Anche quest’anno il Comune di Milano dedica una mostra ad un’importante collezione internazionale, quella del Guggenheim di New York. Il celebre museo statunitense ha infatti mandato per la prima volta in tour in Europa le opere della donazione Thannauser, scegliendo come tappa italiana il capoluogo meneghino “a conferma”, sottolinea il sindaco Sala, “del ruolo ormai primario della città nel quadro del sistema espositivo internazionale.”

Nato dalla brillante iniziativa privata di Solomon Guggenheim, esponente di spicco di quel gruppo di collezionisti americani che coltivarono, tra la fine del XIX secolo e la metà del Novecento, una forma di mecenatismo d’arte estremamente colta, il museo fu poi racchiuso nel meraviglioso scrigno ideato da Wright. Inoltre, se inizialmente la collezione era composta prevalentemente da opere d’arte astratta e non oggettiva frutto di acquisti avvenuti negli anni Trenta e Quaranta, fu grazie alla donazione dei Thannauser che il Guggenheim poté ampliare enormemente l’arco temporale rappresentato, includendo opere impressioniste e post impressioniste, arricchendo inoltre anche la presenza di Picasso.

Queste opere rappresentano certamente pezzi da novanta di alcuni tra gli artisti più celebri e celebrati della storia, ma non meno interessanti sono le vicende della famiglia che generò la collezione, mercanti d’arte tedeschi che ebbero in Heinrich Thannauser il proprio capostipite. Tutto iniziò a Monaco quando nel 1905 Heinrich, inaugurando la Moderne Galerie all’Arco-Palais, dichiarò che il suo spazio espositivo si sarebbe concentrato su “tutto ciò che è nuovo, potente, diverso e moderno nella migliore accezione”.
Con lui arrivò ben presto il figlio Justin, che già all’età di diciassette anni era una presenza fissa nella galleria di famiglia, prima di intraprendere la propria formazione in giro per l’Europa e poi tornare pronto a raccogliere il testimone paterno. Avverrà su sua iniziativa, infatti, l’apertura di altre gallerie anche a Lucerna e Berlino.

Mano a mano che le gallerie crescevano d’importanza, anche le collezioni di famiglia andavano arricchendosi di capolavori “non in vendita”. Inizialmente fu l’arte francese del tardo Ottocento ad avere un ruolo dominante tra le opere commerciate. Degas e le sue ballerine furono particolarmente amate dai Thannauser, ma anche Gauguin che nel 1928 fu il protagonista di un’importante mostra nella sede berlinese, e Vincent Van Gogh al quale già nel 1908 avevano dedicato la sua più importante retrospettiva tedesca.
Nel 1911 la galleria, aggiornata sulle ultimissime novità, presentò poi la prima esposizione del gruppo Der Blaue Reiter (Il cavaliere azzurro) del quale Kandinskj divenne il più importante esponente, mentre il 1913 fu la volta di un altro innovatore sconvolgente, Picasso. Fu con lui che Justin strinse un’amicizia solida e duratura che continuò fino alla morte dell’artista. Intimo amico, in occasione delle nozze di Thannauser, Picasso donò alla coppia uno dei dipinti più emozionanti esposti in mostra per l’intensità della vicenda che racconta, Aragosta e gatto.

Cambiarono presto i tempi, e i Thannauser passarono velocemente dall’essere una famiglia di mercanti d’arte apprezzati in tutta Europa, ad una famiglia di ebrei tedeschi, calpestati e derubati di molte proprietà con l’imperversare della furia antisemita. Iniziò quindi un triste peregrinare per l’Europa in cerca di asilo fino quando da Lisbona, era il 1940, la famiglia salpò per New York con la speranza di trovare la salvezza. In realtà il destino fu molto più duro, nel 1944 il primo figlio di Justin venne ucciso in guerra, proprio in Italia; nel 1952 il secondo figlio morì suicida e nel 1960 venne a mancare anche l’amata moglie.

A New York la famiglia aveva acquistato un’elegante dimora nel cuore di Manhattan a pochi passi da Central Park e dalla Cinquantasettesima strada, vicinissimo a quella che sino a pochi anni prima era stata la sontuosa dimora di Henry Clay Frick, e dove sono tutt’ora raccolti inestimabili tesori d’arte. Casa Thannauser entrò ben presto nel circolo dei salotti più esclusivi della città frequentata da intellettuali, artisti, musicisti, fotografi, ma la famiglia non aprì nessuna galleria, e Justin continuò a lavorare privatamente come mercante e consulente per musei e collezionisti statunitensi.

Le opere oggi in mostra a Milano rappresentano quindi una selezione di questi capolavori tanto voluti e amati dai Thannauser, e oltre a raccontarci una storia familiare tutta eccezionale, ci permettono di ammirare circa cinquanta opere di diversi esponenti come: Renoir con le sue eleganti figure femminili, Braque e le nature morte, i paesaggi di Cezanne, la Tahiti di Gauguin, tre sculture di Degas, le vedute veneziane di Monet, e ancora Davanti allo specchio di Manet, tre paesaggi di Van Gogh e ben tredici tele di Picasso.
Altre opere come I giocatori di football di Rousseau, Kandinskij, Klee, Matisse sono poi state scelte dalla fondazione Guggenheim per arricchire ulteriormente l’esposizione e dare uno spaccato più ampio delle collezioni del museo.
Concludiamo ricordando le parole pronunciate nel 1965 da Justin Thannauser quando decise di donare al Guggenheim la sua collezione: “Dopo aver vissuto per cinquecento anni in Germania la mia famiglia è ora estinta. Per questo desidero donare la mia collezione… l’opera di tutta la mia vita trova infine il suo significato.”

Didascalie immagini

  1. Paul Gauguin, 
    Haere Mai, 1891,
    olio su iuta, 72,4 x 91,4 cm, 
    Solomon R. Guggenheim Museum, New York 
    Thannhauser Collection, Donazione Justin K. Thannhauser
    78.2514.16 
    © Solomon R. Guggenheim Foundation, New York (SRGF)
  2. Édouard Manet, 
    Davanti allo specchio (Devant la glace), 1876,
    olio su tela, 92,1 x 71,4 cm, 
    Solomon R. Guggenheim Museum, New York, Thannhauser Collection,
    Donazione Justin K. Thannhauser 
    78.2514.27 
    © Solomon R. Guggenheim Foundation, New York (SRGF)
  3. Edgar Degas, 
    Danza spagnola (Danse espagnole),
    ca. 1896-1911 (fusione postuma c. 1919-26),
    bronzo, 40,3 x 16,5 x 17,8 cm, 
    Solomon R. Guggenheim Museum, New York, Thannhauser Collection,
    Donazione Justin K. Thannhauser 78.2514.9 
    © Solomon R. Guggenheim Foundation, New York (SRGF)
  4. Pablo Picasso, 
    Aragosta e gatto (Le homard et le chat),
    Mougins, 11 gennaio 1965,
    olio e smalto (est.) su tela, 73 × 92,1 cm, 
    Solomon R. Guggenheim Museum, New York Thannhauser Collection,
    Lascito Hilde Thannhauser 91.3916 
    © Succession Picasso, by SIAE 2019   
  5. Claude Monet, 
    Palazzo Ducale visto da San Giorgio Maggiore (Le Palais Ducal vu de Saint-Georges Majeur), 1908,
    olio su tela, 65 x 100,5 cm, 
    Solomon R. Guggenheim Museum, New York, Thannhauser Collection,
    Lascito Hilde Thannhauser 91.3910 
    © Solomon R. Guggenheim Foundation, New York (SRGF)
  6. Henri Rousseau, 
    I giocatori di football (Les joueurs de football), 1908,
    olio su tela, 100,3 x 80,3 cm, 
    Solomon R. Guggenheim Museum, New York 60.1583 
    © Solomon R. Guggenheim Foundation, New York (SRGF)

IN COPERTINA
Pablo Picasso,
Le moulin de la Galette
Parigi, ca. novembre 1900,
olio su tela, 88,2 x 115,5 cm
Solomon R. Guggenheim Museum, New York
Thannhauser Collection, Donazione Justin K. Thannhauser
78.2514.34
© Succession Picasso, by SIAE 2019
[particolare]

Dove e quando

Evento: Guggenheim. La collezione Thannauser. Da Van Gogh a Picasso