È stata prorogata fino al prossimo 2 aprile la mostra che, la Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia, dedica a un tema che negli ultimi anni sta riscuotendo un sempre maggior interesse di pubblico: Liberty in Italia. Artisti alla ricerca del moderno.
Duilio Cambellotti, Bozzetto esecutivo per il Manifesto dell’Esposizione nazionale di Torino del 1898, 1897 China carbonino e biacca, cm 113,5 x 79 Roma, Archivio Cambellotti
Il fascino del Liberty, oltre che nella bellezza delle sue forme riprese dalla grammatica del mondo vegetale, è probabilmente da ritrovarsi nella sua democraticità, nella “non differenziazione” tra arti maggiori e minori, e in quella sua essenza di stile di tutti resa possibile dalla democrazia dei consumi.
Il liberty è espressione dell’estetizzazione continua della quotidianità, nell’ottica della ricerca della bellezza in ogni istante della vita. E in questo carattere di pervasività risiede la potenza di uno stile che tanto coinvolge ancora il pubblico, e ai cui occhi offre la ricostruzione dell’atmosfera di un mondo così come era oltre un secolo fa, prima che la temperie della Grande Guerra lo dissolvesse.
L’esposizione di Reggio Emilia, curata da Francesco Parisi e Anna Villari, raccoglie oltre 300 opere scelte privilegiando artisti meno noti e collezioni private, suddivise in sezioni che tengono conto della tradizionale distinzione tra: pittura, scultura, decorazione murale, arti decorative, manifesti, illustrazioni e grafica, arricchite infine da un excursus sulla progettazione di case d’artista. All’interno di ognuna di esse, accanto ad esempi propriamente afferenti alla temperie dell’arte fiorita ne sono accostati altri di tendenza più modernista o secessionista, recuperando la concezione originaria che raccoglieva nel Liberty tutto ciò che veniva all’epoca identificato come “arte nuova”.
Il filo rosso che tesse le fila di tutta l’esposizione è infine la ricerca sul segno, allora alla base della realizzazione progettuale e formale di ogni opera.
Giulio Bargellini, Annunciazione, 1901 olio su tela incollata su tavola 77 x 126 cm Firenze, Collezione privata
Dopo l’esordio parigino con l’Esposizione del 1900, l’Italia si prepara ad ereditare il “socialismo della bellezza” all’Esposizione di Torino del 1902, prima vera occasione per critici e il pubblico di avere a che fare con la conoscenza, il confronto e talvolta lo scandalo suscitato dal “nuovo” che avanzava. Inizialmente sono gli stessi critici ad avere, di tanto in tanto, difficoltà a comprendere quello stile floreale considerato sin anche troppo artificiosa e bizzarro, poco affine alla solidità formale della tradizione classica italiana.
Da subito si nota l’entità autonoma che va assumendo la pittura decorativa, intesa come una decorazione ambientale che porta ad una ambiziosa sintesi le diverse espressioni artistiche, e le arti applicate sono sempre più fuse con l’ambiente e le pitture nelle quali sono immerse.
Rubino Antonio, La necessità, 1910 ca. china e tempera su cartoncino, mm 600x740. Scandicci (FI), Collezione privata
Tra le arti decorative fiorite, un posto d’onore è offerto, e degnamente celebrato anche in mostra, alla ceramica sulla quale, pur avvertendosi il peso delle Arts and Crafts inglesi, influisce la preparazione tecnica della solida tradizione ceramista italiana. Ben lungi da essere unicamente un mero oggetto d’uso o tuttalpiù decorativo, l’opera in ceramica diventa un vero e proprio tassello del puzzle artistico che va a comporre, intersecandosi con le altre arti come nel caso dei  vasi-scultura. Oltre a dimostrare la capacità plastica dell’artista, oggetti come il vaso raffigurante la Marchesa Casati in maschera di medusa di Renato Bertelli entrano in modo ben più approfondito nel clima dell’epoca, introducendo la figura della donna come protagonista privilegiata dell’arte fiorita.
Renato Bertelli, Marchesa Casati in maschera di medusa, 1920 ca. ceramica invetriata con applicazioni di vetri tagliati a brillante, h cm 37 Fabbrica ceramiche Salvini Ro (Ferrara), Fondazione Cavallini
Donne seduttrici, femme fatale come la qui raffigurata Luisa Amman, sposa del marchese Casati Stampa di Soncino, che oltre ad essere stata l’amante di D’Annunzio aveva popolato i più celebri salotti dell’epoca venendo ritratta da numerosi artisti, costellano le opere del periodo come segno di una società che stava cambiando pelle, e nella quale la donna, non più solo madre, iniziava ad avere un ruolo nuovo.
Enrico Lionne, L’attesa, 1919 olio su tela, 114 x 79 cm Novara, Galleria d’Arte Moderna Giannoni
La figura femminile è quindi spesso la principale protagonista anche dei dipinti e delle sculture del periodo liberty.
Soprattutto in pittura, dove sono ancora vive le varie differenziazioni delle scuole regionali che attingono alle fonti più disparate come simbolismo, decadentismo, divisionismo e un tocco di classicismo, emerge il ruolo del ritratto. Quest’ultimo, teso a creare una galleria di volti della società dell’epoca, si aggiorna sui dettami dei modelli europei per andare incontro alle richieste della committenza, come dimostra il ritratto eseguito da Enrico Lionne scelto come manifesto dell’esposizione.
Non mancano poi artisti come Aroldo Bonzagni capaci di darci uno squisito ritratto di gruppo della società dell’epoca nell’acquerello intitolato All’uscita dalla Scala.
Aroldo Bonzagni, All’uscita dalla Scala, 1910 acquarello e tempera su carta applicata a cartone, 40,5x50,5 cm Milano, Galleria d’Arte Moderna
Altrettanto caratterizzata da una multiformità di ricerche è la scultura in gran parte censita, per quel periodo, nei numerosi cimiteri storici italiani dove, seguendo ancora una volta le richieste della committenza borghese sempre tesa a sottolineare il proprio status sociale, si è fatto uso a piene mani dello stile Liberty tanto nelle sculture quanto nelle architetture.
Umberto Boccioni, Donna di spalle davanti ad una finestra, 1907-1908 illustrazione per il Touring Club tempera su carta, 37 x 29,7 cm Roma, Galleria Russo
Vanno infine certamente ricordate la cartellonistica, la grafica, la pubblicità, vere anime di un nuovo sviluppo industriale tradotto e rispecchiato nel Liberty, stile di tutti declinato con la stessa forza tanto nei centri maggiori quanto in provincia.
A queste nuove forme espressive tra Ottocento e Novecento è demandata la fortuna delle gradi esposizioni internazionali, divenendo pertanto degne, soprattutto la cartellonistica, di essere oggetto di veri e propri concorsi pubblici rivolti a tecnici dell’illustrazione o persino a pittori dalla formazione più tradizionale. Anzi, proprio per il suo essere “invenzione recente” meno ossequiosa della tradizione, la cartellonistica è spesso il campo sul quale gli artisti possono sperimentare soluzioni nuove, e tra i cartellonisti meno noti si scorgono presenze eccellenti quali ad esempio quella di Umberto Boccioni che realizza illustrazioni per il Touring Club e il Corriere dei Piccoli.
L’invito è quindi quello di immergersi nella “ricerca della modernità” del secolo scorso.

Dettagli

Rubino Antonio, La necessità, 1910 ca. china e tempera su cartoncino, mm 600x740. Scandicci (FI), Collezione privata Duilio Cambellotti, Bozzetto esecutivo per il Manifesto dell’Esposizione nazionale di Torino del 1898, 1897 China carbonino e biacca, cm 113,5 x 79 Roma, Archivio Cambellotti Giulio Bargellini, Annunciazione, 1901 olio su tela incollata su tavola 77 x 126 cm Firenze, Collezione privata Rubino Antonio, La necessità, 1910 ca. china e tempera su cartoncino, mm 600x740. Scandicci (FI), Collezione privata Renato Bertelli, Marchesa Casati in maschera di medusa, 1920 ca. ceramica invetriata con applicazioni di vetri tagliati a brillante, h cm 37 Fabbrica ceramiche Salvini Ro (Ferrara), Fondazione Cavallini Enrico Lionne, L’attesa, 1919 olio su tela, 114 x 79 cm Novara, Galleria d’Arte Moderna Giannoni Aroldo Bonzagni, All’uscita dalla Scala, 1910 acquarello e tempera su carta applicata a cartone, 40,5x50,5 cm Milano, Galleria d’Arte Moderna Umberto Boccioni, Donna di spalle davanti ad una finestra, 1907-1908 illustrazione per il Touring Club tempera su carta, 37 x 29,7 cm Roma, Galleria Russo

Dove e quando

Evento: Liberty in Italia. Artisti alla ricerca del moderno

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