Ci sono sempre buone ragioni per partire alla volta della Riviera dei Fiori e. fino al 31 luglio, si è sommata anche la mostra “Claude Monet, ritorno in Riviera” la rivisitazione di un’avventura artistica. Balzato alle cronache la scorsa settimana per il nuovo record pagato per una sua opera – Covoni – battuta da Sotheby’s all’incredibile cifra di 110.747.000 dollari, il pittore parigino fu protagonista – insieme a un territorio che in quel tempo trova la sua vocazione, passando dalla periferia di una regione povera, la Liguria dell’Ottocento, a un luogo ambito – del turismo e della cultura internazionale.
Il progetto espositivo prende avvio da due lettere scritte dallo stesso Monet, prima e dopo il suo viaggio in Riviera nel 1884.
Parigi 17 gennaio 1884
Mio caro signor Durand,
(…) Parto pieno di ardore, ho l’impressione che farò cose meravigliose. Con tutta la mia devozione

Bordighera, 25 marzo 1884
(…) Non so se ciò che ho fatto è buono, non so più nulla, ho lavorato tanto, fatto tanti sforzi, che ne sono abbrutito. Se ne avessi la possibilità, vorrei cancellare tutto e ricominciare, perché bisogna vivere per un certo tempo in un paese per dipingerlo, bisogna averci lavorato con pena per arrivare a renderlo in modo sicuro; ma potremo mai essere soddisfatti di fronte alla Natura e soprattutto qui… Circondato da questa luce abbagliante, trovo la mia tavolozza ben modesta; l’Arte vorrebbe tonnellate d’oro e di diamanti. Infine, ho fatto ciò che ho potuto. Forse, una volta rientrato a casa, mi ricorderà un po’ ciò che ho visto”.

Due lettere, una alla partenza, colma di speranze ed entusiasmo, una al momento del ritorno, piena dei dubbi e insoddisfazione. L’artista guarda al lavoro svolto e sente di non essere stato all’altezza della natura trovata da Bordighera a Dolceacqua, passando per le vallate e i sentieri, inseguendo la “luce” del Mediterraneo. Oggi, invece, sappiamo come il periodo passato a Bordighera, dalla metà di gennaio all’inizio aprile del 1884, oltre a essere stato particolarmente fecondo – produsse in tutto una quarantina di opere – gli permise di recuperare un entusiasmo che i dispiaceri vissuti negli anni precedenti sembravano avere cancellato. Pertanto, si può propriamente considerare una “fase Bordighera”, nel suo lungo itinerario artistico.

È per questo motivo che, dopo 135 anni,  tornano a Bordighera e Dolceacqua tre dei dipinti di quella produzione, a testimonianza del percorso del padre degli impressionisti (il cui nome deriva proprio da una sua tela – Impression, soleil levant – presentata alla prima mostra del movimento a Parigi, nel 1874), un “paese fiabesco” come lo descrisse in una delle sue numerose lettere. In questo paese, Monet non si dà pace: “Io faccio un mestiere da cani e non risparmio i miei passi; salgo, poi ridiscendo e risalgo ancora. Tra uno studio e l’altro, come riposo, esploro ogni sentiero, sempre curioso di vedere cose nuove, così quando arriva sera, ne ho abbastanza” e i suoi dipinti sono studi, realizzati en plein air, secondo la tecnica messa a punto negli anni precedenti. Di solito il pittore non realizza una sola opera, ma ne inizia diverse contemporaneamente, portandole avanti insieme, un poco per volta, lavorando sulla luce.

Il curatore Aldo Herlaut, spiega: «Progettare la mostra di Claude Monet a Bordighera e Dolceacqua è stato un vero onore e ringrazio le Amministrazioni che mi hanno coinvolto in questa avventura, in modo davvero appassionato. Reputo che sia un evento unico e irripetibile. Monet nel 1884 è venuto in Riviera ed ha scoperto la luce. Ha colto di questa regione gli aspetti più affascinanti e certamente amati dagli impressionisti: la vegetazione, il mare e appunto la luce. Fu un viaggio iniziatico, per Monet, di un uomo alla ricerca di sé attraverso la sua arte. Egli poté finalmente dipingere “en plein air”, un esercizio che proprio Monet portò al culmine. Insieme a tre straordinarie tele di Monet, la mostra offre ai visitatori la visione di una collezione magnifica di pittori e paesaggisti vissuti a Bordighera alla fine del 1880-1890, sia italiani che stranieri, insieme ad una mostra di fotografie storiche che mostrano come anche i fotografi si appassionarono di questi luoghi straordinari della Liguria. La mostra permette a cittadini e visitatori di riprendere contatto con una storia bellissima, da raccontare ancora. Un tuffo nell’Ottocento in due luoghi, Bordighera e Dolceacqua, ancora di grande fascino. Visitare questa mostra sarà per tutti la scoperta assoluta di quella meraviglia che colpì così tanto Monet da regalarci ben 38 tele. Avrete l’opportunità straordinaria di vedere da vicino tre di questi dipinti. Sono certo sarà un’emozione che resterà nella memoria. Molte sarebbero le persone da ringraziare, ma vorrei sottolineare l’importanza dell’apporto di alcune personalità. I curatori in primis: Silvia Alborno, Gisella Merello, Marco Farotto, Marco Cassini, Giorgio Caudano e Franck Vigliani, ma anche gli amici collezionisti privati

Da Bordighera, Monet, in una ventosa giornata di febbraio, sale a Dolceacqua, già oggetto di una gita la domenica precedente. L’artista è colpito dal fatto che “non si sentiva il vento grazie al riparo delle montagne”, e qui lavora a due opere contemporaneamente. “Il ponte è adorabile ed ero tranquillo e al caldo come in agosto, andrò dunque là finché durerà il vento, in modo da non perdere tempo e non tormentarmi”. Nella stessa sera, Monet riceverà la visita di due pittori inglesi che risiedevano nella stessa Pension Anglaise. Claude è molto circospetto: “desideravano vedere ciò che ho fatto oggi in una seduta, tanto più che avevano visto il posto con me domenica. Non riescono a capacitarsi del fatto che sia riuscito a fare quei due motivi in un pomeriggio”.

Il viaggio di Monet è parte di un processo più grande, quello della scoperta della Riviera dei Fiori. A seguito dell’apertura della ferrovia Genova-Ventimiglia, avvenuta nel 1871, e Marsiglia-Ventimiglia, nel 1872, viene riconosciuta dalle élite europee come un’Arcadia nella quale, in particolare, svernare. Non è un caso che il viaggio di Monet si svolea proprio nel periodo prediletto per le vacanze in Riviera, tra gennaio ed aprile, quando nel resto del continente il freddo, la neve, la pioggia e la nebbia rendono l’inverno ostile. Bordighera e il suo territorio, in quei mesi, si popolano di un turismo variopinto e cosmopolita: sono tedeschi e inglesi soprattutto, perché scriverà lo stesso Monet, “i francesi non passano mai la frontiera”: tranne qualche eccezione, come l’architetto Garnier, il progettista dell’Opéra di Parigi, esponente di una cultura ufficiale da cui Monet si sente molto più che distante, anzi, opposto e che proprio a Bordighera ha una villa. Anche l’aristocrazia italiana è presente e ai massimi livelli: proprio nella cittadina arriva, a partire dal 1879, la Regina Margherita, sconvolta per l’attentato contro Umberto avvenuto a Napoli l’anno precedente. Da allora, quasi tutti gli anni, Margherita passerà i mesi i mesi dall’autunno alla primavera a Bordighera. Prima come ospite in Villa Bishoffsheim, poi come proprietaria, trasformandola in Villa Etelinda, progettata proprio da Charles Garnier.

Claude Monet, insomma, incrocia un territorio particolare per la sua natura straordinaria e, nello stesso tempo, percorso e abitato dai personaggi della cultura europea del tempo, come Clarence Bicknell, Rafael Bischoffsheim, Frederic Von Kleudgen. Rappresenta anche una meta desiderata: la Regina Vittoria, proveniente da Mentone, visitò Bordighera nel 1882, arrivando sino a Capo Sant’Ampelio e decise di passarvi una vacanza negli anni successivi (tutto fu organizzato per l’inverno del 1901, ma la guerra anglo-boera costrinse la sovrana a rinunciare al suo soggiorno).

Provengono dal Musée Marmottan Monet due dei tre dipinti in esposizione, “Le Château de Dolceacqua” e “Vallée de Sasso, effet de soleil”. Il terzo dipinto, “Monte Carlo vu de Roquebrune”, proviene dalla Collezione Privata di S.A.S. il Principe Alberto II di Monaco. Il primo è esposto a Villa Regina Margherita di Bordighera che, per l’occasione, è stata  riaperta al pubblico con un percorso dedicato di grande suggestione, mentre gli altri due fanno parte del progetto espositivo al Castello Doria di Dolceacqua. In entrambi i luoghi viene proposto un percorso espositivo multimediale che illustra l’esperienza dell’artista con la possibilità di approfondire la genesi delle opere in mostra attraverso il patrimonio epistolare di prima mano costituito dalle sue lettere ai famigliari, in particolare alla sua compagna Alice, e ai suoi corrispondenti abituali, come il mercante d’arte Paul Durand-Ruel. Sono altresì presentate la vita e l’immagine dei due siti di Bordighera e di Dolceacqua, attraverso i dipinti della Collezione Civica di Bordighera e preziose immagini fotografiche del tempo.

Didascalie immagini

  • Claude Monet in 1901 in the Giverny.
    Photograph by Gaspard Felix Nadar
  • Claude Monet, Le Château de Dolceacqua, 1884 – Paris, Musée Marmottan Monet. Legs de Michel Monet, 1966 © Musée Marmottan Monet, Paris / Bridgeman Images
    (sede espositiva durante la mostra
    Dolceacqua, Castello Doria)
  • Claude Monet, Vallée de Sasso, effet de soleil”, 1884 – Paris, Musée Marmottan Monet. Legs de Michel Monet, 1966 © Musée Marmottan Monet, Paris / Bridgeman Images
    (sede espositiva durante la mostra
    Bordighera, Villa Regina Margherita)
  • Claude Monet, Monte Carlo vu de Roquebrun, 1894,  © collezione privata del Principe Alberto II di Monaco, courtesy Sua Altezza Serenissima Principe Alberto II di Monaco
    (sede espositiva durante la mostra
    Dolceacqua, Castello Doria) 
  • una veduta attuale del Castello Doria a Dolceacqua
  • archivio storico di Bordighera, una veduta del 1866 (anonimo)
  • archivio storico di Dolceacqua, veduta (Ezio Benigni)

in copertina un particolare di:
Claude Monet, Le Château de Dolceacqua, 1884 – Paris, Musée Marmottan Monet. Legs de Michel Monet, 1966 © Musée Marmottan Monet, Paris / Bridgeman Images

PERCORSO DI VISITA DELLA MOSTRA

Villa Regina Margherita è stata la residenza privata della regina Margherita di Savoia, la Villa nacque da un progetto dell’architetto Luigi Broggi (uno dei più promettenti allievi della scuola del Boito) all’interno di un parco secolare. Costruita per volere della Regina madre nel 1914, all’interno del vasto parco della proprietà legata a Villa Etelinda. Fu realizzata in puro stile neoclassico e venne inaugurata nel febbraio 1916, diventando la residenza ufficiale dei soggiorni della Regina a Bordighera durante la stagione fredda.
Il tema predominante della mostra di Monet a Villa Regina Margherita è Bordighera: la sua luce, i suoi colori e il suo paesaggio. L’esposizione testimonia una straordinaria pagina di storia della città rappresentando l’epoca in cui aveva raggiunto il meglio di se stessa, il massimo splendore, il momento in cui divenne “il giardino d’Europa”.
Vi è esposto “Vallée de Sasso, effet de soleil” in prestito dal Musée Marmottan Monet. Accanto alla tela, il percorso di visita espone i dipinti della Collezione Civica di Bordighera, realizzati da fine Ottocento ai primi decenni del Novecento così da rendere fruibili al visitatore opere patrimonio della collettività, ma abitualmente conservate in luoghi poco accessibili al pubblico e tele prestate da alcuni collezionisti privati. Il corpus è altresì testimonianza storico-estetica con vedute del tempo, dipinte da grandi maestri, in parte salvaguardate ancora oggi. Tra questi: Pompeo Mariani, Ferdinando Piana, Hermann Nestel, Friedrich von Klugden, Karl Lorenz Rettich. Si trovano angoli che sono rimasti quasi intatti, come la valle del Sasso con il sentiero del Beodo, che tanto incantò Claude Monet e Charles Garnier.

Nel borgo medievale di Dolceacqua il Castello Doria è una fortificazione del Quindicesimo secolo con una vista mozzafiato sull’abitato e sul “Ponte Vecchio”. Il Castello è stato recentemente riqualificato, consentendo al visitatore di immergersi all’interno di una struttura dal sapore antico, con una storia bellissima. Ha colpito nei secoli numerosi acquarellisti, pittori e fotografi, con una bellezza che non è sfuggita a Claude Monet. Sono esposti “Le Château de Dolceacqua”, in prestito dal Musée Marmottan Monet, e “Monte Carlo vu de Roquebrune” proviene dalla Collezione Privata del Principe Alberto II di Monaco.

All’interno del percorso di visita la vita e l’immagine dei due siti di Bordighera e di Dolceacqua sono presentate attraverso le preziose immagini fotografiche del tempo. La sezione della fotografia storica, voluta dal curatore Aldo Herlaut, ha lo scopo di offrire ai visitatori, siano essi locali o siano ospiti, una visione del territorio dell’estremo ponente ligure come si presentava allo sguardo dell’artista durante il suo soggiorno a Bordighera nel 1884.

In entrambe le sedi sono allestite le “camere oscure” dove vengono proiettate una serie suggestiva di fotografie realizzate dai grandi fotografi del tempo e professionisti locali, meno conosciuti, ma altrettanto valenti. L’intento dei curatori scientifici della sezione fotografica è quello di riuscire a ricreare atmosfere e suggestioni e riportare il visitatore nella Bordighera e nella Dolceacqua del 1884 con l’unica macchina del tempo tuttora esistente che è la fotografia.

I visitatori potranno ammirare anche alcuni abiti dell’epoca provenienti dal Museo privato Daphne della Moda e del Profumo di Sanremo. Mai, come nell’Ottocento, la moda si è rivelata una fonte di ispirazione molto ricca per gli artisti. È indubbio che gli abiti di quel periodo siano stati importanti per pittori come Monet, Manet, Renoir e gli altri impressionisti. La Riviera diventa la meta turistica prediletta dall’aristocrazia europea. Le nuove passeggiate, i giardini, le ville e i lussuosi grandi alberghi divengono luoghi di confronto e sfoggio delle “mise” alla moda delle nobildonne di tutt’Europa, che sfoggiano con orgoglio gli abiti alla moda quale simbolo di appartenenza ad una classe sociale.

 

Sedi mostra:

Villa Regina Margherita, Bordighera – Via Romana, 34
Castello Doria, Dolceacqua – Via Castello

Orari di apertura: tutti i giorni
fino al 14 giugno dalle 10.30 alle 18
dal 15 giugno dalle 10.30 alle 19.30
la biglietteria chiude 30 minuti prima 

Dove e quando

  • Fino al: – 31 July, 2019