Al Museo di Arte Contemporanea di Termoli prosegue fino a sabato 3 maggio, l’anteprima italiana del progetto Il falco di Karachi di Elisa Caldana presentando una serie di opere ispirate dalla figura poco nota del falco Laggar, specie endemica di Pakistan, India e Myanmar che sta scomparendo. Caldana, con l’aiuto di molti collaboratori europei e pachistani, si interroga sul rapporto tra la fauna selvatica e l’addomesticamento e su quei processi che si attivano quando, una natura selvaggia, è costretta in condizioni di cattività. Pertanto, il falco diviene metafora per pensare ai rapporti di potere, all’inquinamento, ma anche mettere al centro i diritti e non solo umani.

Pensato per la rotonda del museo, l’allestimento riproduce l’atmosfera di un cortile di Karachi, creando uno spazio in cui le opere dialogano sia tra loro che con il pubblico. Proseguendo, una zona è stata dedicata al film girato in ripetuti viaggi a Karachi, un’altra con le opere in tessuto che simulano il piumaggio del rapace e la scultura in bronzo Untitled (Released), simile nell’aspetto a uno stampo in gesso, che rappresenta il momento in cui le mani trattengono il falco immediatamente prima del suo rilascio nella natura: un gesto volto a evocare l’idea di vuoto, ma anche di liberazione. L’intera serie dei lavori di The Falcon of Karachi è stata realizzata grazie al sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito del programma Italian Council (2023) e il progetto è stato prodotto in parte con il sostegno del Mondriaan Fund, promosso dalla Jan van Eyck Academie (Maastricht) in collaborazione con Vasl Artists’ Association (Karachi), West Den Haag (L’Aia), SIC (Helsinki) mentre le opere sono parte della collezione del Macte.

Il programma pubblico della mostra prevede (dopo l’incontro tra l’artista e la Direttrice del museo dello scorso 15 febbraio) un laboratorio pratico con Elisa Caldana e la textile designer olandese Aliki Van der Kruijs, grazie al sostegno dell’Ambasciata e del Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi (programmato per il 2 e 3 maggio prossimi).

Nelle sale laterali è visibile una selezione dedicata di opere della collezione del Premio Termoli, che comprende, tra le altre, quelle di Benni Bosetto, Dadamaino, Mirella Bentivoglio e la pala di Malangatana, che sarà esposta fino alla fine di questa mostra e poi riposta in deposito.