“Vorrei saper proclamare la dolcezza di fissare sulla tela le anime estatiche e ferme,
le cose immobili e mute, gli sguardi lunghi, i pensieri profondi e limpidi,
la vita di gioia e non di vertigine, la vita di dolore e non di affanno
”
(Felice Casorati)

Nelle parole di Felice Casorati (Novara, 1883 – Torino, 1963) c’è tutta l’anima della sua pittura, ermetica e solitaria, immersa in un tempo e in uno spazio pervasi da quel silenzio nel quale risuonano le voci interiori. Una carriera artistica che attraversa mezzo secolo del Novecento, aprendosi nel 1913 con la prima mostra personale nella veneziana Ca’ Pesaro, e alla quale il Palazzo Reale di Milano dedica dal 25 febbraio al 9 giugno 2025 una grande retrospettiva.

Oltre cento tra dipinti, sculture, opere di grafica, bozzetti per scenografie di spettacoli alla Scala, accompagnano i visitatori in un percorso attraverso “l’universo poetico di Casorati, invitandoli a immergersi nei suoi ambienti (gli interni e lo studio, teatro concettuale della sua intera poetica), conducendoli tra le figure pensose e malinconiche, emblemi riflessivi di un’umanità partecipe e di una profonda filosofia esistenziale” , scrivono i curatori (Giorgina Bertolino, Fernando Mazzocca e Francesco Poli) nel testo di presentazione della mostra.

Un percorso cronologico attraverso quattordici sale nelle quali si susseguono le diverse stagioni della produzione di Casorati, con prestiti provenienti da importanti collezioni pubbliche e private e con il supporto dell’Archivio Casorati che ha messo a disposizione i materiali documentari e storici. Al realismo delle prime opere, segue negli anni Dieci la fase simbolista e secessionista: in questo periodo Casorati, stabilitosi a Verona nel 1911, inizia a frequentare Ca’ Pesaro avvicinandosi agli orientamenti più recenti dell’arte europea.

In seguito al trasferimento a Torino (1919), l’artista si stabilisce in quella casa-studio che sarà la sua dimora per tutta la vita. Un momento difficile per Casorati, che si trova ad affrontare la tragica morte del padre: si avverte un senso di desolata solitudine nei tre dipinti realizzati in questo periodo ed esposti in mostra quasi a formare una sorta di trittico: Una donna (L’attesa, 1918-19), Un uomo (Uomo delle botti, 1919-20) e Bambina (Ragazza con scodella, 1919).

Gli anni Venti segnano l’inizio della collaborazione di Casorati con il collezionista Riccardo Gualino, protagonista, insieme ai familiari, di una serie di ritratti nei quali si avverte l’eco di quel Realismo magico che all’epoca impronta la produzione di alcuni pittori italiani, tra i quali spicca, accanto a Casorati, Antonio Donghi; è anche il tempo di una meditazione neo quattrocentesca, simboleggiata dal ritratto di Silvana Cenni, assurta a ieratica espressione contemporanea delle pale d’altare di Piero della Francesca. Sono anni intensi, in cui Casorati raggiunge il vertice della celebrità: nel 1924 la Biennale di Venezia gli dedica un’intera sala, nella quale espone alcune fra le opere destinate a rimanere punti fermi nella sua carriera artistica, cinque delle quali presenti nella rassegna milanese.

Tra queste, Meriggio, una tela che fu acquistata durante l’esposizione veneziana dal Museo Revoltella di Trieste. Scriveva in questa occasione un critico locale, testimoniando il successo strepitoso dell’artista a Venezia: “Casorati è una realtà palpitante anche per noi triestini che or ora, miracolosamente siamo riusciti ad assicurarci il suo famoso ‘Meriggio’, strappandolo in una competizione storica e disperata, ove si pensi che nemmeno la Galleria d’arte moderna di Venezia riuscì ad accaparrarsi una sola delle disputatissime tele di Felice Casorati all’ultima Biennale”.

Opera enigmatica e da lungo tempo assente dalle esposizioni, a Milano torna visibile al pubblico l’Annunciazione del 1927, oggi presso una collezione privata. Scrivono i curatori della mostra: “Nell’atmosfera rarefatta e sospesa di un interno, Casorati costruisce una scena intima in cui il divino traspare dalla specularità e dalle simmetrie attraverso l’inconciliabilità degli opposti: la luce naturalissima e la geometria complessa ed enigmatica dello spazio”. Un’opera chiave, che segna un momento di svolta nella carriera dell’artista.

Seguirà negli anni Trenta una serie di dipinti nei quali sono protagoniste giovani donne, colte in momenti di confidenziale intimità, come Donne in barca del 1933 e Le sorelle Pontorno, del 1937: in entrambe le tele la presenza di una donna che allatta sottolinea l’atmosfera raccolta che caratterizza la scena. La produzione successiva è caratterizzata da un’apertura verso i generi del paesaggio e della natura morta: torna il tema delle uova, che in Uova e limoni (o Limoni sul paesaggio), del 1950, sono ambientate in un paesaggio astratto e non più nella domestica quotidianità del ripiano di un cassettone, come nella tempera dipinta trenta anni prima.

Appassionato pianista, per il teatro musicale Casorati operò come scenografo tra gli anni Trenta e i Cinquanta, collaborando con il Maggio Musicale Fiorentino, l’Opera di Roma e la Scala di Milano. Dagli Archivi storici della Scala provengono numerosi dei suoi bozzetti presenti in mostra, realizzati per opere come Le Baccanti e Fidelio, o per balletti su musiche di Petrassi o de Falla. Numerus, mensura, pondus (numero, misura, peso) era il motto di Casorati, tratto dal biblico Libro della Sapienza, e che si riflette nel mirabile equilibrio dei suoi lavori pittorici, dove il rigore è temperato dall’armonia di una musica silenziosa.

Dettagli

Didascalie immagini

(courtesy Ufficio stampa mostra -Marsilio Arte)

  1. Una sala della mostra Casorati – Milano, Palazzo Reale, 25 febbraio – 9 giugno 2025
    foto © Filippo Romano
  2. Felice Casorati: Le signorine, 1912 – Fondazione Musei Civici di Venezia – Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro
    © Felice Casorati by SIAE
  3. Una sala della mostra Casorati – Milano, Palazzo Reale, 25 febbraio – 9 giugno 2025
    foto © Filippo Romano
  4. Una sala della mostra Casorati – Milano, Palazzo Reale, 25 febbraio – 9 giugno 2025
    foto © Filippo Romano
  5. Una sala della mostra Casorati – Milano, Palazzo Reale, 25 febbraio – 9 giugno 2025
    foto © Filippo Romano
  6. Felice Casorati: Annunciazione, 1927 – Collezione privata. Photo credit: Giuseppe e Luciano Malcangi
    © Felice Casorati by SIAE
  7. Felice Casorati: Le sorelle Pontorno, 1937 – UniCredit Art Collection. Photo Credit Sebastiano Pellion di Persano
    © Felice Casorati by SIAE
  8. Felice Casorati: Uova e limoni (o Limoni sul paesaggio), 1950 – Torino, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea. Fondazione Guido ed Ettore De Fornaris. Photo Credit Studio Fotografico Gonella 2023
    © Felice Casorati by SIAE

In prima pagina:
Una sala della mostra Casorati – Milano, Palazzo Reale, 25 febbraio – 9 giugno 2025
foto © Filippo Romano

courtesy Ufficio stampa Marsilio Arte / Comune di Milano

Sito web: https://www.palazzorealemilano.it/mostre/casorati

Dove e quando

Evento: Casorati

Indirizzo: Palazzo Reale - Piazza del Duomo, 12 - Milano
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Fino al: 29 Giugno, 2025