A 150 anni dalla pubblicazione delle leggi di Gregor Mendel, al Palazzo delle Esposizioni di Roma si racconta la storia e l’evoluzione della genetica partendo dalla vita e dalle scoperte del naturalista, studioso e monaco boemo, un genio incompreso forse perché nato nel posto e nel momento sbagliato.
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Un frate agostiniano cresciuto in un piccolo villaggio della Moravia che mancò l’incontro con Charles Darwin e la cui riscoperta postuma segnò l’inizio di un’avventura di ricerca – la genetica – che ha trasformato per sempre la scienza e il nostro modo di intendere la natura.
 L'ordine di semi inviato da Mendel in Germania documento su carta, cm 22,6 x 14,2 x 0,3 Per gentile concessione del Monastero agostiniano Vecchia Brno - Museo Mendel dell’Università Masaryk di Brno
La storia, la scoperta delle leggi dell’ereditarietà, della genomica, delle terapie geniche personalizzate, dell’attrazione e repulsione verso l’idea di conoscere tutti i segreti del nostro genoma, di ambizioni di immortalità, di vita sintetica, di caccia al colpevole tramite il DNA, di passato presente e futuro.
Foglio dall'erbario di Mendel piante essicate su carta, cm 42 x 46 x 1 Per gentile concessione del Monastero agostiniano Vecchia Brno - Museo Mendel dell’Università Masaryk di Brno.
Questi sono i temi narrati all’interno della mostra “DNA. Il grande libro della vita da Mendel alla genomica” prodotta e organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo – con la collaborazione del Museo Mendel dell’Università Masaryk di Brno, il Monastero agostiniano Vecchia Brno e la Polizia di Stato – e curata da Bernardino Fantini, Telmo Pievani, Sergio Pimpinelli e Fabrizio Rufo. Il Comitato scientifico internazionale è composto da importanti scienziati, accademici e ricercatori, di cui ben cinque premi Nobel, nei campi dell’evoluzione umana, della genetica, dell’antropologia, dell’etica, della demografia, della storia e filosofia della scienza..
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Il progetto espositivo usa linguaggi differenti; alla narrazione testuale sintetica e suggestiva che accompagna il visitatore nelle sette sezioni della Mostra si alterna la visione di oltre 90 reperti originali molti dei quali inediti in Italia. Fra gli altri: la prima lastra a raggi X su cui fu incisa l’impronta della struttura a doppia elica del DNA nel 1953; la vera pecora Dolly, il primo animale ottenuto per clonazione; documenti e reperti ottocenteschi appartenuti a Mendel; documenti inediti sulla storia dell’eugenetica; una vera coltura in vitro delle famose cellule immortali “HeLa” (Henrietta Lacks), un cranio fossile originale di Neanderthal da cui si sta provando ad estrarre il DNA.
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A questo corredo unico di reperti da tutto il mondo si affianca la fruizione di numerosi exhibit interattivi appositamente ideati per il progetto oltre a video inediti, apparati iconografici, ricostruzioni spettacolari, il tutto nella cornice di un allestimento di museologia scientifica immersiva e interattiva. Inoltre, per tablet e palmari una versione multimediale, Mendel 2.0, per un pubblico differenziato, dai bambini agli adulti fino agli appassionati della materia.
Modello molecola di DNA resina e metallo, cm 180 x 20 x 80diam Museo Civico di Zoologia, Roma.
La mostra ha inoltre un progetto didattico dedicato con un approccio coinvolgente e interattivo basato sulla scoperta e sulla condivisione delle esperienze e viene affiancata da un ampio programma di eventi, come gli Incontri con il dna: conferenze di approfondimento rivolte a tutti, che si svolgeranno a ingresso libero per tutta durata della mostra.
Selezione di calchi in gesso dell’antropologo Lido Cipriani, tra i firmatari del Manifesto della Razza del 1938 gesso policromo, cm 25 x 25 x 15 Museo di Antropologia, Università degli Studi di Padova, Collezione Cipriani.
Oltre alla vicenda di Mendel e di altri grandi scienziati, saranno illustrate le principali scoperte della genetica, mettendo a fuoco i cambiamenti che interessano il rapporto tra scienza e società. A condurle studiosi e autorevoli docenti universitari si alterneranno con relatori d’eccellenza.
James Watson, biologo statunitense (a sinistra) e Francis Crick, neuroscienziato biofisico biologo inglese, con il loro modello a doppia elica della molecola del DNA nel 1953.
Completa il programma di eventi un progetto inedito, che unisce e fa scontrare cinema fantastico e scienza: Schermi mutanti. Il cinema incontra la genetica. Alcuni capolavori di fantascienza, da Gattaca a Blade runner, saranno introdotti da eminenti genetisti, chiamati ad analizzarne le tesi di fondo dal punto di vista scientifico, respingendo gli allarmismi sul futuro del progresso – gli stessi che infiammano il dibattito collettivo – ma anche accogliendo le potenzialità profetiche offerte dall’invenzione fantastica.
Un modo nuovo e potente per immaginare come diventeremo.
Henrietta Lacks. Afroamericana morta di cancro alla cervice nel 1951. Dai tessuti prelevati da Henrietta nacque una linea cellulare brevettata e venduta in tutto il mondo (HeLa) che è stata utilizzata per sviluppare il vaccino contro la poliomielite,
Accompagna la mostra un catalogo che fa emergere le caratteristiche della formidabile invenzione dell’evoluzione quale “libro della vita”, “alfabeto del vivente”. Per ulteriori informazioni:
– sugli incontri (clicca qui)
– sulla rassegna cinematografica (clicca qui)
– sui laboratori scuola e famiglie (clicca qui).

Dettagli

Le sette sezioni espositive

  1. Il monaco nell’orto: uno scienziato troppo in anticipo sui tempi.
    Prima sezione storica, ottocentesca, dedicata a Gregor Mendel e al suo profilo umano. Gli studi di matematica a Vienna e la scoperta dell’ibridazione. L’agricoltura scientifica. Al riparo da guerre e tumulti. Inizia gli esperimenti sui piselli nel 1854. L’incontro mancato con Darwin a Londra nel 1862. Nel 1865 presenta i suoi risultati, nessuno si accorge delle “leggi di Mendel”. Invia estratti del suo lavoro in tutta Europa ma in pochi gli rispondono. Gli esperimenti su altre piante non funzionano. Meteorologo e apicoltore, viene eletto abate nel 1868 ed è sommerso dagli impegni amministrativi. Poco prima di morire, nel 1884, scrive: “verrà il mio tempo…”. E in effetti il suo tempo è venuto!
  2. Un moscerino del tutto speciale.
    Seconda sezione storica, novecentesca, sulla nascita della genetica. Le teorie sulle “mutazioni”. La riscoperta avventurosa di Mendel da parte di Hugo de Vries, Karl Correns e von Tschermak nel 1900. Il mendelismo di William Bateson e Wilhelm Johannsen. I cromosomi nel 1902 vengono associati al trasferimento dei fattori mendeliani. Gli studi su Drosophila di Thomas Hunt Morgan. Radiazioni e mutazioni (Muller). Mendelismo e darwinismo. La genetica di popolazione: i lavori di Ronald Fisher, Sewall Wright, J.B.S. Haldane. La Sintesi Moderna alla fine degli anni Quaranta. La genetica biochimica: un gene un enzima. Il caso Lysenko. L’eugenetica nelle sue diverse formulazioni. L’inizio della genetica in agricoltura. La storia di Nazareno Strampelli e del miglioramento genetico del grano (lotta alla fame nel mondo).
  3. DNA. Il testo della vita.
    Terza sezione dedicata alla struttura molecolare della base chimica dell’ereditarietà, dal 1953 al codice genetico, al Progetto Genoma, al problema dell’origine della vita come origine del codice genetico e dei meccanismi di trasmissione di informazione. L’idea che alla base della vita ci sia il trasferimento di informazione codificata da una generazione all’altra, che si può leggere come un libro e modificare. Lastra DNA con diffrazione raggi X. La scoperta della doppia elica del DNA nel 1953. Il Nobel mancato della cristallografa Rosalind Franklin, morta a 37 anni. Il Dogma Centrale - La regolazione dell’espressione genica: il modello dell’operone di Jacob e Monod. Barbara Mc Clintock e il contributo di altre grandi ricercatrici. L’ingegneria genetica e il sequenziamento dei genomi di molte specie. La genetica dello sviluppo. La figura formidabile di Frederick Sanger, due volte premio Nobel, una vita solcata dal dolore e dalla solitudine, ma anche da un eccezionale understatement. Escherichia coli. Il Progetto Genoma Umano nel 2000. La post-genomica e le omiche.
  4. Dolly e le altre: Cloning Hall of Fame.
    Quarta sezione, tra reali possibilità e slanci futuri, centrata su biotecnologie e clonazione, organismi geneticamente manipolati, l’industria molecolare, la produzione di organismi transgenici. Highlight su Dolly. Paure e opportunità. Trasferire i geni: il DNA ricombinante e gli organismi geneticamente modificati. Trasferimento nucleare e clonazione: nel 1996 a Edimburgo nasce la pecora clonata Dolly, una superstar. Le voci sulla morte prematura (febbraio 2003). La prima topolina clonata da cellule adulte, Cumulina. Altri animali clonati: nella grande sala, una scenografica “Grande Galerie” di animali clonati, la Cloning Hall of Fame.
  5. Grazie Henrietta. La medicina su misura.
    Quinta sezione, di prospettiva, centrata su malattie genetiche e malattie rare, l’anemia falciforme come paradigma, medicina personalizzata, farmacogenomica, terapie geniche, cellule staminali, cellule riprogrammate (IPC), oncologia molecolare, le scoperte più recenti in epigenetica. Highlight sulle cellule “immortali” di Henrietta Lacks, la sua storia straordinaria e quella della sua linea cellulare. L’accordo del 2013 per il riconoscimento dei diritti e della memoria di questa donna afroamericana.
  6. DNA & CSI: cacciatori di fossili e di molecole.
    Sesta sezione dedicata all’archeo-genetica, al DNA antico, al sequenziamento del genoma di individui estinti, all’utilizzo del DNA nelle indagini di polizia. Insetti intrappolati nell’ambra. E’ possibile clonare e riportare in vita animali estinti? Se sì, è giusto farlo? Il DNA dei nostri antenati. Il genoma di Neanderthal. L’evoluzione genetica delle popolazioni umane. Gli incroci possibili fra Homo sapiens e Neanderthal. Tracce di altre specie nascoste nel nostro genoma? Il DNA fingerprinting. Il DNA sulla scena del delitto. Oggi può succedere che si conosca l’intero genoma del colpevole senza ancora aver scovato l’individuo che lo possiede.
  7. Leggere il codice, riscrivere il codice: io sono davvero il mio genoma?
    Settima sezione, rivolta al futuro, dedicata alla diversità genetica e alle sue implicazioni per la nostra vita, al temuto determinismo genetico e al libero arbitrio, alle relazioni fra geni e ambienti, alla bioingegneria e alla biologia sintetica. L’epigenetica. Fare vivere e immettere in natura organismi con il genoma sintetizzato in laboratorio, per fare svolgere compiti utili (ex. contro inquinamento). Nuova frontiera immaginifica: riprogettare la vita. Tutto sotto controllo? Interessi pubblici e privati. I labili confini fra naturale e artificiale. Il “DNA espanso” annunciato nel maggio 2014: potremo “costruire” organismi viventi. DNA. Il grande libro della vita da Mendel alla genomica
Una rappresentazione del DNA (particolare) Alois Zenker, Ritratto di Mendel, 1884 matita su carta, cm 68 x 51 x 3 Per gentile concessione del Monastero agostiniano Vecchia Brno - Museo Mendel dell’Università Masaryk di Brno. L'ordine di semi inviato da Mendel in Germania documento su carta, cm 22,6 x 14,2 x 0,3 Per gentile concessione del Monastero agostiniano Vecchia Brno - Museo Mendel dell’Università Masaryk di Brno Foglio dall'erbario di Mendel piante essicate su carta, cm 42 x 46 x 1 Per gentile concessione del Monastero agostiniano Vecchia Brno - Museo Mendel dell’Università Masaryk di Brno. I piselli di Mendel exhibit interattivo Questo exhibit si basa sugli esperimenti di Mendel sui piselli che portarono alle leggi dell’ereditarietà. I visitatori potranno definire le informazioni portate da due geni di una coppia di genitori. Osso frontale Homo neanderthalensis (Reperto di Pàus) osso, cm 11 x 11, inv. 166623 Museo Paleoantropologico del Po, San Daniele Po Primo fossile di Neanderthal scoperto in Pianura Padana e denominato PAUS (da un antico nome del Fiume Po. Modello molecola di DNA resina e metallo, cm 180 x 20 x 80diam Museo Civico di Zoologia, Roma. Selezione di calchi in gesso dell’antropologo Lido Cipriani, tra i firmatari del Manifesto della Razza del 1938 gesso policromo, cm 25 x 25 x 15 Museo di Antropologia, Università degli Studi di Padova, Collezione Cipriani. James Watson, biologo statunitense (a sinistra) e Francis Crick, neuroscienziato biofisico biologo inglese, con il loro modello a doppia elica della molecola del DNA nel 1953. Henrietta Lacks. Afroamericana morta di cancro alla cervice nel 1951. Dai tessuti prelevati da Henrietta nacque una linea cellulare brevettata e venduta in tutto il mondo (HeLa) che è stata utilizzata per sviluppare il vaccino contro la poliomielite,

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Fino al: 20170618