“Il disegno è uno dei miei due vizi capitali,
più antico di quello per la musica e le canzoni”
(Paolo Conte)
Al Palazzo Mazzetti di Asti prosegue fino a domenca 1° marzo 2026, una mostra inedita che propone le opere di un grande artista tra i più grandi e amati del nostro tempo, icona indiscussa nella storia della canzone per l’originalità, indubbiamente il tratto distintivo della sua arte, perchè capace di sfuggire ogni rigida classificazione. “Paolo Conte Original” è la prima grande mostra dedicata al poeta, cantautore, compositore e alla sua espressione artistica nata ancora prima della musica: la pittura.

Original non è solo il titolo della mostra, ma la dichiarazione poetica di un artista al di fuori delle mode perché è indubbio come, alla base del suo processo creativo – della musica, dei versi delle canzoni o dei disegni – vi sia un aspetto immediatamente riconoscibile: il suo gusto personale, fatto di sapori e odori che affondano lontano, ma che, ogni volta, vengono plasmati e piegati in uno stile unico, fedele solo a se stesso.

In tale ottica è stata concepita la mostra, curata da Manuela Furnari, presentando centoquarantatre lavori su carta, eseguiti con tecniche diverse in quasi settant’anni (dal 1957) avendo coltivato una riservata passione per l’arte visiva, formandosi come pittore e disegnatore.

Dopo avere esposto nel 2000 al Barbican Hall di Londra e in diverse città italiane, due anni fa venne invitato a esporre alla Galleria degli Uffizi, confermando il profondo legame con l’immagine e, tali lavori, confermano il fulcro della sua poetica: elegante, malinconica, jazzata e ironica.

Conte ha più volte dichiarato di riconoscere alla composizione musicale un ruolo prioritario, forse secondo la concezione romantica dell’assoluta preminenza della musica rispetto alle altre arti. Ma nei suoi disegni e nelle sue opere spinte fino all’astrattismo, è invece possibile ravvisare la piena libertà formale di cui si è nutrita l’arte del Novecento, in primis quella dei due decenni iniziali del secolo, così carichi di avanguardia, dove l’originalità diventa rottura; anni da lui particolarmente amati.

Il percorso espositivo si sviluppa non seguendo una traccia convenzionale, tematica o cronologica; le opere si susseguono secondo una scelta scrupolosa, espressione di un gusto assolutamente singolare e questo non poteva che avvenire sotto la guida dello stesso Conte, e del suo sguardo autentico, inimitabile, con una sola avvertenza: “Lasciare al pubblico” riprendendo le sue parole “la possibilità di immaginare con libertà massima”.

La mostra, realizzata dalla Fondazione Asti Musei in collaborazione con Arthemisia, è accompagnata da un catalogo edito da Moebius.