Freespace è il tema scelto da Yvonne Farrell e Shelley McNamara – le Grafton – per la “16ª Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia”.
Generosità e senso di umanità le parole chiave della mostra.
Punta di diamante dell’edizione 2018 è il Padiglione Italia curato dall’architetto Mario Cucinella, ospitato nelle due Tese delle Vergini all’interno dell’Arsenale.
Arcipelago Italia, questo il nome scelto per il padiglione, è un viaggio lungo il nostro Paese: un percorso di indagine e di conoscenza, di racconto di un territorio fatto di piccoli centri, di aree rurali, di luoghi devastati dai terremoti, che è la summa di parti diverse ognuna con proprie peculiarità e dignità. Come un arcipelago appunto.

I territori interni – così vengono definiti questi centri – sono la parte caratterizzante della nostra penisola. Piccoli comuni distanti tra loro e borghi che restituiscono l’identità di un’Italia frammentata, ma che allo stesso tempo sono il DNA del belpaese. E che a volte si presentano – a chi ha voglia di scoprirli – come laboratori di sperimentazione.
Così, per restituire l’attenzione che meritano, il curatore Cucinella ha deciso di presentarli al mondo definendo otto itinerari – Alpi occidentali, Alpi orientali, Appennino settentrionale, Appennino Centrale, Appennino Sannita Campano Lucano, Sub-appennino Dauno Alta Murgia Salento, Appennino Calabro Siculo e Sardegna – aprendo una call per individuare i progetti che meglio rappresentano la cultura architettonica in Italia e individuando sessantasette progetti su tutto il territorio nazionale.

L’esito della call lanciata circa un anno fa è un racconto stratificato – commenta Mario Cucinella – in cui si vuole preservare il complesso sistema di relazioni con il contesto spaziale e temporale entro cui le opere sono inserite. La volontà è duplice, si è tentato di dare una lettura dell’architettura contemporanea alternativa a quanto offerto dalle città metropolitane, che sono solo una parte minoritaria del nostro Paese, andando a ricercare gli esempi virtuosi talvolta nascosti nei territori meno noti”.
Questo racconto si snoda nella prima tesa attraverso otto “libri”, uno per itinerario, nei quali vengono delineati i tratti distintivi di ogni percorso e presentati i progetti che ne fanno parte.

Sempre nella prima tesa, in un piccolo auditorium, viene proposto un docufilm che Cucinella ha realizzato, grazie anche alla collaborazione con la Rai, precedentemente all’apertura del padiglione. Qui, dopo una serie di sopralluoghi e workshop (oggetti del docufilm), viene proposta una riflessione su cinque aree strategiche – Foreste casentinesi, Matera e gli scali ferroviari, Ottana in Sardegna, Camerino e il suo cratere, Gibellina in Sicilia – che occupano tutta la seconda tesa.

Il percorso prosegue tra i casi studio per i quali Cucinella, insieme a un team di professionisti (da architetti a sociologi con il supporto di alcune università) individua delle soluzioni ai problemi dello spopolamento e dei servizi. L’esito di questa indagine sono cinque progetti, uno ad area: per Ottana (il paese più “anziano” della Sardegna) si è lavorato sul tema della salute; per Gibellina viene proposto il recupero del teatro di Consagra; per le Foreste casentinesi un hub per la lavorazione del legno; a Matera invece vengono proposti due progetti di connessioni mentre per Camerino si pensa a una ricostruzione necessaria per il territorio.

In definitiva “il progetto affronta le questioni più attuali e indaga grandi ambiti da differenti punti di vista: sostenibilità e ambiente, inclusione sociale e condivisione dei patrimoni immateriali, terremoti e memoria collettiva, lavoro e salute, rigenerazione e creatività contemporanea. – afferma Federica Galloni, Direttore Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane Commissario Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2018 – Temi costantemente all’attenzione della Direzione Generale, contributo alla costruzione dell’agenda urbana italiana. Tutto ciò attribuendo valore centrale alla qualità di un’architettura costruita, che parta dal confronto e dal dialogo con le comunità per rispondere innanzitutto alle loro aspirazioni e desideri”.
C’è tempo fino al 25 novembre per visitare il Padiglione Italia, e tutta la mostra.

Nel complesso il Padiglione Italia è un percorso di storie che, all’interno di un quadro fisico e politico estremamente differente, dimostra come tutto il Paese stia seguendo allo stesso modo un percorso verso l’eccellenza ancora poco conosciuto.
Nuove chiavi di lettura quindi e nuove visioni per un Paese che non ha ancora consapevolezza di sé e procede in cerca di una dignità.
E se queste sono le occasioni dispiace che avvengano ogni due anni.
Con la speranza che Arcipelago Italia sia da monito patriottico contro l’ignoranza.

Didascalie immagini

  1. Arcipelago Italia. Schizzo di Mario Cucinella nella seconda tesa del Padiglione Italia.
    Foto di Claudio Cimino
  2. Arcipelago Italia. Particolare degli otto “libri” che raccontano gli otto itinerari ideati da Mario Cucinella per la prima tesa del Padiglione Italia.
    Foto di Claudio Cimino
  3. Panoramica della seconda tesa del Padiglione Italia.
    Foto di Claudio Cimino
  4. Progetto sperimentale Off cells per le Foreste Casentinesi.
    Foto di Claudio Cimino 
  5. Progetto sperimentale La casa dei cittadini a Ottana in Sardegna.
    Foto di Claudio Cimino
  6. Progetto sperimentale di recupero per il Teatro di Consagra a Gibellina, Trapani.
    Foto di Claudio Cimino

IN COPERTINA
Giardino esterno al Padiglione Italia della 16. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, 2018.
Foto di Claudio Cimino
[particolare]

Dove e quando