Aperta in concomitanza con la XXVI edizione di festivalfilosofia (quest’anno dedicata al tema del caos), alla Galleria BPER di Modena prosegue fino a domenica 7 febbraio 2027 la mostra “CAOS χάος. Spazi e poetiche dell’arte informale” il cui titolo recupera il significato originario del termine greco χάος: non disordine o confusione, ma apertura, vuoto, spazio ancora privo di forma e, per questo, carico di possibilità, origine da cui possono nascere nuove forme e nuovi equilibri.

Da qui ha preso forma la riflessione della curatrice Daniela Ferrari infatti, dopo la frattura materiale e spirituale prodotta dalla Seconda guerra mondiale, molti artisti avvertirono l’insufficienza dei linguaggi ereditati e la necessità di ripartire da un grado zero della pittura. La tela non più solo il luogo della rappresentazione, bensì materia da attraversare, incidere, ferire; campo di forze nel quale gesto, colore, segno e spazio potevano costruire nuove possibilità di esistenza dell’opera e, l’arte informale, diviene momento tra i più radicali del secondo dopoguerra.

Per rendere la collezione strumento di conoscenza capace di generare nuove letture e di favorire una più ampia comprensione dell’arte italiana del Novecento, insieme alle opere della Corporate Collection BPER è presente un nucleo di prestiti provenienti da musei, fondazioni e collezioni pubbliche e private. Tra gli artisti presenti figurano Carla Accardi, Afro, Renato Birolli, Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi, Lucio Fontana, Gastone Novelli, Antonio Sanfilippo, Giuseppe Santomaso, Emilio Scanavino, Tancredi, Giulio Turcato ed Emilio Vedova, protagonisti di una stagione fondamentale dell’arte italiana. Così, attraversando pluralità di ricerche, tra la fine degli anni Quaranta e gli anni Sessanta, trasformarono profondamente il modo di intendere pittura, spazio e materia.

Il percorso evidenzia una delle stagioni più significative del Secolo breve attraverso il confronto tra capolavori per una lettura ampia dell’arte informale focalizzando proprio sulla ricchezza delle relazioni tra artisti, linguaggi e ricerche in un momento di profonda trasformazione culturale nel quale, la perdita di certezze, divenne occasione di sperimentazione e di costruzione. Dopo il Secondo conflitto mondiale, gli artisti avvertirono la necessità di superare i codici tradizionali della rappresentazione, affidando alla materia, al gesto, al segno, al colore il compito di dare forma a una realtà profondamente mutata. Più che un movimento unitario, l’Informale fu una costellazione di esperienze accomunate dalle esigenze di ricerca e confronto nella complessità del presente.

Pensata per un pubblico diversificato, la mostra è accompagnata, oltre al catalogo, da apparati di approfondimento e strumenti di mediazione proprio per favorire i diversi livelli di lettura, anche ai visitatori che si avvicinano per la prima volta all’Informale. Come sempre, previsto un programma di conversazioni aperte al pubblico con artisti, studiosi ed esperti chiamati ad approfondire le tematiche e momenti didattici rivolti alle scuole di ogni ordine e grado, articolati per fasce d’età.

Dettagli

Didascalie immagini

(courtesy Ufficio stampa PCM Studio di Paola C. Manfredi)

  1. Emilio Scanavino, Il grande fiore, 1956, olio su tavola, 136 x 104 cm, Collezione privata, Reggio Emilia
  2. Renato Birolli, Espansione, 1958, olio su tela, 115 x 65,5 cm, Collezione Fondazione Cariverona, Verona
  3. Tancredi Parmeggiani, La strega, 1960, tempera su faesite, 65 x 54 cm, Courtesy ED Gallery, Piacenza
  4. Gastone Novelli, Cosmografia, 1963, tecnica mista su tela, 135 x 135 cm, Collezione privata, Roma

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Galleria BPER - Via Scudari 9 - Modena
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Fino al: 07 Febbraio, 2027