L’Accademia Drammatica degli Infuocati risale al 1648 quando a Firenze, don Lorenzo de’ Medici, istituì il primo esempio di scuola e compagnia stabile di teatro di prosa in città con il motto “a tempo infocato” e aveva come simbolo una bomba accesa, che ancora si può vedere sopra la lunetta dell’ingresso al Teatro Niccolini la sua sede abituale.

L’origine dell’Accademia si riconduce a momento storico e artistico ben preciso della metà del Seicento quando nascevano continuamente accademie e associazioni e il gruppo di teatranti degli “Infuocati”, dopo essere stato ospitato in varie residenze, grazie alla protezione del cardinale Giovan Carlo de’ Medici, si trasferì nelle case degli Ughi in via del Cocomero, oggi via Ricasoli, presso appunto il Teatro Niccolini da poco costruito da Niccolò degli Ughi.

Andarono in scena tragedie e commedie classiche, che erano un nobile svago per gli aristocratici e per la stessa famiglia granducale, ma, dopo alcuni anni, serviva una sede più spaziosa individuata nel dimesso tiratoio dell’Arte della Lana, in via della Pergola. Non tutti gli accademici, però, erano d’accordo sul trasferimento e si divisero in due gruppi: quelli che si trasferirono in via della Pergola si chiamarono Accademia degli Immobili e fondarono il prestigioso Teatro della Pergola mentre gli altri, rimasti nella vecchia sede di via del Cocomero, dettero vita all’Accademia degli Infuocati.

L’Accademia degli Infuocati è stata rifondata a fine 2015 dall’editore Mauro Pagliai in occasione della riapertura del teatro Niccolini con lo scopo di organizzare eventi culturali nel teatro e, in occasione dell’ultima rassegna Pitti Immagine Uomo, ha organizzato la mostra “Capucci Dionisiaco. Disegni per il teatro” in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, con il supporto della Fondazione Eduardo De Filippo e dell’Azienda Agricola Scovaventi. L’esposizione – che prosegue fino al 14 febbraio Andito degli Angiolini di Palazzo Pitti – è curata dallo stesso Roberto Capucci e si avvale del catalogo edito da Polistampa.

Composta da settantadue opere su carta di grande formato (cm 70 x 50) mostrando un Roberto Capucci inedito rispetto al suo primato di couturier d’Alta Moda nel mondo dedicata all’universo femminile, Capucci ha voluto esporre invece una suite di disegni con un inaspettato e sorprendente repertorio di costumi maschili per il teatro che, sin dagli anni Novanta e nel più assoluto riserbo, gli sono stati ispirati dall’idea di una messinscena onirica, dando libero sfogo a un’inesausta fantasia d’artista affrancato dalle mode e dalle ribalte internazionali di tutti i tempi e spiega: “Un insieme di ‘follie’ che non a caso ha scelto di presentare a Firenze, la città dove ha debuttato nel lontano 1951 con una sfilata “a sorpresa” nell’ambito della First Italian High Fashion Show organizzata dal marchese Giorgini e dove, nel solco di un’imperitura tradizione artistica e culturale, sempre aperto è il dialogo fra passato, presente e futuro”.

Il titolo della mostra è suggerito dal carattere misterioso e ambiguo dei costumi maschili presentati, una galleria di figure multiformi e dalle molte metamorfosi che appaiono trasfigurare il mito di Dioniso – divinità non solo del vino ma anche del teatro e della rappresentazione scenica accompagnata dalla musica – e il carattere ineffabile e disinibito del suo camaleontico corteo.
Si individuano nettamente alcune sue peculiarità stilistiche come la sapienza grafica e la sensibilità negli accostamenti cromatici, l’esattezza geometrica ai limiti dell’utopia pur obbediente alle regole matematiche de la Divina proportione nell’ideare costumi che ricordano la spettacolarità di una festa rinascimentale.

Al riguardo scriveva Kirsten Aschengreen Piacenti nel catalogo della mostra ospitata a Palazzo Strozzi nel 1990, Roberto Capucci. L’arte della moda: volume, colore, metodo: “Roberto Capucci è la conferma del detto di William Morris: C’è un artista in ogni artigiano e un artigiano in ogni artista”.

Dettagli

Didascalie immagini dei disegi di Roberto Capucci

  1. Costume per spettacolo, Giugno 2013
  2. Costume per spettacolo, Marzo 2010
  3. Costume per spettacolo, Settembre 2009
  4. Omaggio a Borromini
    Costume per spettacolo, Marzo 2010
  5. Rinascimento in armatura
    Abito teatrale, 1992
  6. Alla corte di Alcina
    Costume per spettacolo, Marzo 2011

IN COPERTINA
Medusa
Costume per spettacolo, Marzo 2010 [particolare]

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