Se lo sognate da sempre o se i colori di quei tramonti sul Baltico rappresentano un desiderio da quando siete entrati in contatto con il giovane scrittore solitario e senza amici nato dalla penna di Fëdor Dostoevskij, ecco adesso è il momento migliore per volare a San Pietroburgo. Oltre a tutte le attrattive di quella che fu la capitale imperiale per due secoli, al Museo Statale Ermitage è allestita, fino al 23 giugno, la mostra “Dei, Uomini, Eroi. Dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e dal Parco Archeologico di Pompei ”

Realizzata per l’accordo di collaborazione sottoscritto nel 2017 tra le due Istituzioni campane e il museo russo, in relazione con Ermitage Italia, un percorso affascinante per le quasi duecento opere – tra affreschi, statue, mosaici e oggetti di uso comune – selezionate nelle collezioni dei due siti. Oltre a queste, un nucleo di ulteriori settanta pezzi dell’Ermitage, solitamente non in esposizione e provenienti dagli sconfinati depositi. Il risultato è che nessuna delle foto a corredo di questo articolo, seppur eseguite magistralmente, può essere in grado di documentare tanta bellezza.

Dei, Uomini, Eroi” è un evento di assoluto rilievo per Napoli e per il Museo russo. Ben conosciuta la passione degli Zar e delle classi aristocratiche russe per Pompei, testimoniata proprio dalla presenza di un nucleo di antichità pompeiane all’Ermitage e dal travolgente gusto “alla pompeiana” diffuso nelle decorazioni di palazzi, suppellettili e nella letteratura della Grande Madre Russia. Così come è noto l’interesse che il mondo e la cultura russi hanno sempre dimostrato per le città vesuviane, la costiera amalfitana e le isole campane, specialmente Capri, a partire dai vedutisti. Un amore evidente anche ai tempi di Caterina la Grande, quando le musiche di Cimarosa e Paisiello allietavano i teatri e la corte di San Pietroburgo.

Il racconto dell’arte, la storia e la quotidianità dell’antica città romana di Pompei che, con la sua repentina e tragica distruzione avvenuta il 24 agosto nel 79. d.C. sommersa dai lapilli e dalle ceneri del Vesuvio, ha consentito di preservare e restituire ai posteri capolavori d’arte e testimonianze di vita e cultura unici nella grande sala del Manège del Piccolo Ermitage (un palazzo a due piani eretto accanto al Palazzo d’Inverno, antica residenza imperiale dei Romanov, e al Nuovo Ermitage, il primo palazzo in Russia a venire espressamente costruito per ospitare le collezioni del Museo).

La fine improvvisa di Pompei – come suggerirebbero più recenti scoperte avvenuta in ottobre – ha in molti casi cristallizzato scene, situazioni e persone colte di sorpresa in quel tragico momento. Una città intera con le sue case, gli edifici pubblici, le vie, i negozi, i templi e i mercati, con i suoi abitanti, ma anche con i tanti oggetti in uso nei diversi ambienti, è stata riportata in luce a partire dal 1748 continuando, tutt’ora, a rivelare nuovi siti e nuove opere. “Dei” e gli “Eroi” innanzitutto: non solo quelli presenti nei decori e nelle opere di edifici pubblici come “Erma di Mercurio” dal Tempio di Apollo o il Busto di Giove dal Capitolium, dedicato a Giove, Giunone e Minerva, ma anche e soprattutto all’interno della mura domestiche, nei larari, nelle cucine e negli atri.

Gli affreschi con “Zeus in trono” dalla Casa dei Dioscuri e “Achille e Briseide” dalla Casa del Poeta Tragico, il “Dioniso e Arianna” e “Alessandro e Rossane” dalla Casa del Bracciale d’Oro, “Eracle e Deianira” e “Giunone ed Ebe” dalle ville di Stabia e ancora l’eccezionale tarsia in marmo con “Scena dionisiaca” riemersa dalla Casa dei Capitelli colorati, raccontano le gesta di divinità e eroi rappresentandoli, secondo l’uso del tempo, da soli o con gli attributi che ne rendono immediata l’identificazione.

L’usanza di ornare i giardini con raffigurazioni di divinità è testimoniata da statue come quelle provenienti dalla Villa A di Oplontis – la piccola e raffinata Venere realizzata verso la fine del I secolo a. C., che ancora conserva labili tracce di colore, o la statua di Nike – mentre i rilievi neoattici in mostra, inseriti a Pompei lungo le pareti delle abitazioni, ricordano la moda del tempo e l’interesse dei proprietari per le opere della Grecia.

Il grande merito degli scavi vesuviani, promossi negli ultimi due decenni della prima metà del Diciottesimo  secolo da Carlo III di Borbone nelle città di Pompei, Ercolano e Stabia, è stato quello di regalarci un inedito spaccato della vita quotidiana degli antichi romani, fino a quel momento pressoché sconosciuta. Ed è per questo che assume rilevanza la sezione della mostra dedicata agli “Uomini” perché ricca anche delle rappresentazioni scultoree e pittoriche delle élites cittadine.

Dell’impressionante mole di oggetti d’uso comune riemersi a Pompei – crateri in bronzo, suppellettili in vetro e ceramica, pentole e padelle – sono stati selezionati esemplari di grande interesse, suddivisi per tipologia e materiali, che consentono di ricostruire le usanze, i commerci, le attività artigianali e quelle quotidiane: dall’educazione alla tavola. Un braciere dalla terme Stabiane ormai in disuso, uno scaldaliquidi in bronzo dalla Villa di Arianna di Stabia, con rubinetto a testa di leone e tre cigni ad ali spiegate sul bordo del fornello, alti candelabri per illuminare i triclini o un cratere come quello di Giulio Polibio, ageminato con effetti policromi. E ancora: la cassaforte in ferro e bronzo con complessi e ingegneristici sistemi di chiusura, posta solitamente nell’atrio, lì dove il padrone di casa presentava se stesso; tavoli di marmo riccamente decorati (bellissimo quello con due animali fantastici) illustrano numerevoli aspetti degli usi pompeiani.

Il rilievo del capomastro (structor) Diogenes mostra gli strumenti utilizzati per le attività edili – un filo a piombo, una cazzuola, una mazza a taglio ortogonale, uno scalpello e un archipendolo – e i quattro affreschi dai praedia della ricca pompeiana Giulia Felice offrono uno sguardo sui piccoli, grandi fatti che si svolgevano nel foro, in una giornata di mercato (le nundinae): “Vendita di vasellame”, “Vendita di tessuti”, “Lettura di editto”, “Punizione dello scolaro”.

Il “Vaso blu”, capolavoro in vetro blu e cammeo scoperto dai Borbone nella necropoli di Pompei nel 1837 e i pannelli in vetro cammeo di “Arianna” e di “Dioniso e Arianna”. Non potevano infine mancare il teatro e i giochi gladiatori, quindi arredi in marmo per i giardini delle case pompeiane recanti a rilievo raffigurazioni teatrali, così come le matrici in gesso di maschere selezionate per l’occasione testimoniano la passione degli abitanti di Pompei per il teatro, mentre affreschi, elmi e cnemides in bronzo, decorati con scene mitologiche che raccontano a loro volta di Dei ed Eroi – riaffiorati dalle ceneri del tempo – ricorderanno ai visitatori dell’Ermitage l’importanza e la diffusione nel mondo romano dei giochi gladiatori, tanto amati dal popolo, e faranno sognare le meraviglie conservate in Italia nelle due prestigiose sedi campane.

Didascalie immagini
alcuni scatti dell’allestimento di “Dei, Uomini, Eroi. Dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e dal Parco Archeologico di Pompei
foto © Paolo Soriani
la mostra dell’Ermitage è organizzata dal Dipartimento di Antichità Classiche, guidato dalla Dott.ssa Anna Trofimova, ed è curata per la parte italiana da Paola Rubino De Ritis, Valeria Sanpaolo e Luana Toniolo, con la direzione scientifica di Paolo Giulierini direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Massimo Osanna Professore ordinario presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e Alfonsina Russo, Direttrice ad interim del Parco Archeologico di Pompei; per il Museo Ermitage è curata dalla stessa Dott.ssa Anna Trofimova e Andrey Zuznecov.
L’esposizione si avvale del supporto organizzativo di Villaggio Globale International, della collaborazione di Ermitage Italia, dell’Ambasciata d’Italia a Mosca, del Consolato Generale d’Italia e dell’Istituto Italiano di Cultura di San Pietroburgo, ed è accompagnata nel nostro Paese dal catalogo Electa,  con contributi di Luigi Gallo,Massimo Osanna, Federica Rossi,Valeria Sampaolo, Luana Toniolo e Anna Trofimova.

Dove e quando

Evento: Sala del Manege del Piccolo Ermitage San Pietroburgo
  • Fino al: – 23 June, 2019