Meno di un anno fa, il Comune di Todi, nominò la Fondazione Progetti Beverly Pepper coordinatrice del progetto Todi26 – Ponte Contemporaneo, poi selezionato tra i cinque finalisti al primo bando di Capitale dell’Arte Contemporanea 2026, per la prima volta indetto dal Ministero della Cultura nel 2024. Una conferma di due elementi essenziali: l’ormai nota vocazione artistica contemporanea della città umbra e il riconoscimento istituzioniale, e del pubblico, dell’operato svolto – sulla scia di Beverly Pepper – nel lavorare tra passato e futuro, tra memoria e progetto, tra conservazione e promozione di quella che per lei fu una seconda casa, a cui ha donato il suo più grande progetto, l’ultimo: il Parco di Sculture di Beverly Pepper; unico al mondo e primo monotematico della regione con sedici sculture monumentali, provenienti dalla sua collezione privata, sempre visibili gratuitamente in un contesto naturalistico lontano dalle frenesie.

Dallo scorso 31 agosto (resterà allestita fino a domenica 5 ottobre) la Sala delle Pietre accoglie la personale di Ian Davenport (Sidcup, UK, 1966), uno dei più rilevanti autori britannici, già appartenente al gruppo Young British Artist. La rassegna, dal titolo Holding our Centre, curata da Marco Tonelli, curatore scientifico della Fondazione Progetti Beverly Pepper, è realizzata dal Comune di Todi e dalla Fondazione, in collaborazione con il Todi Feestival, per il quale Ian Davenport ha firmato il manifesto della sua 39‭ᵃ edizione. Come ha spiegato il Curatore, Il rapporto di Davenport con l’Italia non nasce in occasione della mostra anche se si tratta della prima personale tenuta dall’artista britannico in uno spazio pubblico italiano e sottolinea: “che questo accada in Umbria e a Todi è poi di non secondaria importanza: tra la casa dipinta di Brian O’Doherty e la presenza nei decenni passati di Piero Dorazio in città, oltre che il wall drawing di Sol LeWitt nella vicina Spoleto, ci sono straordinarie testimonianze di pittura astratta, geometrica e concettuale che, seppure non direttamente collegabili a quella di Davenport, rientrano nella stessa e più ampia vicenda storico artistica che ha caratterizzato l’arte contemporanea nel XX secolo. Non meno interessante in questa storia infine è ricordare che alcune delle opere di Davenport realizzate in anni passati presentano espliciti omaggi, fin nei titoli, a Beato Angelico o Vittore Carpaccio, artisti posizionati nel cuore della prima fase del Rinascimento italiano“.

La mostra però non vuole essere, né un omaggio alla pittura astratta né a quella italiana del XV secolo – che costituiscono solo uno sfondo – Holding Our Center fa storia a sé, scissa spazialmente in due parti che si fronteggiano fisicamente l’una l’altra, secondo due serie totalmente diverse di opere. Da un lato, si trovano le cascate di colore dei Puddle Paintings, dipinti a bande verticali realizzati appositamente per l’occasione e datati tutti al 2025, che a tratti invadono il pavimento come fossero ancora in corso di liquefazione e formazione; dall’altro, le cosiddette Splats la cui datazione va dal 2019 al 2025, dai colori vivaci, sgargianti, disposti in modalità meno controllate e strutturate, su carta di grande formato.

A questi lavori si è affiancata una video-installazione, che ha animato, nei giorni del Todi Festival (30 agosto – 7 settembre 2025), il Palazzo del Capitano in Piazza del Popolo, principale palcoscenico della manifestazione. Una proiezione che riprende e rimodula per lo spazio tudertino un’analoga iniziativa realizzata per Flannels Store in Oxford Street a Londra. L’opera, che traduce in cromie elettroniche le tipiche bande verticali delle pitture di Davenport, stabilisce con il pubblico una relazione dinamica e interattiva, in una forma di coinvolgimento sensoriale collettivo, come avveniva per i grandi cicli di affreschi del passato.

Sono lieto – ha dichiarato Davenport – di essere stato invitato dalla Fondazione Progetti Beverly Pepper e dalla città di Todi a esporre il mio lavoro. Per me, l’Italia è sempre stata la patria della brillantezza artistica e i pittori del Rinascimento italiano hanno avuto un’influenza enorme sul mio lavoro. L’ispirazione per i colori nelle mie opere proviene spesso da artisti come Beato Angelico, Lorenzo Monaco e Sandro Botticelli. I miei dipinti esplorano la materialità fisica della pittura, andando talvolta ad evolvere oltre la bidimensionalità, assumendo dunque una forma scultorea che restituisce un intervento dinamico nello spazio espositivo”.

La mostra è accompagnata da un catalogo (Todi, 2025) e al termine dell’evento espositivo, Ian Davenport donerà una sua opera al Comune di Todi.

Dettagli

Didascalie immagini

(© 2025 CLP courtesy Ufficio stampa CLP Relazioni Pubbliche)

  1. Ian Davenport, Lake No. 2 (Tetonic), 2023,
    foto Prudence Cuming Associates
  2. Ian Davenport. Holding Our Centre, 2025,
    Todi, Sala delle Pietre, foto Clikkami 2.0
  3. Ian Davenport, Night Dust, 2024,
    foto Prudence Cuming Associates
  4. Ian Davenport, Magenta Splatter, 2025,
    foto Prudence Cuming Associates

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Sala delle Pietre – Palazzo del Popolo - Piazza del Popolo, 1 - Todi
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Fino al: 05 Ottobre, 2025