In occasione della 19ᵃ Esposizione Internazionale di Architettura (La Biennale di Venezia 2025) ha debuttato in Europa il visionario programma filantropico giapponese “anonymous art project” con due inediti progetti espositivi che pongono l’accento su alcune delle voci più significative dell’arte contemporanea nipponica, in simbiosi con il patrimonio storico e architettonico della città lagunare.
Due niziative indipendenti a sostegno della mostra nel Padiglione del Sol Levante alla Biennale – intitolato In-Between – un progetto è coordinato da Veronesi Namioka, realtà italo-giapponese attiva per la costruzione di un ponte culturale tra Italia e Giappone.

“Lines by Kengo Kito” (fino al 28 settembre 2025 nella corte dell’Agrippa e nella Sala V del Museo archeologico) è un’installazione site-specific a cura di Masahiko Haito, si inserisce in dialogo con l’eredità culturale veneziana e con l’architettura rinascimentale che la innerva, riflettendo sull’interazione tra arte e spazio pubblico. Kengo Kito (Nagoya, 1977) coltiva una ricerca artistica radicata nell’uso di materiali ready-made per la realizzazione di opere pittoriche e installazioni ambientali che trasformano lo spazio in cui si inseriscono. Il suo lavoro è una continua ricerca di connessioni tra materia, colore e forma, con un’attenzione particolare alla relazione tra arte e architettura.
L’artista si collega idealmente alla mostra Neutrality presentata al Padiglione del Giappone ed esplora il concetto di ma (intervallo) per collocare il soggetto del progetto architettonico in un “punto neutrale”, in cui gli esseri umani condividono lo stesso status di altre entità viventi e non viventi.
L’opera di Kengo Kito è concepita come una selezione di tubi quadrati fluorescenti, disposti verticalmente su una base ovale specchiata.

Il cortile, progettato in stile classicista inizialmente da Vincenzo Scamozzi nel Sedicesimo secolo, realizza un interessante punto di incontro tra le architetture rinascimentali che lo circondano e lo stile bizantino, caratteristico della vicina Basilica di San Marco. L’intervento di Kengo Kito arricchisce il dialogo tra epoche e forme architettoniche con un gesto modernista, denso di rimandi sia alla tensione verticale rinascimentale, sia al carattere decorativo dell’architettura. Parte del progetto espositivo è l’intervento temporaneo di manutenzione sostenuto da anonymous art project che interessa la parete alle spalle della scultura di Agrippa accolta nel cortile, parzialmente consumato dall’azione del tempo e dell’umidità. L’intervento di Kengo Kito contribuisce ad annunciare la riapertura del Cortile dell’Agrippa, segnando l’inizio di una nuova fase della propria storia.

“Mika Ninagawa with EiM: Interstice” a cura di Eriko Kimura, rappresenta la prima esposizione personale in Europa della fotografa e regista, in collaborazione con il collettivo creativo Eternity in a Moment. L’installazione immersiva, allestita a Palazzo Bollani fino al prossimo 21 luglio, esplora i concetti di confine, transizione e sovrapposizione, utilizzando immagini, luci e suoni per creare uno spazio in cui realtà e finzione si fondono in un’esperienza sensoriale totalizzante.

Mika Ninagawa (Tokyo, 1972) è una delle fotografe più influenti della scena contemporanea giapponese, celebre per il suo uso audace del colore e per una poetica visiva che fonde estetica pop, simbolismo naturale e cultura tradizionale giapponese. Alla direzione di film acclamati dalla critica nipponica come Sakuran (2007) e Helter Skelter (2012), Mika Ninagawa affianca una sperimentazione fotografica focalizzata su soggetti come fiori, paesaggi e figure dalla forte carica emotiva, impiegati come elementi fondanti di contenuti visivi e scenari immersivi unici.
Con Interstice, Ninagawa e il collettivo EiM, che collaborano dal 2022, esplorano la percezione della realtà attraverso un linguaggio multisensoriale. Il progetto si sviluppa in un percorso fatto di immagini in movimento, giochi di luce e strutture riflettenti, che trasportano il visitatore in un mondo sospeso tra sogno e realtà. Filo rosso della mostra sono i fiori, presentati in una combinazione bilanciata di elementi naturali e artificiali con l’obiettivo di evocare delle emozioni durature e universali, direttamente correlate alla tradizione di presentare omaggi floreali nei cimiteri e nelle edicole votive presente in molte culture del mondo.

La visione di Mika Ninagawa si combina con l’apporto scientifico di EiM, che riunisce talenti nel mondo del design, della scienza dei dati e della cinematografia per creare esperienze immersive uniche. Tra i collaboratori di EiM figurano il data-scientist Hiroaki Miyata, il production designer ENZO, il direttore creativo Isao Kuwana, il lighting designer Koshiro Ueno.

Dettagli

Orari di visita

LINES by KENGO KITO
a cura di Masahiko Haito
fino a domenica 28 settembre 2025
Museo archeologico nazionale di Venezia, Piazza San Marco, 17
ingresso cortile e Sala V
tutti i giorni dalle 10 alle 18


Mika NINAGAWA with EiM: INTERSTICE
a cura di Eriko Kimura
fino a domenica 21 luglio 2025
Palazzo Bollani, Castello 3647, Venezia
dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 17
(lunedì chiuso)

Didascalie immagini

courtesy Ufficio stampa PCM Studio di Paola C. Manfredi

  1. Kengo Kito, Lines, Metallo colorato, plexiglass, legno, 2025
    a cura di Masahiko Haito, organizzato da anonymous art project
    photo credit: Jean Porcel, courtesy: Veronesi Namioka
    installazione nella nella Sala V del Museo archeologico nazionale di Venezia
  2. Kengo Kito, Lines, Metallo colorato, plexiglass, legno, 2025
    a cura di Masahiko Haito, organizzato da anonymous art project
    photo credit: Jean Porcel, courtesy: Veronesi Namioka
    installazione nella corte dell’Agrippa
  3. Mika Ninagawa with EiM
    “Within the Breath of Light and Shadows” 2025 © Mika Ninagawa, courtesy Tomio Koyama Gallery
  4. Mika Ninagawa with EiM
    “Remnants of Life” 2025 © Mika Ninagawa, courtesy Tomio Koyama Gallery
  5. Mika Ninagawa with EiM
    “Dreams of the beyond in the abyss” 2025 © Mika Ninagawa, courtesy Tomio Koyama Gallery