Amate gli animali: Dio ha donato loro i rudimenti del pensiero e una gioia imperturbata.
Non siate voi a turbarla, non li maltrattate, non privateli della loro gioia, non contrastate il pensiero divino. Uomo, non ti vantare di superiorità nei confronti degli animali: essi sono senza peccato, mentre tu, con tutta la tua grandezza, insozzi la terra con la tua comparsa su di essa e lasci la tua orma putrida dietro di te; purtroppo questo è vero per quasi tutti noi.
‘ (I Fratelli Karamazov – Fëdor Dostoevskij)

A Brescia fino al 9 giugno un racconto singolare, interessante e curioso di come l’animale abbia avuto un ruolo centrale nella pittura italiana tra Cinquecento e Settecento: Gli animali nell’arte. Dal Rinascimento a Ceruti, presso Palazzo Martinengo.

Ottanta capolavori di autori quali Guercino, Ceruti, Grechetto, Campi, Bachiacca, Cavalier d’Arpino, Giordano e Duranti: tutte opere provenienti da prestigiosi musei, pinacoteche e collezioni private italiane ed estere, hanno trasformato Palazzo Martinengo in un vero e proprio “zoo artistico”, regalando al pubblico la possibilità di scoprire come l’animale abbia da sempre avuto un ruolo centrale (anche) nella Storia dell’Arte.
La mostra Gli animali nell’arte. Dal Rinascimento a Ceruti – curata da Davide Dotti – è organizzata dall’Associazione Amici di Palazzo Martinengo, vede il patrocinio della Regione Lombardia, della Provincia di Brescia e del Comune di Brescia e la partnership con WWF Italia.
Viene da chiedersi: “Perché no?”.
Perché pensare che sia strano o bizzarro un progetto interamente dedicato al loro ruolo nella storia dell’arte? Un progetto che ha invece il nobile scopo di tracciare l’importanza di un mondo diverso dal nostro, (Noi… poveri esseri umani) che tanto ha da trasmettere e da insegnare e che per le più svariate ragioni ha avuto posto centrale anche nella mente e nelle mani di pittori e artisti.

Dieci sezioni tematiche per un percorso che analizza come, quando e quali animali siano stati al centro della pittura, diventandone protagonisti al pari di reali, divinità, paesaggi e di qualsiasi altro soggetto che siamo abituati a vedere ritratto senza troppo interrogarci.
Davide Dotti, curatore della mostra, spiega infatti che “…i più grandi maestri del Rinascimento, del Barocco e dell’Età dei Lumi, da Raffaello a Caravaggio, da Guercino a Tiepolo fino a Ceruti, hanno spesso dipinto animali sia in rappresentazioni autonome – alla stregua di veri e propri ritratti caratterizzati anche psicologicamente – che in compagnia dell’uomo, soprattutto in occasione di commissioni ufficiali da parte di nobili e aristocratici.
Inoltre, traendo ispirazione dai testi biblici e dalla letteratura classica, gli artisti hanno licenziato tele nelle quali l’animale è l’assoluto protagonista – come, ad esempio, nell’episodio dell’Arca di Noè – oppure comprimario, divenendo attributo iconografico dei santi più venerati – Girolamo con il leone, Giorgio a cavallo contro il drago, Giovanni Battista con l’agnello – o parte essenziale del racconto mitologico. Basti citare, ad esempio, le storie di Diana cacciatrice accompagnata dal suo fedele cane, Ganimede e l’aquila, Leda e il cigno e il ratto di Europa escogitato da Zeus tramutato in toro. Senza dimenticare gli affascinanti personaggi della maga Circe – che aveva il potere di trasformare i suoi nemici in animali – e di Orfeo che, suonando la lira con impareggiabile maestria, incantò gli animali e la natura.

E allora vediamoli posizionati all’interno della pittura sacra e di quella mitologica. Il cane, il gatto, i pesci, i rettili e gli insetti. Ma anche gli uccelli, gli animali della fattoria, quelli esotici e quelli fantastici, e ancora a confronto con nani e pigmei.

Tra le opere di Guercino, Ceruti, Bachiacca, Grechetto, Campi, Cavalier d’Arpino, Giordano e Duranti (che arrivano a Brescia da musei, pinacoteche e collezioni private italiane ed estere) il curatore mette in evidenza quattro capolavori del Pitocchetto che per la prima volta sono esposti in una mostra pubblica: tra questi spicca la coppia di tele raffiguranti Vecchio con carlino e Vecchio con gatto bianco, citata nell’inventario del 1802 della prestigiosa collezione Melzi d’Eril di Milano.

Alcune tele inedite recuperate dal curatore in collezioni private italiane, tra cui lo splendido Ritratto di gentiluomo con labrador del maestro fiorentino Lorenzo Lippi, la Venere, amore e cagnolino vestito da bambina del pittore veneziano Pietro Liberi e l’inteso Ritratto di ragazzino con cane del genovese Domenico Fiasella.
E siccome siamo in terra bresciana non poteva mancare Giorgio Duranti, artista bresciano settecentesco, specializzato nella pittura a soggetto animalier, che il pubblico può trovare con ben cinque meravigliose opere, tra cui il Ritratto di poiana, i Due tarabusi dell’Accademia Carrara di Bergamo e l’inedito Nido di gazze ghiandaie scoperto di recente in una raccolta privata bresciana.

In virtù della rilevanza culturale, artistica e scientifica, la mostra ha ottenuto il prestigioso patrocinio del WWF Italia: si possono quindi approfondire durante la visita importanti tematiche quali la salvaguardia dell’ambiente, delle specie protette e della biodiversità, la cultura della sostenibilità contro lo spreco di risorse, il rispetto degli ecosistemi e la lotta contro il bracconaggio.
Preziosa la collaborazione con il Dipartimento di Scienze Naturali e Zoologia dell’Università di Pisa che ha studiato in maniera scientifica le opere selezionate, ricavando preziose informazioni sulle razze antiche e sulla loro evoluzione nel corso dei secoli.

L’Associazione Amici di Palazzo Martinengo va avanti così nei suoi successi di pubblico e critica: la mostra è infatti il quinto appuntamento espositivo, dopo le rassegne Il Cibo nell’Arte dal Seicento a Warhol (2015), Lo Splendore di Venezia. Canaletto, Bellotto, Guardi e i vedutisti dell’Ottocento (2016), Da Hayez a Boldini. Anime e volti della pittura italiana dell’Ottocento (2017) e Picasso, De Chirico, Morandi. Cento capolavori dalle collezioni private bresciane (2018), visitate da oltre duecentomila persone.

Didascalie immagini

  1. Paolo Porpora, Sottobosco con rose, tartarughe, serpente e farfalla, olio su tela, 79 x 130 cm. Collezione privata
  2. Guercino, Diana cacciatrice, olio su tela, 121 x 97 cm. Roma, Fondazione Sorgente Group
  3. Giacomo Ceruti, Ritratto di vecchio con carlino, olio su tela, 74 x 57 cm. Collezione privata
  4. Giacomo Ceruti, Ritratto di vecchio con gatto bianco, olio su tela, 74 x 57 cm. Collezione privata
  5. Lorenzo Lippi, Ritratto di gentiluomo con labrador, olio su tela, 93 x 137 cm. Collezione privata
  6. Giorgio Duranti, Ritratto di falchetto, olio su tela, 61 x 50 cm. Collezione privata
  7. Francesco Ubertini detto Bachiacca, Leda e il cigno, olio su tavola, 57 x 78 cm. Bergamo, Accademia Carrara

IN COPERTINA
Francesco Ubertini detto Bachiacca, Leda e il cigno, olio su tavola, 57 x 78 cm. Bergamo, Accademia Carrara
[particolare]

Sede
Brescia, Palazzo Martinengo (via dei Musei 30)

Orari:
mercoledì, giovedì e venerdì: dalle 9:00 alle 17:30;
sabato, domenica e festivi: dalle 10:00 alle 20:00;
lunedì e martedì chiuso
La biglietteria chiude un’ora prima dell’orario di chiusura della mostra

Aperture straordinarie:

Pasqua, Pasquetta, 25 Aprile, 29 aprile, 30 aprile, 1 maggio, 2 giugno

La prenotazione obbligatoria per tutte le tipologie di visita guidata

tel. 380.4650533

gruppi@amicimartinengo.it

Info e prenotazioni:

tel. 327.3339846

info@amicimartinengo.it

Dove e quando

Evento: Gli Animali nell’Arte, dal Rinascimento a Ceruti