Che cosa significasse per il Caravaggio l’incontro con la immensa
capitale meridionale, più classicamente antica di Roma stessa, e insieme
spagnolesca e orientale, non è difficile intendere a chi abbia letto almeno
qualche passo del Porta o del Basile; un’immersione entro una realtà
quotidiana violenta e mimica, disperatamente popolare

Roberto Longhi

Caravaggio visse a Napoli circa un anno e mezzo durante i suoi due soggiorni: il primo tra ottobre 1606 e il giugno successivo, il secondo nell’autunno del 1609 fino al definitivo imbarco per Porto Ercole. Mesi intensi per la sua vita come per la produzione seppur meno noti di quelli romani anche se lì verrà subito dimenticato. Vi arrivò in fuga ricercato, condannato a morte, tormentato dal senso di colpa e la drammaticità della produzione napoletana, la particolare tensione morale, sembra avvicinarsi fortemente alla visione contemporanea del grande artista. Un aspetto che emerge nettamente dalle opere, provenienti da collezioni museali nazionali e internazionali, presenti nella mostra “Caravaggio Napoli”.

Il Museo e Real Bosco di Capodimonte e il Pio Monte della Misericordia, con la produzione e organizzazione della casa editrice Electa, promuovono l’evento espositivo per approfondirne il periodo e l’eredità lasciata nella città partenopea. Curata da Maria Cristina Terzaghi e Sylvain Bellenger, con un rigoroso approccio scientifico, sono messe a confronto sei opere del Merisi con ventidue quadri di artisti della Scuola napoletana – che ne registrano immediatamente la novità e venendone travolti – con soggetti ricorrenti nei dipinti del Maestro.
L’incontro con la città di Napoli, le relazioni che intrecciò con il panorama artistico locale, segnarono definitivamente il percorso di Caravaggio. L’intensa resa della passione e dell’istinto di quei dipinti identifica oggi, più che in altri momenti, l’immagine e la personalità dell’artista lombardo. Il legame con il territorio ebbe un impatto incisivo sulla Scuola napoletana e nella costituzione della poetica del naturalismo partenopeo. Sia gli artisti più giovani, come Battistello Caracciolo, che quelli già attivi a Napoli, come Fabrizio Santafede, non poterono restare indifferenti al realismo caravaggesco creando opere inconfondibilmente suggestionate. Un influsso che toccò anche i colleghi della successiva generazione, quali Jusepe de Ribera e Massimo Stanzione.

Il progetto comprende la ricostruzione di un percorso documentato, attraverso la città, dei luoghi che Caravaggio frequentò e in cui visse. Tra questi il Pio Monte della Misericordia dove si trova lo straordinario capolavoro Sette opere di Misericordia realizzata per la cappella del complesso religioso nel 1607. La grande pala (390 x 260 cm) è riconosciuta tutt’oggi come una delle più significative rappresentazioni dei vicoli della città e dei suoi abitanti, e manifesta la potente – e quasi antropologica – connessione tra i dipinti di Caravaggio e l’indole napoletana. Invece, il riscontro visivo tra le opere raccolte in Sala Causa permette riflessioni e chiarimenti immediati sul legame tra l’artista e la città ed è accompagnato da un ‘diario’, una dettagliata crono-biografia che riorganizza le conoscenze letterarie e documentarie (edite e inedite) del periodo.

Il primo, potente dialogo in mostra è tra la Flagellazione, conservata a Capodimonte, che l’artista realizzò per la chiesa partenopea di San Domenico e il prestito di quella del Musée des Beaux-Arts di Rouen, assente da Napoli da trentacinque anni e ammirabile dopo un restauro che ha recuperato a nuova vita il capolavoro. Il raffronto si arricchisce dell’esposizione di una copia del dipinto di Rouen (che Mahon attribuiva in un primo momento al maestro con l’avvallo di Longhi), insieme ad alcuni quadri strettamente ispirati a esse come la Flagellazione, restaurato per l’occasione, attribuito Fabrizio Santafede di Palazzo Abatellis, che riprende quella francese (un vecchio maestro tardomanierista, che cambia, sedotto dalle novità del Merisi); il Cristo alla colonna di Battistello Caracciolo (Museo di Capodimonte) e quello di Jusepe de Ribera (Complesso Monumentale dei Girolamini), entrambi derivanti dal quadro del Maestro.

A dimostrazione di quanto fu spiccata la contaminazione caravaggesca nella pittura napoletana sono messe a confronto, con la Salomé londinese (National Gallery) e quella del Palacio Real di Madrid, alcune grandi interpretazioni di Battistello Caracciolo (Museo de Bellas Artes, Siviglia) e di Massimo Stanzione (collezione privata) per la prima volta a Napoli.

Invece, per ben focalizzarne l’influsso sull’arte europea, il percorso propone opere mai esposte in Italia del pittore Louis Finson, quali il Martirio di San Sebastiano. Conosciuto come l’autore delle copie della Maddalena in estasi, anch’esse presenti in mostra, Finson fu tra i primi amici, seguaci e copisti di Caravaggio a Napoli. Appaio ora più chiari i primissimi passi napoletani compiuti dal Merisi nella sua bottega e in quella del fiammingo Abraham Vinck, che le fonti ricordano “amicissimo del Caravaggio”. I due lo accolsero appena giunto in città, fornendogli forse anche gli strumenti con cui lavorare così da entrare in possesso di sue opere – che portarono ad Amsterdam – esportandone così il linguaggio nel cuore dell’Europa. Accanto al Martirio di Finson, le tele di Battistello (Crocifissione), Stanzione (Martirio di Sant’Agata) e Hendrik De Somer (San Sebastiano) della collezione del Museo di Capodimonte, che indubbiamente ebbero come modello comune la Crocifissione di sant’Andrea oggi a Cleveland.

La mostra costituisce, altresì, l’occasione per ripercorrere l’attività dei più dotati caravaggeschi attivi a Napoli, quali Tanzio da Varallo che vi trascorse un intero decennio in contemporanea alla presenza di Caravaggio. Di questo dotatissimo artista è esposto un capolavoro in anteprima mondiale: il San Giovanni Battista di collezione privata, ispirato a quello della collezione Borghese, a cui viene affiancato in mostra.
Chiude il percorso espositivo, l’ultimo dipinto realizzato a Napoli dal Merisi, il Martirio di Sant’Orsola, oggi custodito alle Gallerie d’Italia a Palazzo Zevallos Stigliano, affiancata ad una interpretazione di Giovanni Bernardino Azzolino, autore di numerose repliche della tela caravaggesca di cui è esposta una delle più naturalistiche (della Pinacoteca Nazionale di Siena).

Alle tarde soluzioni della Sant’Orsola rimandano inoltre il Battesimo di Cristo di Caracciolo (Monumento Nazionale dei Girolamini, Napoli) e il Martirio di San Sebastiano di Filippo Vitale (collezione privata).
Poco prima della Sant’Orsola, Caravaggio aveva dipinto tre tele per la cappella Fenaroli in Sant’Anna dei Lombardi, oggi perdute. Una rara testimonianza visiva di una di esse è probabilmente il San Francesco di Carlo Sellitto, pittore di origine lucana e giunto a Napoli nel primo decennio del Seicento e dove inizia a modellare, in modo rapido e deciso, il proprio linguaggio sulle novità introdotte da Caravaggio.

Insomma un’altra starodinaria occasione per tornare a Napoli. Forse, non a caso, Sylvain Bellenger, direttore Museo e Real Bosco di Capodimonte, dedica il suo saggio in catalogo (editto da Electa dove si attualizzano gli studi sul periodo napoletano) ai maggiori studiosi, ma anche a tutti gli appassionati di Caravaggio. 

Didascalie immagini

  1. Caravaggio, Salomé con la testa di Battista, circa 1607
    Olio su tela, 116 x 140 cm
    Madrid, Palacio Real
    Colecciones Reales, Patrimonio Nacional
  2. Caravaggio, Salomè con la testa del Battista, 1609
    Olio su tela, cm 91,5 x 106,7
    Londra, National Gallery
    ©ArchivioScalaGroup,Antella/©2019.Copyright
    TheNationalGallery,London/Scala,Firenze
  3. Caravaggio, Flagellazione, 1607
    Olio su tela, cm 266 x 213
    Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte
    Su concessione del Fondo Edifici di Culto, Direzione Centrale del Ministero dell’Interno / Su concessione del Ministero peri Beni e le Attività Culturali: Polo Museale della Campania / foto di Luciano Romano
  4. Caravaggio, Flagellazione, 1607
    Olio su tela, cm 134,5 x 175,5
    Rouen, Musée des Beaux-Arts
    © C.Lancien,C.Loisel/Réunion des MuséeM étropolitains Rouen Normandie
  5. Massimo Stanzione, Salomè con la testa del Battista, 1620 circa
    Olio sutela, cm122 x 152
    Roma, collezione privata
    Manusardi srl Artphotostudio, Milano
  6. Giovan Battista Caracciolo detto Battistello, Cristo alla Colonna,
    1618-1620 circa, Olio su tela, cm 184 x 130
    Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte,
    Su concessione del Ministero per i Beniele Attività Culturali/Polo Museale della Campania /foto di Luciano Romano
  7. Giovanni Baglione, Deposizione di Cristo nel sepolcro, 1608
    Olio su tela, cm 280 x 178
    Napoli, Pio Monte della Misericordia, Quadreria  © Archivio dell’arte, Luciano e Marco Pedicini
  8. Louis Finson, Martirio di san Sebastiano, 1615?
    Olio su tela, cm 220 x 162
    Rougiers (Var), chiesa parrocchiale, Patrick Glotain / Baussan

In copertina la sala con le Flagellazione
Allestimento della mostra “Caravaggio Napoli”
Museo e Real Bosco di Capodimonte, Napoli, 2019
© Francesco Squeglia

Orari
Museo e Real Bosco di Capodimonte
aperta tutti i giorni, dalle 8.30 alle 19.30
Pio Monte della Misericordia
lunedì – sabato, dalle 9 alle 18
domenica, dalle 9 alle 14.30
 

Navette per la mostra 
l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli ha istituito gratuitamente, per la mostra Caravaggio Napoli, durante i fine settimana di mostra
– bus da n.30 posti
– pulmino da 8 posti con pedana per utenti con disabilità motorie
tragitto:
– partenza in via Duomo nei pressi del Museo Filangieri
– fermata in via Duomo incrocio via dei Tribunali
– prosecuzione su via Foria con fermata alla stazione dei Bus nei pressi del MANN
– arrivo e sosta all’ingresso del Museo di Capodimonte per lo scarrozzamento dei passeggeri
corse continue negli orari:
dalle ore 8.30 (prima corsa da via Duomo)
alle ore 19.30 (ultima corsa dal Museo di Capodimonte)
nei giorni:
20, 21, 25, 26, 27, 28 aprile
1, 4, 5, 11, 12, 18, 19, 25, 26 maggio
1 e 2 giugno

Navetta Citysightseeing Napoli
Collegamento Museo e Real Bosco di Capodimonte e Pio Monte della Misericordia
– numero posti: 30
– servizio attivo tutti i giorni dal lunedì alla domenica
 

Dove e quando

Evento: Museo e Real Bosco di Capodimonte – via Miano, 2 – Napoli
  • Fino al: – 14 July, 2019