In occasione dell’anno giubilare, a Palazzo Ricci di Macerata prosegue fino a domenica 28 settembre, Henri Matisse e la Cappella di Vence. Come farfalle in volo: le casule, la mostra promossa dalla Fondazione di culto e religione Vaticano II, dalla Diocesi di Macerata e dai Musei Vaticani, in collaborazione con la Fondazione Carima, per rendere omaggio all’opera di arte sacra di Henri Matisse con la realizzazione della Cappella del Rosario per il convento delle suore domenicane di Lacordaire a Vence, in Costa Azzurra.

Nata da una prima idea di Renato Poletti – presidente della Fondazione Giustiniani Bandini – un evento iconico curato da Micol Forti, responsabile della Collezione d’Arte moderna e contemporanea dei Musei Vaticani, che presenta in esclusiva quattro casule della sua unica opera d’arte totale, che l’artista progetta e realizza tra il 1949 e il 1951, disegnando ogni singolo elemento: dalle monumentali vetrate alle ceramiche che decorano le pareti, dall’altare agli arredi liturgici fino, appunto, alle casule.
La mostra è arricchita da litografie, bozzetti, lettere che raccontano la storia di questo luogo unico e straordinario.

“In occasione del Giubileo 2025 – ha spiegato Micol Forti – insieme alla diocesi di Macerata, i Musei Vaticani hanno voluto regalare a tutta la regione Marche, oltre che alla città di Macerata, una mostra un po’ speciale. I Musei Vaticani conservano nella loro collezione di arte moderna e contemporanea un ricco nucleo di opere di Henri Matisse. Le opere provengono tutte dal lavoro preparatorio che il grande artista francese ha fatto per la realizzazione della Cappella di Vence, alla quale lavora proprio a metà del Novecento. Abbiamo voluto selezionare un piccolo gruppo di preziosissime opere. Soprattutto questa mostra offre la possibilità di vedere per la prima volta quattro delle casule che Matisse realizza per gli abiti liturgici di questo straordinario luogo che lui concepirà in ogni singolo dettaglio e, oltre a dei disegni, delle lettere, dei bozzetti preparatori, abbiamo fatto in modo che il pubblico possa ripercorrere tutti gli aspetti di questa Cappella, di quest’opera fantastica che ha segnato l’arte sacra del Novecento”.

Attraverso questa mostra, sono arrivati a Macerata elementi fondamentali nel percorso della storia dell’arte e di quella dell’arte sacra perché, la Cappella di Vence, è importante per comprendere l’arte del Novecento come quella degli Scrovegni di Giotto lo è per l’arte del Trecento e la Cappella Sistina di Michelangelo per l’arte del Cinquecento. Al pubblico viene così offerta la possibilità di confrontarsi anche con il tema del rapporto tra l’arte e la fede, qualcosa di davvero ‘centrato’ in una città universitaria, così da provare a vivere, anche intellettualmente, il Giubileo.

Un’opera totale perché, quasi alla fine della vita e al culmine della sua sintesi artistica, Matisse vi affronta, con tutte le forme dell’arte in maniera unitaria e da non credente, il fascino del tema dell’incontro imprevisto con una fede vissuta, celebrata e candidamente proposta a un mondo che ritiene di non averne bisogno.