“Siamo dentro il mondo, ma siamo anche fuori del mondo. In effetti è solo perché siamo fuori del mondo che ci possiamo preoccupare del mondo, che vogliamo “entrare” (o rientrare) nel mondo. In realtà fuori del mondo, siamo animali come tutti gli altri animali, siamo entità viventi come miliardi di altre entità viventi e non viventi. Siamo nel mondo, non siamo mai stati veramente fuori del mondo. Non c’è niente di speciale nell’essere umano. Tuttavia la stranezza della condizione umana rispetto al mondo sta tutta in questa possibilità straniante, l’essere allo stesso tempo dentro e fuori del mondo. Si prenda il caso esemplare del progetto GoatMan (l’uomo capra) dell’artista inglese Thomas Thwaites, di cui si può osservare il tentativo di trasformazione in capra proprio all’interno della mostra” “Diorama. Generation Earth” a cura di Chiara Gatti, Elisabetta Masala, in collaborazione con Storyville, in corso al MAN di Nuoro fino a domenica 10 novembre.

Come si percepisce nel corsivo di Felice Cimatti (all’inizio del testo in catalogo, Sagep Editori) la mostra ha trasformato tutte le sale del museo come un gigantesco diorama – illusione in scatola di un mondo verosimile, dispositivo usato soprattutto nei musei di storia naturale per illustrare gli ambienti della biosfera – uno spazio dinamico e sensibile, fatto di narrazioni e visioni, memorie della terra e nuovi orizzonti per permettere di ripensare – in un’epoca di mutamenti ecologici e sociali senza precedenti – il nostro rapporto con il mondo e le sue rapide metamorfosi.

“L’origine” è il prologo del percorso, il formarsi della terra e della galassia. Il visitatore assiste allo spettacolo della genesi di quell’amalgama composta da materia ed energia oscura. All’insegna di parole chiave, quali organico e inorganico, natura/arte e le sue trasformazioni, artiste e artisti si appropriano, lungo le sale, della “natura”, racchiudendola all’interno di un loro sistema/contenuto che la imita, e al tempo stesso la conserva, la re-immagina. 

Come una produzione in serra, il mondo naturale viene ricreato e imitato. Mimesi e rappresentazione animano le opere di Barragão, Kusumoto, Roberti, Illenberger, Bauer. Il mondo naturale, fissato in una forma scultorea o sigillato nel circuito del tessuto, riproposto dalla sensibilità dell’uomo o dall’intelligenza artificiale, acquisisce un insolito dinamismo e una nuova realtà. 

Ibridazioni, interspecismo e eco-distopia, sono scenari di un futuro prossimo che occupano la sezione dove germinano ecosistemi alieni, esiti del post-naturale, incontri con un’alterità che impone di ridimensionare la prospettiva antropocentrica. Un tunnel di luce evoca un laboratorio per creature ibride (di Massoulier, Grünfeld, Chiamenti) e culmina con una grande opera di Wangechi Mutu, madre terra fluida, che sovrasta un universo nel quale si fondono umani, animali e piante, alieni e terrestri, femminile e maschile; un trionfo del termine “intertwined”: esseri viventi appartenenti a un mondo che non prevede divisioni tra razze, generi e specie.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Diorama, Origine, installazione video, intelligenza artificiale
    ©Storyville
  2. Diorama, Origine, installazione video, intelligenza artificiale
    ©Storyville
  3. Thomas Thwaites, GoatMan, 2016,
    video
  4. Wangechi Mutu, Untitled, 2004. Tecnica mista su carta
    Collezione Giuseppe Iannaccone, Milano.

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: MAN Museo d'Arte Provincia di Nuoro - via Sebastiano Satta, 27
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Fino al: 10 Novembre, 2024