Dopo “Il disegno dello scultore”, la seconda mostra del ciclo dedicato al disegno come “madre di tutte le arti” prosegue nelle sale al primo piano del Museo Novecento di Firenze fino al 27 settembre. Questa volta è il teatro visto con gli occhi di alcuni dei più grandi artisti: da Gino Severini a Enrico Prampolini e Mario Sironi, da Bob Wilson a Derek Jarman, da Fausto Melotti a Giulio Paolini, da Toti Scialoja a Franco Angeli, da Piero Dorazio a Piero Sadun e Giacomo Manzù.

Ideata dal direttore artistico del Museo Sergio Risaliti, curata da Moreno Bucci, “Artisti al teatro. Disegni per il Maggio Musicale Fiorentino” presenta una selezione di figurini, bozzetti e modellini – conservati nell’Archivio Storico del Teatro – realizzati per accompagnare le rappresentazioni dal 1933 al 1999. La mostra indaga  la pratica del disegno per la musica, il melodramma e il balletto nel Secolo breve.

Una pratica che rinnova la tradizione inaugurata a Firenze da Bernardo Buontalenti, artista poliedrico che già nel Cinquecento metteva la sua creatività al servizio del teatro della corte medicea. Una tradizione rinascimentale sviluppata nei secoli successivi, che ha trovato humus fertile nel Novecento e nella contemporaneità.  Numerosissimi gli scultori e i pittori che nel Novecento sono stati chiamati a rivedere il teatro da una prospettiva diversa, una sensibilità che ha lasciato al teatro fiorentino un patrimonio di opere d’arte in miniatura, trasferite poi sul palcoscenico da abili maestranze.

La raccolta è uno straordinario mezzo per entrare in contatto diretto con l’ispirazione dei pittori e degli scultori coinvolti e di cogliere l’attimo dell’invenzione artistica che ha contribuito a rendere memorabili alcune delle messinscene del Maggio, dall’Amfiparnaso di Orazio Vecchi (1933), per cui Gino Severini pensò i costumi, alle invenzioni astratte di Piero Dorazio per Rideau Réversible di Goffredo Petrassi e Igor Stravinsky (1980); dai Lombardi alla Prima Crociata di Giuseppe Verdi del 1948, che vide la collaborazione di Mario Sironi per scenografie e costumi, alle irriverenti creazioni di Derek Jarman per The Rake’s Progress di Igor Stravinsky (1982).

Sergio Risaliti, spiega: “La storia dell’arte ci mette a disposizione motivi d’ispirazione sufficienti per progetti espositivi come questo, nato in collaborazione con il Maggio Musicale Fiorentino. Artisti scenografi furono già Filippo Brunelleschi, a suo modo, e Bernardo Buontalenti, assieme a Giorgio Vasari e Inigo Jones. Nel secolo di Picasso e dei futuristi, è stata di straordinaria importanza la commistione di arte, scenografia, musica e coreografia. Il Museo Novecento non può mancare la sua funzione retrospettiva e quindi ci è parso naturale guardare alla grande vicenda del Maggio Musicale e alle collaborazioni di quel teatro con artisti del calibro di Gino Severini, Enrico Prampolini e Mario Sironi, nella doppia veste di scenografi e costumisti.

Un viaggio nella fantasia e nell’interdisciplinarietà che ha per protagonisti anche Fausto Melotti, Giacomo Manzù, Toti Scialoja, Piero Dorazio, Franco Angeli, Piero Sadun assieme a Giulio Paolini, Bob Wilson e Derek Jarman, artisti di primo piano delle avanguardie moderne e post-moderne. Con questo secondo appuntamento espositivo, sempre dedicato alle opere su carta, il Museo Novecento vuole posizionarsi in Italia e nel mondo come luogo di ricerca, valorizzazione e sensibilizzazione nei confronti di quell’attività della mente e della mano che Michelangelo definiva fonte e corpo di ogni arte. In tal senso un museo di pubblica utilità alieno alla spettacolarizzazione dell’arte
”.

Il Curatore, aggiunge: “In questa mostra vi sono le tracce documentarie lasciate dagli uomini che hanno reso unico il Maggio Musicale Fiorentino da un punto di vista scenico. Pittori e scultori soprattutto, nella doppia veste di scenografi e costumisti, e poi i musicisti, i direttori d’orchestra, i registi, i coreografi, i cantanti, i ballerini che hanno accompagnato il loro lavoro dal 1933. Non è stata impresa di poco conto, riannodare i vari sentieri di un discorso critico e storico artistico possibile, per la presenza di un materiale così eterogeneo come quello rappresentato, nella loro specificità, dai bozzetti e dai modellini di scena, dai figurini per i costumi. Fin dalle prime stagioni il Maggio Musicale Fiorentino si muove sulle linee del rinnovamento dello spettacolo operistico e del balletto, aprendosi a ciò che vi era di più vivo ed originale nel panorama internazionale

Didascalie immagini

  1. Enrico Prampolini (Reggio Emilia 1859 – Milano 1930), Atto II per La sonnanbula di Vincenzo Bellini, 1942, matita e tempera su cartone, Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Archivio storico, inv. 122
  2. Enrico Prampolini (Reggio Emilia 1859 – Milano 1930), Atto III, scena seconda per La sonnanbula di Vincenzo Bellini, 1942, tempera su cartone, Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Archivio storico, inv. 930
  3. Giulio Paolini (Genova 1940) Scena unica: la folla (studio) per Teorema di Pierre Henry, Arvo Part, Henryk Gorecki, Galina, 1999, matita e collage di carta su cartoncino, Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Archivio storico, inv. 2920
  4. Mario Sironi (Sassari 1885 – Milano 1961), Atto I, scena prima per I Lombardi alla prima crociata di Giuseppe Verdi, 1948, matita grassa, tempera e olio su cartoncino, Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Archivio storico, inv. 149
  5. Piero Dorazio (Roma 1927 – Perugia 2005), Atto unico: fondale per Ottetto per strumenti a fiato di Igor Stravinsky per Rideau Réversible di Goffredo Petrassi e Igor Stravinsky, 1980, matita, matita colorata e tempera su cartoncino rosso, Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Archivio storico, inv. 1916
  6. Piero Dorazio (Roma 1927 – Perugia 2005) Danzatori per Grand Septuor di Goffredo Petrassi per Rideau Réversible di Goffredo Petrassi e Igor Stravinsky 1980 matita e tempera su cartoncino ritagliato, sagomato e incollato su cartoncino Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Archivio storico,

IN COPERTINA
Franco Angeli (Roma 1935 – 1988), Atto I per Girotondo di Fabio Vacchi, 1982, matita, matita colorata, tempera, porporina argento e collage di cartoncino nero su cartoncino, Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Archivio storico, inv. 2028
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Dove e quando

  • Fino al: – 27 September, 2018