“Io sono una persona non sono una fotografa.
Sono una persona che fotografa.”

Letizia Battaglia

Ottantacinque anni, madre, giornalista de L’Ora, prima fotoreporter donna di un quotidiano italiano, prima donna europea a ricevere nel 1985 a New York il Premio Eugene Smith di fotogiornalismo, riconosciuta nel 2017 dal New York Times tra le undici figure femminili più straordinarie che si sono distinte a livello globale per il loro impegno e la loro forza.
È la palermitana Letizia Battaglia, grandissimo esempio di integrità morale, dedizione e passione, amore e ribellione.

Incoronata regina della fotografia contemporanea italiana per le sue potentissime immagini in bianco e nero e i suoi reportage in prima linea sui luoghi della mafia, Letizia Battaglia ha scosso e continua a scuotere la storia della fotografia di questo secolo.
Dopo tantissimi eventi espositivi e retrospettive a lei dedicate, oggi alla Mole Vanvitelliana di Ancona è presente la mostra “Storie di strada”: un allestimento che ripercorre, in un modo del tutto originale rispetto agli eventi passati, quarant’anni di storia italiana, una storia intrisa di battaglie sociali, povertà e volti insieme alle immancabili esecuzioni mafiose che l’hanno resa famosa a livello internazionale. Trecento scatti, alcuni inediti, che hanno fissato sulla pellicola grandi emozioni e raccontato la storia di un popolo.

Un’artista che nel suo nome trova le radici del suo essere e, come ha tenuto a sottolineare la curatrice della mostra Francesca Alfano Miglietti, ad Ancona si racconta la battaglia di “un’altra Battaglia”: non – o non solo – la reporter dei delitti di mafia e narratrice degli anni di piombo palermitani, ma la fotografa che attraverso i suoi scatti continua a dar voce soprattutto a quella fetta di umanità lasciata per troppo tempo invisibile, sola e ignorante, privata di ogni possibilità di partecipazione alla vita sociale e politica di un Paese.

La visione palermocentrica di un Paese perché proprio nel capoluogo siciliano la Battaglia ha trovato i natali, in esso lei si identifica, trova la sua ragione, trova il suo dolore, il suo patimento, la sua identità e immancabilmente il suo amore. Un amore viscerale per tutto ciò che la sua Palermo offre, in una danza perpetua tra estrema bellezza e assoluto decadimento.
Armata della sua macchina fotografica si è sempre spinta oltre i suoi limiti e ha sempre rivolto lo sguardo a “Storie di strada” appunto, quella strada che lei ama, che le è dentro nel dna. Letizia è la sua strada, è la sua Palermo, è qualsiasi altra strada che valga la pena essere per lei guardata e raccontata.
È questo il motivo per cui nei suoi fermo-immagine non troviamo la bellezza di un volto o una città artefatta, pulita, che ha ricevuto delle attenzioni come le riceverebbe il figlio prediletto, ma le vie maleodoranti e che esalano di umanità vera, che gridano il loro dolore ma alle quali nessuno ha il coraggio di tendere la mano.
Pochissimi scorci. Tanti i momenti e i volti che hanno il sapore amaro di una fortissima crudeltà ma che la Battaglia approccia con magistrale empatia, mai spettacolarizzando, e sottotitolando ogni immagine con l’invito a potersi ribellare… sempre.

Perché Letizia Battaglia parla di vita, non difende quello che le è più vicino ma qualsiasi soggetto abbia qualcosa di qualità da dire, tanto da raccontare e a cui la cultura, l’emancipazione e il progresso sono stati negati.
I suoi lavori, infatti, se da un lato comunicano a chi li guarda immediato senso di ribellione, dall’altro suscitano un gran senso di tenerezza perché i fatti da lei raccontati non possono essere estranei a nessuno, sono sotto gli occhi di tutti, come la fiera prostituta di Catania la cui fotografia è stata scelta come immagine simbolo dell’esposizione.
Una mostra che sfiora l’anima e vuole accendere il pensiero anche attraverso il racconto politico che i suoi scatti vogliono trasmettere. Attraverso il suo impegno civico e politico, infatti, la Battaglia rende tutti testimoni, dopo se stessa, di tutti quegli anni di orrore che la Sicilia ha attraversato, della connessione tra Andreotti e la Mafia, degli omicidi di cui la mafia si è macchiata come quello di Piersanti Mattarella, della vendita di armi e della partecipazione infantile alla malavita.
Ma dentro la camera della Battaglia tutto rimane intimo, si veste di empatia e grande rispetto della storia e dei fatti, dei volti ritratti e dei loro sentimenti. La Battaglia fotografa quel che ha dentro, con gentilezza e voglia di ascoltare.

Ma non è solo la messa in scena di scatti epici: dietro ci sono orrore e opposizione, una storia vissuta, conoscenza, informazione, cultura e inconsapevole coraggio.
Coraggio non soltanto nell’aver scelto di svolgere la propria attività in un campo dove solitamente primeggia l’universo maschile e dove far prevalere il sentimento “estetico” di una donna risulta alquanto difficile, ma anche nell’aver scelto di trattare la realtà facendone sempre un racconto civile e politico, spesso esponendola in prima persona perché scomoda, perché la Battaglia è in primis – come ama definirsi – “una persona che fotografa” e che, con quel gesto, crea allo stesso tempo arte e rimostranza politica, denuncia e affermazione di diritti.

“Quelle che il progetto della mostra si propone di esporre – afferma Francesca Alfano Miglietti, curatrice della mostra – del percorso di Letizia Battaglia, sono ‘forme d’attenzione’: qualcosa che viene prima ancora delle sue fotografie, perché Letizia Battaglia si è interrogata su tutto ciò che cadeva sotto al suo sguardo, fosse un omicidio o un bambino, uno scorcio o un raduno, una persona oppure un cielo. Guardare è stata la sua attività principale, che si è ‘materializzata’ in straordinarie immagini.”

Le sue foto turbano ma non disturbano: non creano lo stupore già insito nelle immagini da lei ritratte ma mettono davanti a situazioni di riconoscimento, a racconti privi di costruzioni teatrali o set accuratamente preparati.
E nella mostra di Ancona è presente una Letizia Battaglia diversa proprio perché non ci viene presentato solo quello che per lavoro è stata costretta a fotografare, ma anche quello che guardava e la attraeva per la sua bellezza e verità, al servizio sempre di una foto colta e cosciente ma sempre priva di sensazionalismi e pregiudizi.

Fino al 15 gennaio, la mostra “Letizia Battaglia. Storie di strada” è promossa dal Comune di Ancona, Assessorato alla Cultura ed è visitabile presso la Mole Vanvitelliana.

Didascalie immagini

  1. Roberto Strano, Letizia Battaglia, Palermo 1° dicembre 2018 © Roberto Strano
  2. Letizia Battaglia, Lunedì di Pasquetta a Piano Battaglia, 1974 © Letizia Battaglia
  3. Letizia Battaglia, Domenica di Pasqua, Festeggiamenti per incitare l’uscita della statua di San Michele patrono di Caltabellotta, 1984 © Letizia Battaglia
  4. Letizia Battaglia, Vicino la Chiesa di Santa Chiara. Il gioco dei killer, 1982, Palermo © Letizia Battaglia / Letizia Battaglia, Il magistrato Roberto Scarpinato in aula presso il Tribunale di Palermo durante un’udienza come Pubblico Ministero al processo contro l’ex- primo ministro Giulio Andreotti, seduto sullo sfondo. L’ on. Giulio Andreotti sette volte Primo Ministro fu, poi, assolto per prescrizione di reato © Letizia Battaglia
  5. Letizia Battaglia, Il Tempio di Segesta, 1986 © Letizia Battaglia / Letizia Battaglia, Pier Paolo Pasolini al Circolo Turati, durante il dibattito ” Libertà d’espressione tra repressione e pornografia”, dedicato alla censura e alle vicende processuali del film “I Racconti di Canterbury” 1972, Milano © Letizia Battaglia
  6. Letizia Battaglia, La bambina con il pallone, Quartiere La Cala, 1980, Palermo © Letizia Battaglia / Letizia Battaglia, Palermo Pride, 2018 © Letizia Battaglia
  7. Letizia Battaglia, Donna che fuma, Catania, 1984 © Letizia Battaglia
  8. Marilù Balsamo, Letizia Battaglia, 14 marzo 2018 © Marilù Balsamo

IN COPERTINA
Letizia Battaglia, Lunedì di Pasquetta a Piano Battaglia, 1974
© Letizia Battaglia
[particolare]

La mostra è temporaneamente chiusa
in base alle norme del D.P.C.M del 3 novembre 2020.
Pertanto, allo stato attuale, riaprirà il prossimo 4 dicembre.
La presente pagina sarà aggiornata con eventuali proroghe.

Dove e quando

Evento: Letizia Battaglia. Storie di strada
  • Date : 25 July, 2020 – 15 January, 2021
  • Sito web