Dopo il successo della mostra dell’anno scorso su Napoleone a Portoferraio, che ha segnato la partenza del progetto Uffizi diffusi all’Isola d’Elba, le Gallerie proseguono con il secondo capitolo portando alla Pinacoteca Foresiana una selezione di capolavori di Giuseppe Bezzuoli, sulla scia della prima grande esposizione monografica mai dedicata ad uno dei protagonisti della pittura romantica dell’Ottocento; “riscoperto” nei mesi scorsi proprio grazie alla mostra di Palazzo Pitti, dove fu possibile confrontarne la produzione artistica con quella di altri importanti maestri del calibro di Francesco Hayez e Massimo D’Azeglio.

E’ stata l’occasione per confrontare le opere dei maggiori esponenti dell’arte e della cultura cosmopolita della Firenze di primo Ottocento: il francese Ingres, attivo in città contemporaneamente a Bezzuoli, gli scultori Horatio Greenough e Hiram Powers, oltre a Thomas Cole, sublime esponente della Hudson River School. Una sezione della mostra, infatti, era dedicata ai giovani artisti americani frequentatori, all’Accademia di Belle Arti, delle lezioni di pittura di Giuseppe Bezzuoli, che contava tra i suoi più celebri allievi anche Giovanni Fattori.

La splendida ‘Maddalena penitente’ è tra le opere protagoniste di “Giuseppe Bezzuoli, pittore e amico di Alessandro Foresi: un sodalizio artistico e umano” – curata da Elena Marconi e Valentina Anselmilla – allestita negli spazi della storica ex Caserma De Laugier dove, fino al 2 novembre, sono ammirabili anche i capolavori più iconici, come Eva tentata dal serpente, il Ripudio di Agar, commovente reinterpretazione del celebre personaggio biblico; il vivace ritratto dell’amico e scultore Vincenzo Consani e l’Autoritratto, datato 1852, dove Bezzuoli si mostra a sessantotto anni.

Non è un caso che sia proprio la storica ex caserma a ospitare l’evento espositivo. Bezzuoli era legato personalmente alla Pinacoteca in quanto in ottimi rapporti d’amicizia con Alessandro Foresi, zio di Mario Foresi, il fondatore della pinacoteca stessa. Medico e grande estimatore dell’artista toscano, del quale scrisse anche una biografia, Alessandro Foresi possedeva numerosi dipinti dell’amico, ancora oggi facenti parte della collezione elbana.

Tra i tanti ritratti in mostra, quelli di Maria Guariello Foresi, madre di Alessandro, e della contessa Beclemicheff: un’importante testimonianza, quest’ultima, della fama raggiunta da Bezzuoli anche presso la committenza straniera. Foresi ebbe modo di conoscere l’artista nel 1843, quando accompagnò la madre nello studio dell’illustre pittore per farle fare il ritratto.

Fu proprio con il medico che l’artista visitò l’Elba nel giugno del 1847: aveva deciso di rifugiarsi nell’isola, timoroso dei disordini legati alle insurrezioni antiaustriache in quel momento in corso a Firenze. Oltre che amico, Bezzuoli divenne anche paziente di Foresi: soffriva infatti di molti acciacchi dovuti all’età e al vizio di fumare sigari. Così tanti sigari, che, stando al racconto del medico, fu proprio questo a portarlo alla morte, oltre alla sua passione sfrenata per le donne, che continuò a coltivare anche da anziano, incurante dei limiti del suo fisico già minato da vari malanni.