È un incanto entrare e godere di una mostra così ben strutturata e soprattutto densa di capolavori irresistibili. Un artista come Hayez riesce a parlare al cuore e all’intelletto, smuove i sentimenti, genera riflessioni continue, e questa mostra coinvolge ed emoziona. Un curatore che sa davvero creare esposizioni di livello come Fernando Mazzocca ci regala alla Galleria d’Arte Moderna di Torino la mostra Hayez- L’officina del pittore romantico, insieme ad Elena Lissoni, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Brera. È proprio da qui che proviene un importante nucleo di circa cinquanta disegni e alcuni tra i più importanti dipinti, molti dei quali si trovavano nello studio del pittore, che per quarant’anni è stato professore di pittura all’Accademia di Brera.

Dopo la mostra del 1983 e poi quella del 2015, in questo percorso entriamo dentro alla fucina dell’artista, nel luogo dove lui, uomo operosissimo, ha lavorato sulle opere che hanno segnato il percorso romantico della pittura italiana. Le parole del curatore ce lo descrivono perfettamente: “La sua è stata una vita eccezionale sia dal punto di vista personale, essendosi riscattato dalle umilissime origini e dall’abbandono da parte della sua famiglia, sia sul versante di una strepitosa carriera che lo ha visto dialogare con i grandi artisti del suo tempo, scultori, letterati e musicisti. I suoi moltissimi amori e un grande slancio vitale sono documentati dalla sua pittura che ha espresso una serie di valori universali, celebrando la bellezza femminile e la forza dell’amore, come nella serie dedicata a Giulietta e Romeo”.
Quello che rende unica questa mostra è l’accostamento dei disegni preparatori ai dipinti, che ci consentono di comprendere la genesi dei suoi capolavori. Un corpus grafico, quello di Hayez, composto da tre taccuini e seicentosessanta fogli che raccontano bene la sua incredibile forza artistica.

I suoi contemporanei rimanevano colpiti dal suo particolare modo di procedere basato sull’estro del momento, con continui ripensamenti, anche e soprattutto in corso d’opera, che in molti casi sono riconoscibili persino ad occhio nudo.
Oltre agli “schizzi, pensieri fermati rapidamente, studi” che costituiscono un’eccezionale testimonianza del metodo di lavoro del pittore, l’artista ha lasciato una raffinatissima produzione di d’après: disegni e acquerelli che riproducono fedelmente alcune delle sue opere più celebri, spesso destinati a diventare dono ai collezionisti più affezionati e che hanno costituito un formidabile strumento di diffusione delle sue invenzioni.
Fra di loro ci sono degli inediti, come i disegni per la grande tela che rappresenta La sete dei Crociati, iniziata nel 1833 e conclusa nel 1850 su commissione di re Carlo Alberto per la Sala delle Guardie del Corpo al Palazzo Reale di Torino dove si può ammirare ancora oggi, che conferma la connessione di Francesco Hayez con Torino e il rapporto speciale e privilegiato della città con l’artista. Un’opera dalla gestazione lunga e difficile, che l’artista considerava una delle sue più importanti, documentata da decine di disegni, fogli tracciati a matita, appunti visivi, a testimoniare una prassi di lavoro fondata sulla ripresa dei grandi modelli della tradizione pittorica e sull’ininterrotta rielaborazione delle proprie invenzioni.

Attraverso dieci sezioni in successione cronologica, il percorso espositivo si svolge dagli anni della formazione tra Venezia e Roma, dove Hayez ha goduto della protezione e dell’amicizia di Canova, alla prima affermazione a Milano, dove si trasferisce proprio nell’anno della morte del grande scultore, fino alle ultime prove della maturità.
Dagli esordi a Venezia vediamo la sua consacrazione quale pittore romantico, dove le storie antiche gli servono per veicolare le tensioni politiche di quegli anni. Hayez, anno dopo anno, si candida al ruolo di pittore civile, interprete dei destini della nazione, come poi gli riconoscerà Giuseppe Mazzini, ampliando il suo repertorio. Contemporaneamente, le sue incredibili doti di ritrattista lo portano a diventare il protagonista assoluto di questo genere.

Vero specchio di un’epoca, è soprattutto nell’eccezionale galleria di immagini femminili, rese attraverso un sapiente equilibrio tra introspezione psicologica e valorizzazione pittorica degli abiti, che l’artista si dimostra insuperabile interprete dell’animo più segreto e inquieto del romanticismo, come nel delicato quanto colorato Ritratto della contessina Antonietta Negroni Prati Morosini.
Sono presenti inoltre opere inedite o poco viste, come Il Consiglio alla Vendetta, un prestigioso prestito proveniente da Liechtenstein, che viene accostato all’Accusa segreta dei Musei Civici del Castello Visconteo di Pavia, in un intrigante dialogo di composizione, architetture e colori scenografici.

Il mito di Venezia viene interpretato in modo innovativo, vera svolta nella pittura storica di Hayez, nel modo di rappresentare la sua città d’origine alle cui vicende ha dedicato tanti quadri nel corso della sua lunga e fortunata carriera. Una città che in questi dipinti appare come il tenebroso ed enigmatico palcoscenico di intrighi politici e amorosi, dove le ragioni del cuore entrano in conflitto con la crudele ragion di Stato, una rappresentazione dominata da tinte fosche e da una atmosfera torbida, con cui l’artista ha contribuito all’affermazione del mito di Venezia.

Non mancano alcuni dei capolavori più popolari, come La Meditazione dei Musei Civici di Verona – Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, del 1851. Figlio della temperie culturale risorgimentale e del fallimento delle idee mazziniane, il dipinto presenta una figura di giovane donna discinta che, nella sua sconvolgente sensualità, è l’allegoria della patria “bella e perduta”, di un’’Italia che, tormentata per le speranze sconfitte del 1848, continua a offrire il magnifico seno nudo per allattare i suoi figli e sognare più luminosi destini.

Cantore della bellezza, dell’amore e dei valori risorgimentali, nella sua lunga vita Hayez è stato protagonista di cambiamenti epocali, testimoniando il passaggio dal Neoclassicismo al Romanticismo. Amico di grandi uomini dell’epoca come Massimo D’Azeglio o Giuseppe Verdi, anche per le idee politiche è da considerarsi, insieme a Manzoni, tra i Padri della Patria. L’Italia risorgimentale si è riconosciuta nel suo linguaggio, che ancora oggi riesce a comunicare sentimenti e valori universali, anche attraverso una dimensione civile che attualizza la storia.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Francesco Hayez, Imelda de’ Lambertazzi, 1853
olio su tela, 122 x 126 cm
Collezione privata, courtesy Enrico Gallerie d’Arte
  2. Francesco Hayez, Studio per “La Maddalena penitente” ,1833 ca.
matita e biacca su carta, 210 x 165 mm, 
Venezia, Fondazione Musei Civici di Venezia, Gabinetto dei disegni e delle stampe, Ca’ Rezzonico
  3. Francesco Hayez, Laocoonte, figlio di Priamo e sacerdote di Apollo, vittima, coi figli, della vendetta di Minerva, per cui partirono due grossi serpenti da Tenedo per avvinghiarli a morte nelle loro spire, 1812
olio su tela, 175 x 246 cm.
Milano, Accademia di Belle Arti di Brera
  4. Francesco Hayez, La Meditazione, 1851
olio su tela, 92,3 x 71,5 cm
Verona, Musei Civici, Galleria d’Arte Moderna Achille Forti
  5. Francesco Hayez, Ritratto della contessina Antonietta Negroni Prati Morosini bambina1858
olio su tela, 132 x 107 cm. Milano, Galleria d’Arte Moderna
  6. Francesco Hayez, Il Consiglio alla Vendetta, 1851
olio su tela, 237 × 178 cm
Liechtenstein, The Princely Collections, Vaduz-Vienna © Liechtenstein. The Princely Collections, Vaduz-Vienna
  7. Francesco Hayez, Accusa segreta, 1847-1848
olio su tela, 153 x 120 cm
Pavia, Musei Civici del Castello Visconteo
  8. Giuseppe Molteni, Ritratto di Massimo d’Azeglio (Ritratto d’uomo) 1835,
olio su tela, 50,5 x 43,5 cm
Torino, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Fondazione Guido ed Ettore De Fornaris. Su concessione della Fondazione Torino Musei (foto: Paolo Robino 2017)

In copertina

Francesco Hayez, La Meditazione, 1851
olio su tela, 92,3 x 71,5 cm
Verona, Musei Civici, Galleria d’Arte Moderna Achille Forti
[particolare]

Orari

Da martedì a domenica: 10:00 – 18:00
Lunedì chiuso
Il servizio di biglietteria termina alle ore 17:00

Sito web: https://www.gamtorino.it/it/evento/hayez/

Dove e quando

Evento: Hayez- L’officina del pittore romantico

Indirizzo:
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Fino al: 01 Aprile, 2024