A Perugia, in pieno centro storico, a Palazzo Lippi Alessandri, è stata prorogata fino al 22 Gennaio 2017 “I Tesori della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e il caravaggismo nelle collezioni di Perugia” con in mostra una cinquantina di opere rappresentative delle esperienze artistiche che si affermano in Umbria nell’arco di quattro secoli, dal Trecento al Settecento, ma anche di altri aspetti della cultura figurativa italiana dal Rinascimento al Barocco. Nello stesso periodo, e spazio espositivo. anche una mirata selezione di dipinti caravaggeschi appartenenti a collezioni pubbliche e private del capoluogo umbro.
Perugino, Madonna con il Bambino e due cherubini
Il Presidente della Fondazione, Carlo Colaiacovo, ha affidato la curatala dell’evento a Francesco Federico Mancini, professore ordinario di storia dell’arte nell’Università di Perugia, il quale, per la parte relativa ai caravaggeschi, si è avvalso della collaborazione di Silvia Blasio, anch’essa docente nell’ Università di Perugia.
Il curatore ha scelto di iniziare con una selezione di paesaggi e nature morte. I dipinti vengono presentati nella luminosa sala ad arcate e, in questa prima sezione, si trovano opere del perugino Pietro Montanini, allievo di Salvator Rosa, di Francesco Allegrini, pittore lungamente operante a Gubbio, di Alessio De Machis, prolifico paesaggista attivo a Perugia negli ultimi anni del suo tormentato percorso biografico, di Nicola Giuli, anch’esso nativo di Perugia, specialista nel dipingere fiori, animali e nature morte.
Pintoricchio-madonna-con-il-bambino-e-san-giovannino
La seconda sezione è dedicata ad alcune delle opere più prestigiose della collezione della Fondazione e la scuola perugina è richiamata da una Madonna con il Bambino di Pietro Perugino e da una Madonna con il Bambino e san Giovannino di Bernardino Pintoricchio. Una Madonna con il Bambino tra i santi Tommaso e Sebastiano di Matteo da Gualdo dà conto della qualità raggiuta da questo eccentrico maestro del tardo Quattrocento, mentre una drammatica Deposizione di Niccolò di Liberatore eseguita in collaborazione con il figlio Lattanzio si esprime nei toni accorati di una suggestione espressionista di impronta medioevale. Un Santo Stefano lapidato, eccelso lavoro di Luca Signorelli, sta infine a documentare gli importanti intrecci culturali che agli albori del Cinquecento attraversano l’Umbria rinascimentale.
Matteo-da-gualdo-vergine-assunta-tra-i-santi-tommaso-e-sebastiano
La terza sezione riunisce, fra l’altro, sette opere di Gian Domenico Cerrini detto il Cavalier Perugino, un artista recentemente riscoperto con la mostra, di dieci anni fa, sempre della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.
La quarta sezione presenta opere di grande formato di Federico Zuccari, di Ippolito Borghesi, di Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio, di Giovanni Baglione, tutti artisti che, tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento, ebbero contatti con la realtà perugina ed umbra.
La quinta e la sesta sezione mettono in mostra le più recenti acquisizioni della Fondazione tra cui una Croce di Nicola di Ulisse da Siena, una Strage degli innocenti di Matteo di Giovanni, una Madonna con il Bambino di Perino del Vaga, una Croce del siciliano Pietro Ruzzolone, un iOmero del ticinese Pier Francesco Mola e l’Autoritratto giovanile di Giovanni Baglione.
Omaggio al territorio è la settima sezione dedicata all’iconografia francescana che trova il suo culmine in un bellissimo dipinto del Cerano e un piccolo San Francesco in meditazione di Giovan Francesco Barbieri detto il Guercino.
Signorelli, Santo Stefano
La progettazione della sezione “caravaggeschi” trae spunto dal fatto che in Perugia sono presenti opere di ottimo livello che in maniera diretta o indiretta si rifanno alla lezione di Michelangelo Merisi. Perno della sezione è costituito dal grande dipinto di Giusto Fiammingo, raffigurante La fuga del giovane nudo, già nella collezione Giustiniani di Roma, ora di proprietà della Galleria dei Gerosolimitani di Perugia.
Accanto a questa tela vengono esposti due Valentin de Boulogne della Galleria Nazionale dell’Umbria e una tela raffigurante I cinque sensi, di proprietà della Fondazione Orintia Carletti Bonucci che è copia antica tratta dal capolavoro di Valentin oggi nella Galleria Nazionale di Londra. La Fondazione Carletti Bonucci è inoltre proprietaria di due quadri del cosiddetto Maestro di Baranello, un raro pittore di cultura caravaggesca che sente parallelamente il richiamo del classicismo primo-seicentesco.
Pseudo Salini, Cuciniera con tacchino, cane, oca, anatra e cesto di frutta
E ancora, un San Giovanni della Fondazione Marini Clarelli Santi e a un dipinto attribuito allo Pseudo-Salini della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia (Collezione Marabottini). L’esposizione include infine tre dipinti provenienti dal collezionismo privato: uno attribuito a Paolo Guidotti, uno attribuito al Jan Janssens e uno raffigurante Dedalo e Icaro, ritenuto di Orazio Riminaldi.
Insomma un’altra occasione per andare a Perugia anche perché, dalla selezione delle opere, si comprende come il linguaggio di Caravaggio abbia influenzato svariate aree geografiche svolgendo un ruolo unificante non solo a livello nazionale.

Dettagli

Perugino, Madonna con il Bambino e due cherubini (particolare) Perugino, Madonna con il Bambino e due cherubini Pintoricchio madonna con il bambino e san giovannino Matteo da gualdo vergine assunta tra i santi tommaso e sebastiano Signorelli, Santo Stefano Pseudo Salini, Cuciniera con tacchino, cane, oca, anatra e cesto di frutta

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Fino al: 22 Gennaio, 2017