Ormai da alcuni anni Lego ha avviato attività multimediali per trasformare la sua immagine in un qualcosa di più ampio, costruendosi un profilo mediatico che nella percezione del pubblico vada ben oltre il semplice mattoncino delle costruzioni; in questo senso si possono leggere iniziative come The Lego movie (2014) e i film successivi che hanno raggiunto gli schermi, ma anche mostre come quella intitolata I love Lego inaugurata al Museo degli Innocenti di Firenze e aperta fino al 31 gennaio 2022.

© foto Andrea Mancaniello
Partendo dalla sua origine di giocattolo il mattoncino Lego ben si sposa con lo spirito del luogo che ospita l’esposizione, l’Istituto degli Innocenti che da oltre cinquecento anni svolge un’opera di assistenza per madri in difficoltà e per i loro bambini, nonché di accoglienza orfani e tutela dei diritti riconosciuti dell’infanzia. I love Lego nasce come percorso ludico rivolto ai più piccoli, ma anche agli adulti che con il gioco di queste famose costruzioni sono cresciuti sviluppando la propria creatività.

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Il nucleo fondamentale della mostra è costituito da sette diorami con specifica ambientazione, opera di un gruppo di collezionisti, che ricreano il brulicare di un centro cittadino moderno, il Foro di Augusto a Roma nel II anno avanti Cristo, l’urbanità di un paese medioevale, l’imperversare di navi pirata nei mari del sud, la conquista dello spazio, una porzione della calotta ghiacciata del circolo polare artico e un momento bellico con la Liberazione alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

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Per omaggiare poi la città di Firenze sono esposte per la prima volta due opere, che rappresentano luoghi famosi del capoluogo toscano come la facciata della basilica di Santa Croce e il campanile di Giotto, parte del complesso della cattedrale di Santa Maria del Fiore. Realizzato tre anni fa da Luca Petraglia, quest’ultimo ha richiesto circa quattrocento ore di lavoro, tra fase di progettazione e incastro dei centomila mattoncini che lo costituiscono, per un modello in scala alto più di tre metri.

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Completa l’esposizione una galleria di quadri, olio su tela, firmati da Stefano Bolcato che reinterpreta in versione ‘omini Lego’ una serie di iconiche opere pittoriche famose della storia dell’Arte mondiale: si va da un Autoritratto con scimmia di Frida Kahlo al Ritratto di Dante dipinto da Domenico Ghirlandaio, dalla Testa di Medusa del Caravaggio al Ritratto di Elisabetta Gonzaga di Raffaello Sanzio; ma il mio preferito è certo senza alcun dubbio Il donatore felice di Renè Magritte.

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Arrivato già a duemila visitatori nei primi cinque giorni di apertura, la mostra fiorentina I love Lego è già un successo, realizzato grazie a un gruppo di collezionisti privati con il patrocinio del Comune di Firenze e della Camera di Commercio cittadina, prodotto e organizzato da In Your Event con il Museo degli Innocenti e Piuma in collaborazione con Arthemisia.