paesaggio, costruendo una forma di narrazione visiva che esplora la tensione tra modernità e tradizione, tra sacro e quotidiano. Nella compresenza della saggezza antica e delle contraddizioni del nostro tempo, il pubblico è invitato a riascoltare la complessità del reale e l’esperienza concreta del tempo, per ritrovare un modo di abitare nuovamente dentro il tempo stesso. Ringrazio Zhong Art International con cui abbiamo avviato una solida collaborazione sui progetti di residenza China Project, avviati con MAD a partire dal 2017, e che si amplia ora con questo ambizioso progetto espositivo triennale”.

Uno spazio di riflessione profonda su temi che attraversano la contemporaneità: la sopravvivenza dei saperi arcaici, le contraddizioni dello sviluppo rurale e industriale, la fragilità del paesaggio umano e culturale. Un’esperienza da attraversare: un invito a riabitare il tempo in una contemporaneità frenetica.