Fino al 26 gennaio 2020, il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano ospita la mostra di Margherita Lazzati “Fotografie in carcere. Manifestazioni della libertà religiosa” curata da Nadia Righi e Cinzia Picozzi. Realizzata in collaborazione con la galleria L’Affiche di Milano, presenta cinquanta scatti in bianco e nero che documentano il libero esercizio della fede, all’interno del carcere di Milano Opera che la fotografa ha frequentato nell’ambito del «Laboratorio di lettura e scrittura creativa». Dopo tale esperienza, che ha portato alla serie dei “Ritratti in carcere”, ha allargato il suo sguardo verso altre realtà, sempre all’interno della casa di reclusione.

In particolare, dal dialogo avviato nel 2017 con l’allora direttore Giacinto Siciliano, e proseguito con il successore, Silvio Di Gregorio, e con il provveditore Luigi Pagano, è scaturita l’idea di documentare la quotidianità del carcere in tutti i suoi aspetti. Il progetto “Fotografie in carcere” è nato col fine d’illustrare, attraverso le immagini, la corrispondenza tra la realtà e alcuni articoli dell’ordinamento penitenziario, come il numero 58, sulle “manifestazioni della libertà religiosa”.

Le fotografie ritraggono persone a contatto con il proprio credo; non solo detenuti, quanto volontari, ministri di culto, agenti, appartenenti a comunità di diverse confessioni religiose, siano essi cattolici, ebrei, evangelici, copti, buddisti, musulmani, còlti nei vari momenti di preghiera e di condivisione.

Ho scelto di ritrarre non solo i luoghi della preghiera – ricorda Margherita Lazzati – e della condivisione, ma anche i dialoghi, gli sguardi, i gesti rituali, i momenti di convivenza tra persone, che sono poi quelli che maggiormente mi hanno colpita”. Infatti, è proprio il singolo individuo ad aver attratto l’obiettivo.  “Questo è un tema a me molto caro – prosegue la fotografa – e cerco di rimanere lontana da ogni retorica e di rivolgere la mia indagine unicamente alla “persona”. In questo caso mi sono concentrata sull’esperienza che le persone vivono e condividono: un’esperienza di riflessione, preghiera, speranza, disperazione”.

Con delicatezza e determinazione, invita l’osservatore a oltrepassare la cinta muraria per avvicinarsi a una realtà che è parte integrante della società con un risultato che va ben oltre il racconto. Queste immagini non “spiegano” cosa avviene in carcere, ma sollecitano invece profondi interrogativi.

Proprio per questo che la mostra trova negli spazi di questo galleria il suo senso più compiuto, in totale sintonia con l’identità del museo stesso che, attraverso la bellezza dell’arte, intende suscitare domande di significato e desiderio di Bellezza.

Accompagna la mostra, un catalogo Edizioni La Vita Felice.
In collaborazione con Caritas Ambrosiana e il carcere di Milano Opera, vengono proposti appuntamenti speciali per le scuole. Su richiesta di Secondarie di II grado è possibile organizzare una mattina al museo, con introduzione sui temi legati alla mostra, alla presenza della fotografa Margherita Lazzati e di alcuni gruppi di persone detenute nel carcere di Opera, che racconteranno la loro esperienza. 

Didascalia unica per tutte le immagini

Margherita Lazzati
Fotografie in carcere. Manifestazioni della libertà religiosa. 2017/2019,
stampa inkjet Fine Art su carta Innova Photo Cotton Rag 100% cotone 315g.

 

 

Orari
da martedì a domenica dalle 10 alle 18
chiuso lunedì (eccetto festivi)
la biglietteria chiude alle ore 17.30

Dove e quando

  • Fino al: – 26 January, 2020