Alla Casa Argentina prosegue fino a martedì 13 gennaio 2026 la collettiva d’arte contemporanea organizzata dalla ContArt Gallery di Roma in collaborazione con l’Ambasciata Argentina per il 60° anniversario dalla Fondazione. Curata da Stella Maresca Riccardi e Lucrezia Febo, una narrazione composita dove, le differenti voci narranti creano tracce nella memoria, costruiscono intrecci condivisi, tracciano linee di congiunzione stabilendo connessioni. In Dialoghi senza confini. Dieci voci dell’arte tra Italia e Argentina, Rocky Cervini trasforma in forme e colori i dolori e i traumi dell’esistenza, aprendo uno spazio di riflessione sull’intimo e sulle sue possibilità di espressione e comunicazione con il mondo esterno; un’arte incentrata sull’esplorazione dei legami e di come essi imprimono indelebilmente il corpo e la mente. Invece, Igor Grigoletto, nell’opera “Legàmi” traccia sulla tela – costituita da un antico sacco di iuta – una cucitura realizzata con un filo azzurro che segna su un’immaginaria carta geografica l’antica rotta navale da Genova a Buenos Aires, mentre un filo bianco è il suo segno astratto di congiunzione per punti di contatto attraverso le differenti culture. Lucia Calabrino, per raccontare la propria identità, esplora le sue origini attraverso fotografia, lettere, mappe e memorie familiari. Il femminile emerge come figura centrale, forte e simbolica, un invito a interrogarsi su temi universali come appartenenza, migrazione e memoria.

Ricchi di significato gli origami esposti da Wanda Wainsten: ogni piega e ogni angolo rappresentano un passaggio di vita, un momento di transizione e le immagini – proiettate sullo schermo della sala cinema dell’Ambasciata – mostrano al pubblico come le forme, sempre diverse, assunte dagli origami sono perfetta metafora dell’esistenza.

Romina Wainsten, attraverso le linee del linguaggio astratto che la caratterizza, con le opere Foco Azul e Foco Blanco, omaggia il Sol de Mayo e le rette che lo attraversano simboleggiano le tracce lasciate dalle memorie collettive, la testimonianza del nostro passaggio.

Compone pieghe nella stoffa Titti Faranda e attraverso il suo linguaggio materico dà spessore al pensiero; la stoffa modellata e composta evoca le tracce lasciate dalla memoria; la materia diventa respiro, vibrazione, trasparenza. Si piega, si fonde, accoglie il colore rivelando forme nuove e inattese.

Si muove tra astrazione e figura la pittura di Marco Mezzacappa: le sue opere nascono dall’incontro tra immagini fotografiche personali ed elementi grafici e geometrici, dando vita a composizioni in cui panneggi, chiaroscuri e tracce organiche si intrecciano a superfici lineari e strutture rigorose. Lo spazio è sempre elemento fondante di un linguaggio visivo che coniuga memoria e modernità. All’interno della Casa Argentina in Roma l’opera di Mezzacappa diventa architettura nell’architettura, armonizzandosi con l’ambiente.

Le opere di Michel Oz vibrano al ritmo delle tante culture che hanno attraversato e contaminato il suo originale linguaggio visivo. L’artista si muove tra l’Europa e l’America Latina, vive le contraddizioni e le bellezze di Roma, come quelle di Buenos Aires, trasformando il caos in gesto artistico. I frammenti provenienti dagli scarti urbani perdono il loro carattere effimero per raccontare il contemporaneo, ciò che ogni giorno guardiamo senza vedere, persi all’interno della frenesia di un quotidiano che è esso stesso effimero e “non reale”.

Il linguaggio visuale di Fabrizio Bonato si basa sui contrasti e l’uso assoluto del colore. L’artista disgrega la materia, la frammenta per liberarne tutta l’energia e la potenza. Le sue opere bloccano letteralmente lo sguardo e il pubblico diventa testimone oculare di un processo di trasformazione che ha visto – come due schermidori – l’artista e la materia all’opera. Risultato è una relazione tra corpo, movimento e spazio in cui le regole che la governano sono sovvertite.

Fabrizio Cugia propone una chiave di riscoperta del valore simbolico dei gesti e dei luoghi del quotidiano. Le opere si focalizzano sul contrasto di forma, strutture e serpeggio cromatico; un’arte che diventa uno strumento di trasformazione e di materializzazione del vero e del bello, entrando in connessione profonda con l’essenza dell’essere umano, con il sé più autentico.

Dettagli

Didascalie immagini opere di:

  1. Wanda Wainsten
  2. Romina Wainsten
  3. Titti Faranda
  4. Marco Mezzacappa
  5. Michel Oz
  6. Fabrizio Bonato
  7. Fabrizio Cugia

crediti fotografici © Luca Sciotti
(courtesy Ufficio stampa Stella Maresca)

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Ambasciata Argentina - via Vittorio Veneto, 7 - Roma
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Fino al: 13 Gennaio, 2026