Come se fosse una “tradizione” del tutto italiana, ancora una volta pubblico e privato si incontrano per dar vita ad un progetto di rinascita e riscoperta artistica di tesori finora gelosamente custoditi.
Ogni tanto, infatti (e per fortuna), accade che chi prima conservava per sé il piacere di godere di tanta bellezza decida di condividerla e farla conoscere al mondo.

Alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia, dallo scorso 20 novembre, è tornato a nuovo respiro un nutrito corpus di opere, mobili, volumi antichi, sculture e monete che ripercorrono la storia e l’arte veneziana dal XVI al XX secolo.
Abbiamo un Tiepolo, abbiamo quadri di scuola del Longhi e un’importante raccolta di quadri longhiani. Ci sono anche opere di artisti che erano assenti nella nostra collezione – dice Marino Cortese, Presidente della Fondazione – e che quindi la implementano e l’arricchiscono, soprattutto i due Domenico e Jacopo Tintoretto, i due Canaletto e opere del Novecento come le sculture di Arturo Martini.

Una splendida collezione di arte veneziana che oggi – e per i prossimi vent’anni – torna disponibile grazie a un accordo sottoscritto tra la stessa Fondazione Querini Stampalia e Intesa Sanpaolo, in una sezione appositamente ideata per ospitare i tesori della Cassa di Risparmio di Venezia.
Una fortunosa – anche se non isolata – iniziativa che parte da Intesa Sanpaolo col suo Progetto Cultura che mira alla valorizzazione e alla condivisione con il pubblico del patrimonio artistico di proprietà.

Nuova residenza di questo meraviglioso corpus di opere è il terzo piano di Palazzo Querini Stampalia, da cui si gode di una straordinaria vista sui tetti di Venezia e sulla vicina Chiesa di Santa Maria Formosa.
Una raccolta che va ad arricchire il tesoro conservato in via permanente alla Querini con opere che vanno dal Quattrocento all’Ottocento.
Nei nuovi spazi allestiti come in una casa museo, in continuità con l’allestimento della collezione della Querini Stampalia, al visitatore è data la possibilità di visitare la mostra seguendo un percorso storico-temporale cronologico o a ritroso nel tempo, scegliendo se iniziare dalle sculture novecentesche di Arturo Martini poste nel Portego per arrivare alle opere cinquecentesche del Tintoretto, o viceversa.
A rendere il tutto più scenografico, gli ambienti si animano man mano di maggiori dettagli e colori, in un crescendo di emozioni.

Dopo i vari progetti di restauro a cura di Carlo Scarpa, Valeriano Pastor e Mario Botta, l’artefice di questo ultimo rinnovamento degli ambienti della Fondazione è l’architetto De Lucchi che ha riallineato in un unico cannocchiale visivo – liberandole da tramezzature e superfetazioni – le stanze prima adibite a uffici.
I soffitti e i pavimenti hanno riacquistato la loro identità storica, le travi a vista raccontano la statica dei palazzi veneziani e la perizia tecnica millenaria di chi li ha costruiti.

Ma dalla Carive è anche stata affidata alla Fondazione Querini Stampalia la cosiddetta “Biblioteca Veneziana”, un’importantissima collezione bibliografica ospitata al primo piano del Palazzo: oltre 3000 esemplari tra manoscritti, bolle, leggi e libri che trattano di storia economica e di arte della città di Venezia, molti dei quali raccolti con l’intento di tramandare la grande tradizione libraria lagunare.
Insieme a questi la collezione numismatica, con le monete prodotte dalla Zecca veneziana dal XIII secolo fino al 1866, anno in cui cessò la sua attività.

Didascalie immagini

  1. Le opere della Collezione Intesa Sanpaolo sono in Querini
  2. Arturo Martini, Allegorie del Mare e della Terra, 1910–1911. scultura in pasta cementizia, 187x65x65 cm ciascuna. Collezione Intesa Sanpaolo
  3. Canaletto (Giovanni Antonio Canal), Il Canal Grande verso il bacino di San Marco e la Basilica della Salute, 1745-1750. Olio su tela, 46×78,5 cm. Collezione Intesa Sanpaolo
  4. Michele De Lucchi, matita su carta. Fondazione Querini Stampalia, Venezia, Intesa Sanpaolo, 2015–2018 / Una collezione veneziana. Progetto di Michele De Lucchi, Fondazione Querini Stampalia, Venezia. © Alessandra Chemollo / Michele De Lucchi, matita su carta. Fondazione Querini Stampalia, Venezia, Intesa Sanpaolo, 2015–2018
  5. Salterio pergamenaceo miniato intorno al 1460 da Leonardo Bellini (?) per il convento di S. Maria delle Vergini di Venezia, Pagina miniata. Collezione Intesa Sanpaolo

IN COPERTINA
Canaletto (Giovanni Antonio Canal), Il Canal Grande verso il bacino di San Marco e la Basilica della Salute, 1745-1750. Olio su tela, 46×78,5 cm. Collezione Intesa Sanpaolo
[particolare]

 

Fondazione Querini Stampalia
Santa Maria Formosa
Castello 5252, 30122 Venezia

Dove e quando

Evento: UNA COLLEZIONE VENEZIANA