“Oltre L’Onda”: titolo della mostra, a cura di Rossella Menegazzo,  che pur lasciando spazio a suggestioni e aspettative fa presagire la volontà di indagare l’operato di due degli artisti giapponesi di maggiore fama del 1800, spingendosi “oltre” quello che la maggioranza del pubblico ricorda.
Katsushika Hokusai (1760 – 1849) e Utagawa Hiroshige (1797 – 1858), nati a un trentennio di distanza, vivono in un Giappone in crescita sociale, economica e culturale. Un paese in cui il forte legame con la tradizione non manca, comunque, di innovazione e contatti con l’occidente, che influenza e da cui è influenzato a sua volta.

In questo contesto l’arte non è da meno e se da un lato le japonisme diventa tema di pubblicazioni appassionando molti degli artisti che lavorano sia in ambito pittorico che in ambito grafico, dall’altro lato dell’emisfero si faceva tesoro degli input visivi dati dalle innovazioni tecnologiche restituendoli in una forma inedita.
Hokusai è il più anziano dei due. Artista eclettico, protagonista di performance pubbliche nei primi anni dell’Ottocento, lavora per il teatro kabuki e realizza dipinti su rotolo e silografie policrome.

Tra i temi di suo maggiore interesse e che hanno contribuito a renderlo famoso, i paesaggi e la loro umanità. Le vedute raffigurate dall’artista, infatti, per quanto realizzate per il mercato, sono tutt’altro che puramente “documentaristiche”. Basti pensare alla serie pubblicata postuma delle Trentasei Vedute del Monte Fuji dove si legge tutta la curiosità dell’artista verso l’umano, il lavoro e la vita quotidiana; quel formicolare di piccole figure che si muovono indaffarate nel paesaggio.

Di tutta questa umanità, talvolta immersa nella natura, Hokusai non fa tuttavia l’elemento predominante, come a voler significare che l’essere umano, resta comunque piccolo rispetto alla grandezza e alla sacralità della natura.
A dimostrazione di questa “filosofia” sono, tra le altre, le raffigurazioni del Monte Fuji e della Grande Onda presso la costa di Tanagawa (1830-31).

Ecco perché è necessario, quando si parla di Hokusai andare oltre l’onda, ovvero oltre uno dei suoi lavori emblematici, punto di partenza per riflessioni più ampie.
L’onda rappresenta anche il trait d’union con il più giovane Hiroshige, “maestro della pioggia” e più vicino a quel periodo di sperimentazione di cui sopra.
Anche lui si misura con la forza del mare e ha una “sua” onda: è quella della Veduta del Mare di Satta (1858), sebbene più pacata, rilassata e meno “sublime”, se con questo termine definiamo una manifestazione della natura che lascia l’uomo in uno stato di contemplazione e impotenza.

Forse per il formato verticale quasi fotografico, forse per l’imbarcazione in acque calme, ma Hiroshige sembra dimostrare maggiore sicurezza dell’umano.
Nel percorso espositivo sono presenti serie raffiguranti viaggi, come taccuini di immagini realizzate tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta dell’Ottocento: itestimonianze di Città, stazioni, personaggi e storie.

Anche qui l’evoluzione del pittore si palesa, passando da vedute più classiche all’uso della prospettiva a volo di uccello fino a close-up con primi piani estremizzati che proiettano lo spettatore all’interno della scena stessa. Scelte stilistiche ispirate dalla neonata fotografia ma che, in realtà hanno estrapolato da questa tutta la poesia che una veduta può tradurre in immagine, tanto da fare si che la stessa fotografia occidentale ne traesse a sua volta ispirazione.

Rappresentative di questi percorsi sono le serie dei pesci, ma soprattutto quelle dei fiori e degli uccelli raffigurati “a coppie” su un formato verticale e lasciando volutamente la figura decentrata.
Se nel ritratto fattogli dal collega Utagawa Kunisada nel 1858 Hiroshige appare austero e serio, nella sua opera c’è invece spazio per una dimensione coltamente ludica, che gioca con le ombre e la parodia,  adottando vari formati (“a ventaglio”, il trittico o la composizione di più elementi) ricorrenti anche in altre serie.

La mostra si conclude con vedute di luoghi lontani, di luoghi celebri e della Capitale giapponese, opere che hanno accompagnato l’artista fino alla fine della sua carriera e dei suoi giorni, nel 1858.
La mostra, che merita una visita per ricchezza e allestimento, è la prova di quanto ci possa essere “oltre” una singola opera e quanto questa possa essere una “porta” per accedere al più complesso mondo dell’artista e della sua epoca.

Didascalie immagini

  1. Katsushika Hokusai
    La [grande] onda presso la costa di Kanagawa, dalla serie Trentasei vedute del monte Fuji
    1830-1831 circa
    silografia policroma
    23.8 x 36.6 cm
    Museum of Fine Arts, Boston – Nellie Parney Carter Collection – Bequest of Nellie Parney Carte
  2. Utagawa Hiroshige
    Il mare di Satta nella provincia di Suruga dalla serie Trentasei vedute del Fuji
    1858, quarto mese
    37.4 x 25.3 cm
    silografia policroma
    Museum of Fine Arts, Boston – William Sturgis Bigelow Collection
  3. Katsushika Hokusai
    Vento del Sud, Cielo sereno anche noto come Fuji Rosso dalla serie Trentasei vedute del monte Fuji
    1830-31
    silografia policroma
    26.1 x 38 cm
    Museum of fine Arts, Boston – William Sturgis Bigelow Collection
  4. Utagawa Hiroshige
    Kameido. L’area antistante il santuario Tenjin dalla serie Cento vedute di luoghi celebri di Edo
    1856
    35.6 x 24.2 cm
    silografia policroma
    Museum of Fine Arts, Boston – Gift of Dr. G. S. Amsden
  5. Utagawa Hiroshige
    Kameido. Il giardino dei susini dalla serie Cento vedute di luoghi celebri di Edo
    1857
    37 x 25.2 cm
    silografia policroma
    Museum of Fine Arts, Boston – William Sturgis Bigelow Collection
  6. Utagawa Hiroshige
    Ōhashi. Acquazzone ad Atake dalla serie Cento vedute di luoghi celebri di Edo
    1857
    36 x 24 cm
    silografia policroma
    Museum of Fine Arts, Boston – Nellie Parney Carter Collection-Bequest of Nellie Parney Carter
  7. Utagawa Hiroshige
    Pagro e pepe nero giapponese
    1832-33 circa
    26.5 x 37 cm
    silografia policroma
    Museum of Fine Arts, Boston – William Sturgis Bigelow Collection
  8. Utagawa Hiroshige
    Luna riflessa sulla superficie delle risaie a Sarashina nella provincia di Shinano
    1853
    trittico di ōban
    36.8 x 25.2 cm (ciascun foglio)
    silografia policroma
    Museum of Fine Arts, Boston – William Sturgis Bigelow Collection

In copertina un particolare di
Utagawa Hiroshige
Luna riflessa sulla superficie delle risaie a Sarashina nella provincia di Shinano

 

L’esposizione è intesa come un proseguimento delle iniziative avviate nel 2016 per il 150° anniversario delle relazioni bilaterali Italia-Giappone, una ricorrenza che ha visto il Comune di Bologna protagonista con progetti culturali importanti come le mostre dedicate a Giorgio Morandi a Kobe, Tokyo e Iwate, e MondoMostre Skira impegnato nelle mostre Hokusai, Hiroshige e Utamaro a Palazzo Reale di Milano, Hokusai all’Ara Pacis di Roma, Capolavori di Scultura Buddhista Giapponese alle Scuderie del Quirinale a Roma, fino alla più recente Kuniyoshi. Visionario del Mondo Fluttuante al Museo della Permanente di Milano.

L’eventuale non corretto funzionamento delle mappe
è una problematica di Google Map

 

Dove e quando

Evento: OKUSAI HIROSHIGE. Oltre l’onda. Capolavori dal Boston Museum of Fine Arts
  • Fino al: – 03 March, 2019
  • Indirizzo: Museo civico archeologico, Via dell’Archiginnasio, 2 – Bologna