A Roma, nelle splendide sale affrescate del piano nobile di Villa Giulia, prosegue fino al 6 ottobre “Il Ciclo della vita. Nascere e rinascere in Etruria” un nuovo progetto espositivo del museo etrusco che affronta il tema dell’intreccio fisiologico dei diversi momenti della vita.
Il fulcro è rappresentato dal ciclo, dalla nascita alla morte, focalizzando da un punto di vista sociale e mettendo in luce le transizioni da una fase all’altra, le diversità di approccio a seconda del contesto storico nel quale si vive. Intrecciando mondo etrusco-italico e attualità, i due poli estremi del percorso della vita si fondono nel tema sempre eterno della malattia e della vecchiaia.

Le testimonianze archeologiche dimostrano come i passaggi venissero percepiti, dalle genti dell’Italia antica, come talmente importanti da essere posti sotto la protezione degli dei e sanciti da riti e cerimonie corali pertanto, in questa ottica, sono in mostra le forme della religiosità popolare degli Etruschi e delle popolazioni vicine, per le quali la fecondità dei suoli e la fertilità umana erano alla base della sopravvivenza della specie.

Il racconto è affidato ai doni offerti alle divinità che presidiavano alle nozze e alla fertilità sia femminile che maschile, sollecitate e favorite dal coinvolgimento dell’eros, che proteggevano la maternità in tutte le sue fasi, dal momento del concepimento alla crescita dei figli.
Centrale anche il tema della natalità supportato dalla variegata gamma di reperti delle rappresentazioni degli uteri in terracotta che rivelano anche le conoscenze e le pratiche degli Etruschi in ambito anatomico.

Attraverso pillole di storia si giunge al tema della sconfitta della malattia, della vecchiaia e della morte. Questa tendenza naturale non è esclusiva dei nostri giorni caratterizzati da continue evoluzioni tecnologiche e da nuove frontiere della vita, ma è un tema presente nel mito, e nell’immaginario, delle genti etrusche fin dal Settimo secolo a.C.
Prestigiosi vasi destinati al consumo del vino nei banchetti aristocratici narrano dei sortilegi della maga Medea per soddisfare il sogno dell’eterna giovinezza, dell’impossibilità di Eracle di sconfiggere la Vecchiaia, dell’immortalità raggiunta da Arianna attraverso la fedeltà dell’amore coniugale di Dioniso o dallo stesso Eracle quale premio per il suo spendersi contro il male a favore dell’umanità.

L’evento espositivo è stato realizzato dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, dalla Fondazione “San Camillo-Forlanini” di Roma, dal Museo di Storia della Medicina e dal Polo Museale dell’Università di Roma “Sapienza” per un accordo di collaborazione stipulato fra le quattro Istituzioni. In virtù di tale accordo, il giardino centrale di Villa Giulia, ha accolto il “Premio 2019 Eccellenza in Sanità” riservato a coloro che si sono distinti come illustri protagonisti italiani della medicina.

Didascalie immagini

  1. Statua votiva in terracotta di bambina accovacciata con uccellino domestico che becca una
    melagrana da Vulci, deposito votivo di Porta Nord IV-III sec. a.C.
    Credits: Archivio Fotografico del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Foto Mauro Benedetti
  2. Teste di statue votive in terracotta di bambini in fasce da Vulci, deposito votivo di Porta Nord
    IV-III sec. a.C.
    Credits: Archivio Fotografico del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia
  3. Utero votivo in terracotta con iscrizione di dedica alla dea etrusca Vei, protettrice della fertilità, da
    Vulci, Santuario di Fontanile di Legnisina IV-III sec. a.C.
    Credits: Archivio Fotografico del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Foto Mauro Benedetti
  4. Forcipe di tipo Smellie (XVIII secolo) e di tipo Pajot (XIX secolo)
    Credits: Museo di Storia della Medicina della Sapienza Università di Roma

In copertina
Urna cineraria in terracotta con motivo a mammelle da Cerveteri, necropoli della Banditaccia, VI sec. a.C.
Credits: Archivio Fotografico del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Foto Mauro Benedetti / Statua votiva in terracotta di bambina accovacciata con uccellino domestico che becca una melagrana da Vulci, deposito votivo di Porta Nord IV-III sec. a.C. Credits: Archivio Fotografico del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Foto Mauro Benedetti / Utero votivo in terracotta con iscrizione di dedica alla dea etrusca Vei, protettrice della fertilità, da Vulci, Santuario di Fontanile di Legnisina IV-III sec. a.C. Credits: Archivio Fotografico del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Foto Mauro Benedetti

Dove e quando

Evento: Museo Nazionale Etrusco – piazzale di Villa Giulia, 9 – Roma
  • Fino al: – 06 October, 2019