In programma a Torino, al Centro Italiano per la Fotografia dal 3 marzo al 26 giugno 2022, per la prima volta in Italia, la mostra “Capolavori della fotografia moderna 1900-1940. La collezione Thomas Walther del Museum of Modern Art, New York” organizzata dal MoMA a cura di Sarah Hermanson Meister – curatrice del Dipartimento di Fotografia del museo della Grande Mela – e Quentin Bajac, direttore del Jeu de Paume di Parigi, con Jane Pierce, assistente alla ricerca del Carl Jacobs Foundation oltre al coordinamento e sviluppo del progetto a “Camera” di Monica Poggi e Carlo Spinelli.
Un evento espositivo nato dalla preziosa collaborazione fra il Jeu de Paume di Parigi, il Masi di Lugano e Camera, dove sarà possibile ammirare per l’ultima volta in Europa questi grandi capolavori della fotografia prima che tornino negli Stati Uniti.
L’importanza storica, il valore artistico e la rarità dei materiali esposti rendono quindi questa mostra un appuntamento imperdibile trattandosi, infatti, di una selezione di oltre duecentotrenta opere fotografiche della prima metà del Ventesimo secolo, capolavori realizzati dai grandi maestri dell’obiettivo, le cui immagini appaiono ancora oggi innovative.

Come i contemporanei Matisse, Picasso e Duchamp hanno saputo rivoluzionare linguaggi delle arti plastiche, così gli autori in mostra, una nutrita selezione di fotografi famosi e altri nomi meno noti, hanno ridefinito i canoni della fotografia facendole assumere un ruolo assolutamente centrale nello sviluppo delle avanguardie di inizio secolo.
Un fermento creativo che prende avvio in Europa per arrivare infine negli Stati Uniti, che accolgono in misura sempre maggiore gli intellettuali in fuga dalla guerra, arrivando a diventare negli anni Quaranta il principale centro di produzione artistica mondiale.
Accanto a immagini iconiche di fotografi americani ed europei, la collezione Walther valorizza il ruolo centrale delle donne nella prima fotografia moderna, con opere di Berenice Abbott, Marianne Breslauer, Claude Cahun, Lore Feininger, Florence Henri, Irene Hoffmann, Lotte Jocobi, Lee Miller, Tina Modotti, Germaine Krull, Lucia Moholy, Leni Riefenstahl.

Oltre ai capolavori della fotografia del Bauhaus (László Moholy-Nagy, Iwao Yamawaki), del costruttivismo (El Lissitzky, Aleksandr Rodčenko, Gustav Klutsis), del surrealismo (Man Ray, Maurice Tabard, Raoul Ubac), anche le sperimentazioni futuriste di Anton Giulio Bragaglia e le composizioni astratte di Luigi Veronesi, due fra gli italiani presenti in mostra insieme a Wanda Wulz e Tina Modotti.
A riprova della ricchezza di poetiche e pensieri, fotografie realizzate grazie alle nuove possibilità offerte dagli sviluppi tecnici di questi anni, ma anche una molteplicità di sperimentazioni linguistiche realizzate attraverso diverse tecniche: collages, doppie esposizioni, immagini cameraless e fotomontaggi che raccontano una nuova libertà di intendere e usare la fotografia.
E’ proprio la particolarità di questi decenni a spingere il collezionista Thomas Walther a raccogliere, tra il 1977 e il 1997, le migliori opere fotografiche prodotte riunendole in una collezione unica al mondo, acquisita dal MoMA nel 2001 e nel 2017.

Accompagna l’esposizione il catalogo edito da Silvana Editoriale in associazione con the Museum of Modern Art, New York, che include un saggio critico di Sarah Hermanson Meister, brevi introduzioni alle sezioni della mostra e riproduzioni di opere presentate.