Negli spazi della Galleria Civica di Trento, il Mart conferma l’attenzione per i linguaggi del contemporaneo e, tra questi, segnaliamo la monografica dell’emergente Barbara De Vivi, Classe 1992, formatasi all’interno dell’Atelier F dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, che predilige una pittura figurativa, mettendo in relazione motivi iconografici tradizionali con istanze personali, in un immaginario fortemente legato all’estetica contemporanea.

Nella scelta dei soggetti, è guidata dall’immedesimazione emotiva, attraverso la quale crea connessioni tra esperienze private, topos della storia dell’arte e frammenti visivi provenienti dai media. Un universo intimo, quanto potentemente risonante, dove, pittura e disegno, divengono strumenti di indagine psicologica nell’esplorare le complesse dinamiche dell’identità, del corpo, delle relazioni affettive.

Al centro del lavoro, il rapporto con la sorella, figura emblematica che si manifesta nelle opere come sdoppiamento, eco visiva e concettuale dell’artista stessa ed è, in questo modo, che si cimenta con il tema del doppio, profondamente radicato nella storia dell’arte e della psicanalisi, proponendone una nuova e personalissima interpretazione.

La mostra in corso fino a domenica 5 ottobre, curata da Gabriele Lorenzoni e Carlo Sala, è accompagnata da un catalogo edito dal Mart, trae il titolo dal romanzo di Andrea De Carlo, Due di Due e indica, come chiave di lettura, appunto, la dualità come possibilità, come dialogo e come specchio.

Il lavoro di De Vivi racconta intrecci di storie personali, indagando le dinamiche di rappresentazione del sé, la messa in discussione dei ruoli di artista e modella, la consapevolezza del corpo come superficie su cui si iscrivono le emozioni, i ricordi e le influenze esterne.

Una quarantinaa di opere, molte realizzate per l’occasione, e, tra i lavori esposti, anche delle preziose carte inedite di grandi dimensioni. L’immagine guida del progetto proviene da un’ampia serie su carta di piccolo formato, confluita nel ciclo Disegni dall’archivio (2024/2025), ritrae due sorelle che si abbracciano. Qui, come in altre opere presenti nel percorso espositivo, è evidente la riflessione sul tema del doppio come strumento formale per proiettare sé stessi su un altro soggetto e creare un punto di vista esterno su dinamiche umane, stati emotivi e psicologici.

La sequenza di opere provenienti dalla stessa serie, esposte come un fregio continuo a sottolineare la continuità concettuale, senza negare il giusto spazio alla lettura di ogni singolo lavoro, accompagna il pubblico nell’universo di figure che popolano la pratica di De Vivi: frammenti di immagini, atmosfere e suggestioni che derivano da fonti visive diverse e plurali, a tratti oniriche, a tratti estremamente quotidiane.

Al ciclo Pressione appartengono alcune opere su carta di grandi dimensioni che hanno come soggetto il corpo femminile: le protagoniste di questi lavori sono collocate in un letto che è allo stesso tempo elemento fisico, reale, e spazio mentale, astratto.
In mostra anche dipinti di grandi dimensioni, fra cui Sorelle 1: in questo caso la protagonista è collocata in uno scenario onirico.