A Torino, al Museo Accorsi-Ometto è stata prorogata fino a domenica 12 febbraio 2017 l’esposizione dedicata alla scuola di Rivara infatti, sono oltre quindicimila, le persone che l’hanno visitata, affluenza superiore del venti per cento rispetto alle medie degli anni passati. Grande interesse, quindi, per Carlo Pittara e i pittori di Rivara che esplora il percorso di quegli artisti  che, a vario titolo e in tempi anche diversi, frequentarono il “cenacolo” di Rivara, animato dalla figura del pittore torinese e considerato, di fatto, il fondatore.
Carlo pittara confidenze 1882
Ogni estate a Rivara, dal 1862 al 1880, erano soliti riunirsi un gruppo di paesaggisti e, seppur di formazione diversa, erano accomunati dalla ricerca di un nuovo linguaggio attraverso le ricerche en plein air. I visitatori posson scoprire, o approfondire, un momento magico dell’Ottocento pedemontano.
volto all’individuazione di un sensibile realismo nella rappresentazione. Artisti che, confrontandosi e unendo le sinergie, influenzeranno la declinazione del realismo e rivoluzionando, in senso moderno, il gusto del pubblico.
Alfredo d andrade rivara
Curata da Giuseppe Luigi Marini, la mostra presenta dodici artisti e si compone di una settantina di opere provenienti da collezioni private italiane, selezionate secondo un elevato criterio qualitativo e storico dove, i pittori presentati, provenienti da diverse regioni italiane e non solo, sottolineano l’importanza di quella stagione culturale.
Serafin de avendano lungo la bormida
Accanto ai piemontesi Carlo Pittara, Vittorio Avondo, Ernesto Bertea, Federico Pastoris (a cui si aggiungeranno più tardi i torinesi Giovanni Battista Carpanetto, Adolfo Dalbesio e Francesco Romero, di Moncalvo) sono presenti artisti liguri (Ernesto Rayper e Alberto Issel) o “naturalizzati” come tali (gli iberici D’Andrade e De Avendaño), nonché il fiorentino Antenore Soldi, ma giunto a Torino in tenera età.
Soldi sulgreto della stura
Un sensibile realismo nella rappresentazione del paesaggio agreste, con accenti diversi, ma improntati dalla comune attenzione prima al paesismo ancora intriso di romanticismo dello svizzero Alexandre Calame (che quasi tutti conobbero inizialmente a Ginevra), presto attratti dai pittori di Barbizon in Francia, dalle novità di Corot e dal linguaggio fontanesiano attraverso contatti diretti, poi rinnovati negli anni di Rivara, con il maestro reggiano a Volpiano, tramite anche le esortazioni del ligure Tammar Luxoro.
Ernesto Bertea, Pascolo d’inverno, mezzodì di Francia Olio su tela, 82 x 155 cm. Galleria Il Portico, Pinerolo
Il confronto tra i pittori iberici e quelli liguri iniziò dapprima negli incontri a Carcare, nel Savonese, poi, sopratutto d’estate o in autunno, a Rivara, dove il lavoro gomito a gomito ebbe momenti catalizzanti, specie dopo l’inserimento nel gruppo di Rayper, su esortazione di D’Andrade.
La scelta di confrontarsi con il paesaggio di Rivara avvenne non solo per quella dolce amenità agreste, ma perché tutti potevano godere della generosa ospitalità del banchiere Carlo Ogliani, cognato di Pittara, rivarese d’origine e proprietario di un’accogliente villa, poi anche del vasto castello acquistato all’inizio degli anni Settanta.
Ernesto Rayper, Primavera Olio su tavola, 52x38 cm. Collezione privata, Courtesy Enrico Gallerie d'Arte, Milano
Gli abituali incontri, che connotò la rivoluzione “realista” di quei compagni di cavalletto, ebbe il proprio momento di maggiore vitalità intorno al 1870 fino alla precoce morte di Rayper nel 1873. A fine deccennio gli abbandoni furono tanti, tra cui quello parziale dello stesso Pittara (sarà a Roma nel 1877 e a Parigi dopo il 1880 anche se di ritorno a Rivara ogni anno per qualche mese). Avondo, D’Andrade, Pastoris e Bertea, variamente e progressivamente attratti dal restauro e dallo studio dei monumenti del Medioevo pedemontano fino a Carpanetto e Dalbesio, inclini altresì, come lo stesso Pittara, alle fascinazioni parigine della sintassi pittorica di De Nittis e Boldini.
Carlo Pittara,  Ai Champs Elysee, 1884 Olio su tavola, 25,2x19 cm. Collezione privata
Valorizzata idal poeta Giovanni Camerana, poi dai critici Emilio Zanzi, Marziano Bernardi e Roberto Longhi, l’importanza ‘Scuola di Rivara’ era già stata riconosciuta da Telemaco Signorini che, tuttavia, dimenticò Pittara per sottolineare il ruolo innovatore di Ernesto Rayper, indubbiamente la figura più dotata del gruppo. A questa “epopea” tardo-ottocentesca, che seppe definitivamente accantonare la ridondanza della pittura di storia e i ritardi di gusto dell’insegnamento accademico con un’espressione gioviale e sincera della realtà, la “verde” Rivara ha legato per sempre il proprio nome: luogo di una pacifica, osteggiata a lungo ma definitiva “rivoluzione” che ha segnato l’attualità della pittura piemontese, ligure e, in parte, attraverso Gignous, lombarda del maturo Ottocento.

Dettagli

Alfredo D’Andrade, Rivara Olio su carta riportata su tela, 30×40 cm. Collezione privata, courtesy Galleria Arte Casa, Genova (particolare) Carlo Pittara, Confidenze, 1882 Olio su tavola, 65×47 cm. Collezione privata Alfredo D’Andrade, Rivara Olio su carta riportata su tela, 30×40 cm. Collezione privata, courtesy Galleria Arte Casa, Genova Serafin De Avendaño, Lungo la Bormida Olio su tela, 52,5×105 cm. Collezione privata, Courtesy Enrico Gallerie d’Arte, Milano Antenore Soldi, Sul greto della Stura Olio su tela, 80×51 cm. Baroncelli 98 srl, Torino Ernesto Bertea, Pascolo d’inverno, mezzodì di Francia Olio su tela, 82 x 155 cm. Galleria Il Portico, Pinerolo Ernesto Rayper, Primavera Olio su tavola, 52×38 cm. Collezione privata, Courtesy Enrico Gallerie d’Arte, Milano Carlo Pittara, Ai Champs Elysee, 1884 Olio su tavola, 25,2×19 cm. Collezione privata

Dove e quando

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Fino al: 12 Febbraio, 2017