Mario Mafai e Francesca Banchelli in una doppia esposizione all’insegna del coraggio e della passione per l’arte: un maestro del Novecento e una giovane artista del nostro tempo.

Da un lato un protagonista dell’arte italiana dopo gli anni Trenta, pittore amato da Alberto Della Ragione, collezionista e mecenate tra i maggiori del ventesimo secolo, Mario Mafai; dall’altro un’artista toscana, contemporanea, alla sua prima personale all’interno di un museo italiano, Francesca Banchelli.
All’insegna dello slogan Firenze Rinasce, il Museo del Novecento ha mantenuto fede al programma annunciato già all’inizio dell’anno e ha da poco inaugurato due nuove mostre personali entrambe aperte al pubblico fino al 12 ottobre 2020.
Mario Mafai. Opere dalla Raccolta Alberto Della Ragione: una mostra che offre una selezione di opere provenienti della collezione permanente del Museo e che racconta i decenni centrali della carriera del pittore romano a cavallo del secondo conflitto mondiale. In mostra il suo legame con Roma (città natale), la ricorrenza di alcuni soggetti (come le nature morte e i paesaggi), il sodalizio con altri artisti (tra cui Scipione e Guttuso) e l’impegno politico e sociale in difesa dell’uomo in anni così difficili per l’Italia e l’Europa sotto la dittatura nazifascista.
Inserita all’interno del ciclo espositivo Solo – nuovo appuntamento dedicato ai grandi artisti del ventesimo e ventunesimo secolo -, la mostra dedicata a Mafai è protagonista di una prima volta: infatti è frutto di una collaborazione tra il Museo Novecento e il Dipartimento Sagas dell’Università degli Studi di Firenze.
Due studentesse del corso magistrale di Storia dell’Arte Contemporanea, Stefania Delia Previti e Rebecca Ricci, hanno infatti lavorato con lo staff del museo e hanno curato, insieme al direttore del Museo Novecento Sergio Risaliti e a Stefania Rispoli, la mostra monografica dedicata a Mafai.
L’esposizione fa parte del progetto Dall’Aula al Museo, avviato lo scorso anno insieme al prof. Giorgio Bacci, pensato per avvicinare il settore della ricerca accademica a quello della formazione museale e della divulgazione al grande pubblico. Il progetto proseguirà nei prossimi mesi con altre mostre monografiche dedicate a Renato Guttuso, Ennio Morlotti e Arturo Martini, progettate insieme agli studenti del corso magistrale di Storia dell’Arte Contemporanea e le esposizioni saranno visibili negli spazi del museo e come progetti speciali online.

Assieme a pittori come Renato Guttuso, Renato Birolli, Scipione e Corrado Cagli, Mafai rappresenta una delle punte di diamante della Collezione Alberto Della Ragione. Le venti opere presenti nella raccolta testimoniano l’intensa relazione di stima e amicizia che legò l’artista a Della Ragione e sono segno dell’interesse di quest’ultimo, collezionista illuminato, per un’arte attenta alla vita ma alleata delle emozioni, vicina all’esistenza reale ma anche al sogno.
Di Mafai, sono esposti il magnifico Autoritratto degli anni Venti, un dipinto della serie Demolizioni – immagini delle mutazioni urbanistiche subite da Roma per soddisfare la visione del nuovo corso di politica culturale sotto il regime mussoliniano -, due versioni della serie Fiori Secchi, tema caro all’artista che gli costò il soprannome “Mario dei fiori” e un gruppo di vedute romane, tutte venate di un romanticismo aspro e malinconico.

Francesca Banchelli con I cani silenziosi se ne vanno via, è invece la protagonista dell’ottavo appuntamento del progetto Duel, dove artisti contemporanei e patrimonio artistico museali si fondono. Si tratta di un progetto di ricerca e sperimentazione pensato con il doppio scopo di valorizzare la collezione permanente del Museo e di aggiornare il pubblico sulla qualità degli artisti emergenti.
“Il momento che viviamo è un serbatoio di nuovi orizzonti e riscoperte tanto per singoli quanto per la società. È vertiginoso ma anche affascinante vivere ed essere testimoni di come il cambiamento possa arrivare tutto a un tratto, uno scivolo che ti porta da un piano a un altro”. Questa breve affermazione racchiude le riflessioni condivise da Francesca Banchelli (Montevarchi, Arezzo, 1981) con il direttore del Museo Novecento, Sergio Risaliti, curatore della mostra insieme a Eva Francioli.

L’esposizione I cani silenziosi se ne vanno via di Francesca Banchelli è stata realizzata grazie al contributo del bando Exhibit Program | Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.
La mostra inaugura il progetto Made in Italy organizzato con il contributo della Fondazione CR Firenze. ‘’Queste due nuove mostre – dichiara il direttore della Fondazione, Gabriele Gori – sono un importante segnale di una vera ripartenza da parte di una Istituzione alla quale, come è noto, siamo molto legati. È anche significativo che una delle due esposizioni valorizzi una giovane artista che espone qui la sua prima personale in un museo italiano. Sono i giovani una delle scommesse della nostra Fondazione per i prossimi anni e intendiamo sostenere tutte quelle iniziative che consentono loro di guardare al futuro con un po’ di fiducia e di ottimismo’’.
Il percorso espositivo nasce e si sviluppa attorno al dialogo con l’opera Apocalisse, dipinta da Scipione (Gino Bonichi) nel lontano 1930 e selezionata dalla Banchelli diversi mesi fa, prima che il mondo venisse travolto dalla pandemia.
La Banchelli ha un’idea ben precisa della funzione dell’arte e della pratica artistica, convinta della necessità dell’opera come epifania ed evento imprescindibile all’evoluzione della specie umana.
Ci sono elementi linguistici, inoltre, che legano il percorso della Banchelli a Scipione, e per estensione a quel clima artistico, a quella temperatura stilistica; un certo modo di intendere il linguaggio figurativo come strumento di approdo alla realtà attraverso l’esperienza onirica, surreale dell’immaginario e del sogno.

L’artista lavora con materiali e tecniche diversi: spaziando dalle azioni performative, tra danza e teatro, ai video, al disegno, alla pittura, alla scultura e al suono, tutte le opere esposte restituiscono la poliedricità della sua attività e si legano ad un progetto che l’artista porta avanti da diversi anni attorno al tema del fuggitivo. I Fuggitivi sono figure solitarie o piccole comunità che si incamminano e si incontrano, fisicamente o idealmente, per riformulare un nuovo inizio, a partire da qualcosa che si è interrotto o è stato distrutto. Soggetti di un’esperienza umana del mondo e della storia che sembrano sospesi tra il naufragio e l’approdo, in un tempo in cui fare comunità, creare un nucleo, fatto di desideri e aspettative condivise sembra poter essere l’inizio di una rivoluzione neo-umanistica che alla fine potrà coinvolgere tutti.

Apocalisse e l’epopea dei Fuggitivi si parlano tra loro nel segno del cambiamento epocale e di un tempo a venire dopo l’esperienza della crisi e del deserto.
In questo senso, esiste un fil rouge, una comune narrazione, che lega la mostra di Mafai a quella di Banchelli ed è rappresentato dalla figura di Scipione, amico e compagno sodale del primo, nell’ambito della stagione breve ma intensa della Scuola Romana, e punto di riferimento della giovane artista.
I grandi dipinti della Banchelli, infatti, si caratterizzano per un linguaggio pittorico intriso di romanticismo ma allo stesso tempo anche surreale e onirico come quello di Scipione, dove le figure sembrano avere la funzione di testimoni e custodi di presagi e profetiche visioni.
Speriamo allora che questa Arte, tra presagi e profezie, riesca ad aprirci la strada verso un momento storico migliore di quello attuale, magari anche da Fuggitivi, così come quelli immaginati da Francesca Banchelli.
Didascalie immagini
- Mario Mafai
(Roma 1902-1965)
Demolizioni
1937
olio su tela/ oil on canvas
Collezione civica dono Alberto Della Ragione - Mario Mafai
(Roma 1902-1965)
Demolizioni
1937
olio su tela/ oil on canvas
Collezione civica dono Alberto Della Ragione - Mario Mafai
(Roma 1902-1965)
Autoritratto
1928
olio su tela/ oil on canvas
Collezione civica dono Alberto Della Ragione - Francesca Banchelli
Event 2020
olio e acrilico su cotone/oil and acrylic on cotton
Courtesy l’artista - Francesca Banchelli
Up the River They Come Down the River They Go
2017
olio e acrilico su lino/oil and acrylic on linen
Courtesy l’artista - Francesca Banchelli
A bird, a girl, a bird, a boy, a bird, a man
2016
olio e acrilico su lino/oil and acrylic on linen
Courtesy l’artista
IN COPERTINA
Francesca Banchelli
Event 2020 (particolare)
olio e acrilico su cotone/oil and acrylic on cotton
Courtesy l’artista
MARIO MAFAI. Opere dalla Raccolta Alberto Della Ragione
FRANCESCA BANCHELLI. I cani silenzosi se ne vanno via
Orari di apertura:
Sabato / Domenica /Lunedi
dalle 15.00 alle 20.00
chiusura biglietteria ore 19:00
Dove e quando
- Fino al: – 12 October, 2020
- Indirizzo: Museo Novecento, Firenze
- Sito web