Difficile, se non impossibile, sottrarsi al fascino dell’antico Egitto e, un viaggio tra mito e immortalità, lo offre la mostra curata da Maria Cristina Guidotti in corso a Palazzo Sarcinelli di Conegliano fino a domenica 6 aprile. E’ immediato immaginare di trovari al cospetto delle piramidi che sfidano il tempo, o scorgere le ombre dei faraoni in quel cielo d’oro che è il deserto.

Il mistero ha attraversato millenni, affascinando imperatori, studiosi e poeti e le storie di quelle divinità, le regine, e alcuni sovrani, hanno plasmato l’immaginario collettivo, nutrendosi di miti che ancora oggi sembrano sospesi tra realtà e leggenda. Ma quanto conosciamo davvero di questo popolo straordinario? Cosa celano le loro elaborate tombe, i corredi sontuosi e i corpi mummificati?

“Egitto. Viaggio verso l’immortalità” strutturata in cinque sezioni e accompagnata da un catalogo Antiga Edizioni, attraverso oltre cento reperti esplora un viaggio millenario, con accuratezza scientifica capace di affascinare visitatori esperti quanto i neofiti curiosi, permette di scoprire il lato più mistico della civiltà egizia. Una porta di accesso a quel mondo perduto dove, la vita e la morte, non erano che tappe di un unico, infinito, cammino verso l’eternità.

I visitatori hanno modo di immergersi in quella realtà misteriosa per scoprirne i segreti noti e seguire l’ultimo viaggio delle anime verso il paradiso per un incontro con le credenze, i riti e la spiritualità di un popolo che ha fatto della vita eterna la propria missione. Mummie, sculture e corredi funerari per addentrarsi nelle loro pratiche di imbalsamazione e rituali funebri, focalizzando anche sul corredo funerario che accompagnava il defunto nel suo percorso verso i Campi di Iaru – equivalente egizio dei Campi Elisi della mitologia greca e romana – garantendo la continuità della vita nell’aldilà.

Attraverso una narrazione storica che copre oltre duemila anni, dal Medio Regno (fine III millennio a.C.) fino all’epoca Greco-Romana, la mostra sfida le comuni percezioni del pubblico, spesso attratto esclusivamente da un misto di mistero e orrore. Le mummie, lungi dall’essere una fonte di paura, rappresentano l’aspirazione all’immortalità degli egizi, mentre le figure divine come Anubi, Osiride, Iside e Horus offrono uno spaccato delle credenze religiose che pervadono l’intero percorso.

Gli oggetti esposti provengono dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze e arrivano a Conegliano dopo una tappa internazionale in Danimarca. Tra i reperti esposti, figurano alcuni scoperti durante le spedizioni guidate da Jean-François Champollion e Ippolito Rosellini, padre dell’egittologia italiana.

Peculiarità dell’evento espositivo è permettere di approfondire il lato più mistico della civiltà egizia, con le credenze religiose che guidavano questo popolo antico nella loro ricerca dell’immortalità. Miti e realtà: tra religione e superstizione.