A fine gennaio, il Museo Nazionale dell’Automobile ha presentato il programma 2025 dove, storia, design, arte e futuro sono i temi scelti per offrire al pubblico un racconto dell’automobile innovativo, attuale e rivolto ai linguaggi della contemporaneità. In tale occasione, è stata inaugurata la nuova mostra temporanea che resterà allestita, in Project Room, fino a domenica 18 maggio.

C/Art. L’arte di giocare con l’automobile ha alla base un articolato lavoro di co-progettazione e collaborazione tra Robert Kuśmirowski (Lodz, 1973) – presente sulla scena internazionale dalla seconda metà degli anni Novanta – i collezionisti e lo staff museale, curata da Guido Costa e Davide Lorenzone, la mostra consiste in un’installazione ambientale nella quale l’artista polacco, esponendo automobili giocattolo e vetturette provenienti da diverse collezioni e musei italiani, ha messo in dialogo arte e memoria storica automobilistica.

Una sorta di carta bianca concessagli per creare una ricostruzione immaginaria dello spirito del collezionista di automodelli e Guido Costa, ha precisato “Il suo è quasi un lavoro da archeologo, capace di ridare vita ad oggetti morti, ricomponendoli in contesti ad essi alieni, ricreandoli. La materia prima sulla quale opera è povera, poverissima, ma carica di vita e di storia: storia del lavoro, della sapienza artigiana, della tecnologia e della scienza, della creatività popolare e del collezionismo.”

Il visitatore è volutamente accolto in un ambiente eccentrico e disordinato: un eccesso di modelli incompleti, strumenti consunti e macchinari quasi dimenticati. Vecchie reti metalliche sostituiscono le tradizionali scaffalature, evocando l’atmosfera dell’officina caotica di un bizzarro collezionista. Il percorso si sviluppa gradualmente verso l’idea di esposizione perfetta. Gli oggetti trovano ordine, senso, e celebrano il passaggio dall’infanzia a una forma di collezionismo maturo e consapevole; in questa trasformazione, si è immersi in una riflessione sulla memoria e sul significato dell’automobile come oggetto di culto. Da un accumulo appassionato e compulsivo, tipico dell’età infantile, a una sistematizzazione ordinata dei pezzi collezionati, la mostra esplora l’evoluzione del collezionista e del valore affettivo degli esemplari di cui va alla ricerca con dedizione.

Davide Lorenzone, ha aggiunto “Ogni automobile giocattolo, sia essa a pedali, motorizzata – elettrica o con un piccolo motore a scoppio – realizzata in scala ridotta, è un piccolo capolavoro di ingegneria, con meccanismi che spesso consentono ai modelli di muoversi, di suonare o di attivarsi attraverso l’energia meccanica. Il valore di questi oggetti non è solo economico, ma anche storico, perché attraverso di essi è possibile riscoprire i gusti, le tendenze e le innovazioni tecnologiche di una determinata epoca”.

Le vetture esposte coprono un periodo che va dalla fine del Diciannovesimo secolo fino agli Anni Novanta del successivo e, tra i duecento modellini in mostra, anche la “Lucciola di Piero Patria” vettura giocattolo con motore elettrico prodotta a Torino tra il 1948 ed il 1949; la minuziosa riproduzione in scala, precisa in ogni singolo dettaglio costruttivo e funzionale, di un trattore a vapore risalente agli anni Dieci del Novecento; la locomobile a vapore Marshall & Co, modello funzionante in scala 1:4 realizzato artigianalmente da Pietro Abbà nel secondo dopo guerra.

Accanto a queste, una collezione più contemporanea di modellini di automobili sportive iconiche, modelli promozionali e ricostruzioni artigianali: solo per citarne alcune: la Ferrari F1 della Toschi, che era venduta con una bottiglia di liquore al suo interno, la Lancia D24 della Mercury di cui un esemplare è presente nella collezione del Museo, il modellino in legno del camion che pubblicizzava il Cynar e i quattro modelli della Marklin (berlina, coupé, auto corsa e autobotte), spettacolari e ancora oggi molto ambiti dai collezionisti.

A corollario della mostra, un programma di eventi dedicati al gioco, gratuiti e aperti a tutti, animeranno la Piazza coperta del Museo a ciclo continuo. Passatempi intramontabili come la pista Polistil, le vintage slot cars – iconiche monoposto elettriche, pronte a sfide spettacolari sui circuiti di Suzuka e Nürburgring ricostruiti in scala 1:32 – e i kart a pedali – che correranno nella Piazza trasformata, per l’occasione, in una spettacolare pista a due corsie. A marzo una mostra-scambio per collezionisti, amatori, curiosi che vogliano scambiare giocattoli d’epoca con altri appassionati adulti e bambini.

Dettagli

Didascalia immagini

alcuni scatti dell’allestimento – foto di Cosimo Maffione
Courtesy Mauto – Museo Nazionale dell’Automobile

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: MAUTO - Museo Nazionale dell’Automobile - Corso Unità d'Italia, 40 - Torino
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Fino al: 18 Maggio, 2025