Un inedito confronto del video-artista italoamericano con cinque maestri del Rinascimento Pontormo, Masolino da Panicale, Paolo Uccello e Lukas Cranach in mostra fino al 23 luglio a Palazzo Strozzi.
La rassegna, “Bill Viola e il Rinascimento elettronico”, introduce lo spettatore in un mondo di spiritualità e riflessione attraverso un dialogo appassionante ed un percorso immersivo intimo e intenso.Opere dalla straordinaria bellezza e forza evocativa in cui il risveglio del corpo stimola e precede quello della mente, disvelano la profondità dei sentimenti umani e la preziosità di ogni attimo vissuto.
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Guardando all’antico e traendo ispirazione da esso il grande big della video-arte matura un raffinato linguaggio espressivo, realizzando opere caratterizzate da uno stile poetico fortemente simbolico in cui l’uomo è chiamato a interagire con forze ed energie della natura come l’acqua e il fuoco, la luce e il buio, il ciclo della vita e quello della rinascita. Esplorando spiritualità, esperienza e percezione Viola indaga l’umanità: persone, corpi e volti sono i protagonisti dei suoi lavori, dove ricerca tecnologica e profonda riflessione estetica si intrecciano.

Il titolo dell’esposizione evoca al contempo l’arte del passato, in particolare quella fiorentina che è stata ispirazione e punto di riferimento dell’artista, e la componente tecnologica, elemento centrale nella pratica dell’arte delle immagini in movimento. Ripercorrere la quarantennale carriera di Bill significa anche osservare decenni di sviluppi tecnici, dagli archeologici monitor anni Settanta agli schermi al plasma, in un crescendo di produzioni sempre più ambiziose, dalle riprese in diretta dalla quotidianità agli effetti speciali e alle scenografie “hollywoodiane”.
2 the crossing la traversata bill viola 1996
Un’accurata selezione di opere, dagli anni settanta ad oggi, curata da Arturo Galansino (direttore generale, Fondazione Palazzo Strozzi) e Kira Perov (direttore esecutivo, Bill Viola Studio), in un percorso espositivo unitario del Piano Nobile e Strozzina, celebrano il legame dell’artista e con la città di Firenze, dove ha lavorato agli esordi della sua carriera.

Fu a Firenze infatti che Bill scoprì la vera “funzione” delle opere d’arte all’interno della vita umana e sociale. Dopo una visita agli Uffizi – dichiara in un’intervista del 2003 – sentivo fortemente che i musei erano stati creati per l’arte e non l’arte creata per i musei, come accadeva nella scena contemporanea che avevo lasciato a New York. Inoltre, molte delle opere medievali e rinascimentali che avevo visto in quei primi mesi a Firenze non erano neanche nei musei. Erano nella comunità, in luoghi pubblici – cattedrali, chiese, cappelle, corti, monumenti, uffici municipali, piazze e facciate di palazzi – e, di più, molte opere erano ancora nei luoghi per i quali erano stati commissionati cinquecento anni prima. L’atmosfera era satura di idee d’arte e di cultura. Avevo capito presto che qui la storia era veramente parte del presente e che le idee più nuove circolavano in un insieme più grande. Mi ricordo che spesso vedevo una vecchietta per strada che veniva la mattina a mettere l’acqua fresca o dei fiori nuovi sotto un quadro della Madonna in una piccola edicola all’angolo del suo palazzo. Questo ha dato un contesto nuovo alla mia idea di apprezzamento artistico.

Si entra in mostra la sala è buia su un grande schermo avanza un uomo, un attore che somiglia all’artista, quando l’immagine sta per riempire l’inquadratura si ferma e fissa lo spettatore. Ai suoi piedi compare una fiamma votiva, il fuoco divampa, si diffonde prima sul pavimento e poi sul corpo, si avverte un suono fragoroso, la figura viene inghiottita da una vampata violenta, che poi si placa lasciando qualche fiammella sul pavimento. L’immagine torna nera e il ciclo si ripete. Mentre, dall’altro lato dello schermo, avanza una sagoma umana simile a quella di prima. Anch’essa si ferma e improvvisamente un fiotto d’acqua sgorga sulla sua testa e si trasforma in una cascata che l’inonda, un suono fragoroso riempie l’ambiente.
La cascata si placa riducendosi a qualche goccia che cade sul pavimento, la sagoma scompare, e anche questo lato dello schermo ridiventa nero con una ciclicità che riprende senza interruzione. Questa è l’opera The Crossing, lavoro del 1996 anno che segna una svolta nella produzione di Bill Viola.
3 the deluge going forth by day il diluvio-bill viola 2002
L’elemento dell’acqua torna protagonista anche dell’opera The Deluge (2002), dove il poeta visivo indaga il tema del diluvio. Nell’installazione i passanti camminano tranquillamente davanti un edificio, impegnati in attività quotidiane, la crescente accelerazione dei movimenti delle persone lascia presagire un’imminente catastrofe. Un forte fragore precede la discesa e precipitazione dalle scale degli abitanti della casa che cercano di evitare una cascata torrenziale che irrompe violenta dalle porte e dalle finestre travolgendoli. Quando tutto finisce il sole torna a splendere sull’asfalto asciutto. Quella di The Deluge è una installazione dalla potente forza evocativa, tratti che l’accomunano al diluvio universale e la recessione delle acque (1439-1440) di Paolo Uccello, esposta nella sala precedente.

Da Palazzo Strozzi il percorso espositivo prosegue nel Grande Museo del Duomo e nel Complesso di Santa Maria Novella, nel primo si possono ammirare le opere di Bill Viola in dialogo con due grandi capolavori del rinascimento fiorentino: Acceptance  realizzata nel 2008, in cui egli propone una riflessione sullo scorrere del tempo e sul processo di trasformazione dell’interiorità umana, esposta in relazione alla  Maddalena penitente (1455 circa) di Donatello e Observance del 2002, in cui un flusso ininterrotto di persone avanza solennemente sopraffatte dall’emozione, fissando in una commozione condivisa un oggetto che non si vede posto di fronte a loro, esposto in relazione con la Pietà Bandini (1547- 1555) di Michelangelo.
4 tempest study for the raft tempesta studio per la zattera bill viola 2005
Nell’ex Cenacolo all’interno del Complesso di Santa Maria Novella, in prossimità della collocazione del Diluvio e recessione delle acque di Paolo Uccello già nel Chiostro Verde ed esposto a Palazzo Strozzi, è presentata l’opera di Bill Viola Tempest (Study for The Raft) (Tempesta, Studio per La zattera, 2005). Nel video un gruppo di uomini e donne proveniente da ambienti diversi viene colpito da un getto di acqua: alcuni vengono travolti, altri cercano di resistere, stringendosi nel tentativo di sopravvivere. La sofferenza degli uomini travolti dalla distruzione e dalla violenza dell’acqua sono i temi centrali di quest’opera che immancabilmente richiama all’attenzione episodi agli onori della cronaca purtroppo da molti anni.

Alla rassegna si aggiunge il “Fuori Mostra Bill Viola. Rinascimento elettronico” che valorizza mete in diversi musei e luoghi del territorio toscano, come nella sala 43 della Galleria degli Uffizi dove si trova Self Portrait, Submerged, opera realizzata nel 2013. Si tratta di una video installazione permanente donata dall’artista che va ad arricchire la più vasta e importante collezione di autoritratti al mondo, che continua ad accrescersi grazie alle donazioni di artisti contemporanei. L’opera ricorda un episodio che Bill visse a sei anni per cercare di imitare un cugino che si tuffa in un lago ma non trattiene il respiro e finisce sul fondo; sarebbe annegato se lo zio non lo avesse salvato. Nonostante il pericolo Bill non ha paura, anzi, quell’esperienza sarà il ricordo più bello della sua vita: da allora – racconta Bill – l’acqua è centrale nel mio mondo. È la vita ma può anche distruggerla, mi aiuta a dire: “vai oltre la superficie delle cose, punta alla loro anima”.
5 sharon bill viola 2013
Nel Museo della Collegiata di Sant’Andrea di Empoli, uno dei più antichi musei ecclesiastici italiani, dove si trova il Cristo in pietà di Masolino, oggi in prestito a Palazzo Strozzi, sarà esposta dal 6 aprile una suggestiva video installazione. Bill Viola toccato dalla bellezza dell’affresco volle riprodurla in un’immagine in movimento, aggiungendo l’acqua elemento distintivo del suo linguaggio espressivo. Un ulteriore lavoro di Viola sarà presentato il 27 luglio nella sala principale del Palazzo Pretorio.

Ad Arezzo presso la Galleria Ivan Bruschi, adiacente alla Basilica di San Francesco, che accoglie lo straordinario ciclo di affreschi di Piero della Francesca con la Leggenda della Vera Croce, dal 6 maggio sarà esposta un’opera video di Bill Viola, manifestazione del suo intenso legame con l’arte del Rinascimento in Toscana. «Qui- scrive a riguardo -non è come nei musei, che il quadro te lo trovi davanti, all’altezza dei tuoi occhi: gli affreschi arrivano fino al soffitto, devi sforzarti per vedere qualcosa. È un ambiente vivo, le pareti rinviano l’eco delle voci, dei passi».
Altra tappa di questo straordinario itinerario è la Pieve di San Michele Arcangelo a Carmignano, luogo in cui è custodita la Visitazione del Pontormo oggi esposta a Palazzo Strozzi in dialogo con The Greeting di Bill Viola, dove martedì 16 maggio alle ore 21.00 una conferenza presenterà la mostra fiorentina.

A questo viaggio si aggiunge un ricco programma di collaborazioni con musei, istituzioni culturali e partner della regione Toscana e internazionali insieme ai quali, durante i mesi della mostra, vengono proposti cicli di conferenze, film ed eventi speciali.

Dettagli

Orari: tutti i giorni 10.00-20.00, Giovedì 10.00-23.00

 

Catalogo Giunti Editore, Firenze 

Emergence (Emersione) Bill Viola, 2002, 11’40”. Retroproiezione video a colori ad alta definizione su schermo montato a parete in una stanza buia Interpreti: Weba Garretson, John Hay, Sarah Steben. cm 213 x 213. (Courtesy Bill Viola Studio) Da sinistra il curatore della mostra Arturo Galansino con Kira Perov e Bill Viola il giorno dell'inaugurazione. (Courtesy Fondazione Palazzo Strozzi) The Crossing (La traversata) Bill Viola, 1996, 10’57’’ Installazione video-audio. Proiezione video a colori a due canali dai lati opposti di una vasta galleria buia, su due grandi schermi sospesi al soffitto e installati sul pavimento dorso a dorso; (Courtesy Bill Viola Studio) The Deluge (Going Forth By Day) Il diluvio (Uscire al giorno) Bill Viola, 2002, 36’. Pannello 3 dei 5 di Going Forth By Day (Uscire al giorno), 2002. Installazione video-audio Video a colori ad alta definizione proiettato su una parete in una stanza (Courtesy Bill Viola Studio) Tempest(Study for The Raft)Tempesta, Studio per La zattera)Bill Viola, 2005, 16' 50 (Courtesy Bill Viola Studio) Sharon - Bill Viola, 2013. Video a colori ad alta definizione su uno schermo LCD installato in verticale a parete; audio stereofonico, cm 92 x 53.6 x 3. Photo: Kira Perov. (Courtesy Bill Viola Studio)

Dove e quando

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Fino al: 20170723