A Siena, al Santa Maria della Scala, prosegue fino al 30 marzo 2025 il percorso in nove sezioni che, con centoventi opere di due collezioni, racconta mezzo secolo di arte contemporanea e, con la curatela del prof. Luca Quattrocchi, traccia un’inedita “costellazione” dalla Grande Guerra i primi anni Sessanta: da “Novecento” al Déco, dagli “Italiens de Paris” all’arte di propaganda fascista, dalla Scuola Romana al realismo, all’astrattismo e all’informale. Un invito a riflettere su come i movimenti e le connessioni tra le opere d’arte del Novecento continuino a modellare il nostro immaginario contemporaneo.

Roberto Di Pietra, Rettore dell’Università degli Studi di Siena, ha spiegato che “la scelta di chiamare la mostra Costellazioni può ispirarsi al lavoro capillare e puntiglioso condotto dal curatore della stessa, Luca Quattrocchi, e dai numerosi giovani studiosi che hanno collaborato. Mi sembra evidente, infatti, che il compito svolto è stato anche quello di ricostruire il disegno di un’opera, la sua origine, le sue caratteristiche e quindi del complesso di opere che fanno parte della mostra e che ricostruiscono una parte dell’arte italiana tra il 1915 e il 1960”.

Come per la mostra Arte senese nelle collezioni MPS del 2022, lo studio delle opere è stato affidato da un docente dell’Università a giovani dottori e dottorandi dell’Ateneo senese e ha prodotto anche il pregevole catalogo edito da Sillabe, che vanta un comitato scientifico composto, oltre al curatore, da: Laura Bonelli, Axel Hémery e Chiara Valdambrini.

Inoltre, nel presentare alcuni capolavori della Collezione Brandi, contribuisce a capirne sia la specificità che il carattere universale, operazione che accompagna la rinascita progressiva della Villa Brandi sempre più aperta al pubblico.

Dai caveau della Banca Monte dei Paschi di Siena e dalla pregiata raccolta di Cesare Brandi, sono arrivate opere di artisti come Carrà, Guttuso, Sironi, Donghi, De Pisis, Burri, Severini, Campigli, Morandi, Rosai, Viani, Levi, Mafai, Manzù, Marini, Afro, Scialoja, Turcato.

Infatti, di questo mezzo secolo, le due raccolte conservano autentici capolavori e, molti, vengono presentati al grande pubblico distillando esperienze artistiche italiane del secolo breve e, insieme ai grandi nomi, in un aperto e sorprendente dialogo, trova spazio anche una selezionata rosa di artisti senesi e toscani.

Il Curatore, precisa: “Nell’allestimento di Costellazioni si è quindi privilegiata un’ottica orizzontale nell’accostare la produzione locale e le opere di artisti riconosciuti a livello nazionale, non in una acritica paratassi, ma nella convinzione che la produzione artistica di un periodo storico non è comprensibile (e quindi correttamente valutabile) attraverso il solo studio delle eccellenze e delle emergenze, ma attraverso le connessioni che tali emergenze intrattengono con le altre figure, secondarie o persino minori.

La mostra Costellazioni propone una mappa che si dispiega su mezzo secolo d’arte italiana in cui le stelle di maggiore luminosità, da riconoscere sia nei principali centri di produzione sia negli artisti più insigni, sono viste come parte, appunto, di più vaste e complesse costellazioni”.

Dettagli

Le nove sezioni del percorso

  • Prima sezione
    Intorno alla Grande Guerra
    riunisce opere degli anni Dieci a opere di poco successive e commemorano la Prima Guerra e le sue conseguenze. Spicca il monumentale dipinto di Paride Pascucci  (Manciano, 30 settembre 1866 – Manciano, 1º luglio 1954) Il ritorno dell’eroe, del 1926 che, esposto alla Casa del Fascio di Siena e subito acquistato dal Monte dei Paschi, come specifica il curatore “da un lato chiude la stagione del naturalismo di stampo ottocentesco, e dall’altro testimonia la crescente pervasività del fascismo nelle istituzioni”.
  • Seconda sezione
    Anni Venti: ritorni all’ordine tra Novecento e Déco
    focalizza sul recupero della tradizione che, incoraggiato dal regime – declinato secondo il “Novecento” – promosso da Margherita Sarfatti secondo le atmosfere del “realismo magico” di ascendenza metafisica, evidenzia anche un classicismo aggiornato da sintetismi di gusto Déco.
  • Terza sezione
    Italiens de Paris
    è dedicata all’eterogeneo gruppo dove, Tozzi, Severini, De Pisis, interpretano come sottolinea il Curatore “ciascuno a suo modo la volontà di coniugare italianità e cosmopolitismo in mitologie contemporanee, riscuotendo grande attenzione critica nella capitale francese tra fine anni Venti e anni Trenta”.
  • Quarta sezione
    Gli anni Trenta e primi Quaranta: tra accademie e arcaismi
    propone una esemplificazione delle posizioni nell’Italia fascista, da quelle più aderenti al ‘novecentismo’ ufficiale, con anche declinazioni neosecentesche, alla più originale linea arcaicizzante, sollecitata dagli esempi dell’arte etrusca, egizia, romanica.
  • Quinta sezione
    l’
    Arte per il regime
    propone opere di aperta celebrazione della dittatura fascista, tra propaganda e mitizzazione del Duce e delle sue ‘conquiste’, dalle città di nuova fondazione alle guerre coloniali e fino alla proclamazione dell’Impero.
  • Sesta sezione
    Il paesaggio negli anni Trenta e Quaranta tra rappresentazione e metafora
    dove a una più tradizionale e fedele raffigurazione di matrice ottocentesca, che tuttavia si accende in alcune vedute di accenti quasi visionari, si affiancano paesaggi-stati d’animo di straniante estrazione mentale, fino al casto e intenso lirismo di quelli di Morandi.
  • Settima sezione
    La linea espressiva tra anni Trenta e Quaranta
    dall’antinovecentismo alle sue prosecuzioni nell’immediato dopoguerra: in apertura uno degli ultimi capolavori di Lorenzo Viani (Viareggio, 1º novembre 1882 – Lido di Ostia, 2 novembre 1936) Le Apuane, 1933 circa, cui si affianca un raro esempio surrealista e un nutrito gruppo di opere riconducibili alla Scuola Romana e alla sua figurazione, più o meno espressionisticamente accentuata e insorgente (Levi, Guttuso, Afro, Fazzini, Scialoja, Sadun, Mafai).
  • Ottava sezione
    Figurazioni e realismi del dopoguerra
    in continuità con la la sezione precedente, si apre con le Macerie espressioniste di Silvano Bozzolini (Fiesole, 3 novembre 1911 – Poggibonsi, 11 febbraio 1998.) per documentare poi la persistenza nell’Italia liberata del dato oggettivo variamente declinato, la tendenza neorealista e, a fine anni Cinquanta, il realismo esistenziale di Guttuso e Vespignani.
  • Nona sezione
    Dissoluzione e autonomia della forma: verso l’astrazione
    segue il percorso di alcuni autori già presenti in precedenti sezioni verso approdi astratti e informali, cui si aggiungono Burri e Leoncillo, per concludersi con il trionfo della materia-colore in Sadun e Turcato all’inizio degli anni Sessanta.

La mostra è promossa dal Comune di Siena, Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala, Musei Nazionali di Siena e Università di Siena. E’ stata prodotta dalla Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala e da Opera Laboratori con l’organizzazione di Vernice Progetti Culturali.

Didascalia immagini

alcuni scatti dell’allestimento
courtesy Ufficio stampa Opera Laboratori

 

Orario visite

lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì: 10:00 – 17:00
(martedì: chiuso)
sabato, domenica e festivi: 10;00 – 19:00

dal 23 dicembre al 6 gennaio: tutti i giorni ore 10:00 – 19:00

(dal 21 al 28 gennaio 2025: chiuso)

Dove e quando

Evento: Costellazioni. Arte italiana 1915-1960 dalle Collezioni Monte dei Paschi di Siena e Cesare Brandi

Indirizzo: Santa Maria della Scala - VI livello Palazzo Squarcialupi - Piazza Duomo, 1 - Siena
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Fino al: 30 Marzo, 2025