All’interno della Curia Iulia, antica sede del Senato Romano è possibile esplorare importanti scoperte archeologiche provenienti da Mleiha e Dibba, insediamenti che fiorirono tra l’epoca ellenistica e i primi secoli dell’Impero lungo le vie carovaniere tra l’India, la Cina e Roma.

La mostra “Da Sharjah a Roma lungo la via delle spezie”, a cura di Eisa Yousif e Francesca Boldrighini, è il frutto della collaborazione tra il Parco archeologico del Colosseo e la Sharjah Archaeological Authority e illustra al pubblico, per la prima volta in Italia, gli straordinari ritrovamenti archeologici dell’Emirato.

Eisa Yousif, ha sottolineato “Ci auguriamo che questa mostra offra ai visitatori l’opportunità di esplorare una storia globale condivisa: questi oggetti non sono semplici reliquie silenziose; sono storie vibranti che ci raccontano come civiltà e città come Roma e Sharjah abbiano stabilito legami che si estendevano lungo migliaia di chilometri“.

Gli oggetti esposti sono stati rinvenuti nelle necropoli e negli abitati. Anfore da vino da Rodi e dall’Italia, contenitori dalla Mesopotamia e dalla Persia; unguentari in alabastro dall’Arabia e in vetro dal Mediterraneo orientale; pettini di avorio e gioielli indiani con orecchini di fattura ellenistica; statuine di Afrodite e dediche alla divinità al-Lat; monete indo-greche e romane, originali e di imitazione locale.

Testimonianze degli stretti contatti culturali e commerciali tra Oriente ed Occidente, concorrono a delineare un affresco di grande varietà e ricchezza, una società aperta a numerose e diverse influenze, che potremmo definire ante litteram “multiculturale”. La mostra, allestita fino al prossimo 23 aprile, arricchita da un catalogo breve e una videoproiezione, permette inoltre di sottolineare l’importanza dei commerci con l’Oriente per il mondo romano. Le spezie, prima fra tutte l’incenso, prodotto in Arabia, erano tra i prodotti più importati e richiesti, e proprio per questo il loro commercio era rigidamente regolato dall’autorità imperiale.

Il legame con Roma si evidenzia nella presenza nel Foro Romano, a pochi metri dalla sede della mostra, degli Horrea Piperataria, i magazzini voluti da Domiziano per la conservazione del pepe e di altre spezie, che il PArCo ha recentemente restaurato e reso accessibili al pubblico.